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Indice
Spetta la Legge 104 e pensione di reversibilità?
La Legge 104 e pensione di reversibilità può spettare, ma sono nel caso in cui sia stata riconosciuta la totale inabilità lavorativa dell’erede. Ci spieghiamo meglio.
La reversibilità della pensione, che comprende sia la reversibilità che la pensione indiretta, è riconosciuta a diverse categorie di persone:
- il coniuge, anche se separato o divorziato in alcuni casi particolari, con diritto agli alimenti decretato dal tribunale;
- i figli, se minori alla data del decesso, studenti senza lavoro (fino a 26 anni se universitari), e inabili indipendentemente dall’età;
- in casi specifici: genitori ultra 65enni senza figli, nipoti o coniuge a carico al momento del decesso; nipoti se minorenni e i genitori non possono assisterli; fratelli e sorelle a carico senza figli, coniugi, genitori o nipoti.
Per i figli, la Corte di Cassazione (sentenza n. 27448/2017) ha chiarito che non è necessario avere un riconoscimento di invalidità, ma è richiesta l’inabilità lavorativa assoluta e permanente.
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La legge (Art. 8, comma 1, Legge 222/1984) stabilisce che l’inabilità deve derivare da infermità o difetto fisico o mentale.
Fino al 2008, l’attività lavorativa, anche part-time, impediva la concessione della pensione ai superstiti. Con l’Art. 46 della Legge 31/2008 è stata introdotta un’eccezione: l’attività lavorativa terapeutica, fino a 25 ore settimanali presso cooperative sociali o datori di lavoro che assumono disabili, non preclude l’assegno di reversibilità.
L’inabilità deve esistere al momento del decesso: eventuali inabilità successive non sono rilevanti.
Inoltre, il figlio inabile non deve necessariamente convivere con il genitore al momento del decesso, ma deve essere a suo carico.
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Legge 104 e pensione di reversibilità: l’erede deve risultare “a carico” del deceduto
Per le pensioni di reversibilità, il concetto di essere “a carico” è diverso dal punto di vista fiscale.
Secondo l’articolo 13 del Regio Decreto Legge numero 636 del 14 aprile 1939, i figli sopra i 18 anni e inabili al lavoro sono considerati “a carico” se il defunto assicurato o pensionato provvedeva al loro sostentamento in modo continuativo prima del decesso.
Il termine “sostentamento” implica la dipendenza economica e il supporto continuativo da parte del defunto.
La non autosufficienza economica si verifica quando il reddito del superstite, escludendo redditi non computabili per legge, non supera il 30% in più dell’importo del trattamento minimo della pensione.
Per i figli maggiorenni inabili sopravvissuti, dal 31 ottobre 2000, il requisito di non autosufficienza economica è stabilito in base al criterio per il riconoscimento della pensione per gli invalidi civili totali.
Il limite di reddito è definito dall’articolo 14-septies della Legge 29 febbraio 1980, n. 33, annualmente rivalutato.
Per i figli inabili nelle condizioni dell’articolo 5 della Legge n. 222 del 1984, il limite deve essere aumentato dell’importo dell’indennità di accompagnamento, se necessaria.
Il mantenimento abituale può essere dedotto dal comportamento pregresso del defunto verso il familiare superstite.
Se il figlio inabile conviveva con l’assicurato, l’INPS non verifica il mantenimento abituale.
Se il figlio non conviveva, è necessario verificare se il defunto contribuiva in modo rilevante e continuativo al suo sostentamento, anche mediante un esame comparativo dei redditi.
Non è richiesto che l’assicurato o pensionato deceduto contribuisse esclusivamente al mantenimento del figlio non convivente.
Reversibilità al figlio inabile che non vive con i genitori: vediamo come funziona e quando ne ha diritto.
Altri requisiti per la Legge 104 e pensione di reversibilità
Il requisito sanitario non è l’unico che permette di ottenere la Legge 104 e pensione di reversibilità.
Se il defunto riceveva già una pensione di vecchiaia o anzianità, si parla di reversibilità; altrimenti, nel caso in cui stesse ancora lavorando, si tratta di pensione indiretta.
Per ottenere benefici, i familiari devono assicurarsi che il defunto avesse i requisiti per la pensione di vecchiaia:
- Accumulo di 780 contributi settimanali durante la vita assicurativa.
Oppure, nel caso di un defunto idoneo all’Assegno ordinario di invalidità:
- Accumulo di 260 contributi settimanali, di cui 156 nel quinquennio prima del decesso.
I superstiti del titolare dell’Assegno ordinario di invalidità possono ottenere la pensione indiretta, ma solo se i requisiti sono soddisfatti, incluso il periodo di percezione dell’assegno.
Un’eccezione è la morte per cause di servizio, dove il requisito viene ignorato, e si procede con la pensione indiretta se non c’è liquidazione di una rendita dell’assicurazione infortuni.
Dove richiedere la pensione di reversibilità? Ecco come fare e la procedura da seguire.

Importo della pensione di reversibilità
La pensione di reversibilità o indiretta varia in base al grado di parentela con il defunto assicurato.
Se sei il coniuge, ottieni il 60% della pensione. Se hai anche un figlio, la percentuale sale al 80%, mentre con due figli raggiunge il 100%.
Se il coniuge non è presente, i familiari a carico al momento del decesso hanno diritto a diverse percentuali:
- Figlio: 70%
- Due figli: 80%
- Tre figli: 100%
- Un genitore: 15%
- Due genitori: 30%
Se il sopravvissuto che riceve la pensione ha altri redditi, la pensione viene ridotta proporzionalmente al reddito.
Nel caso in cui più persone abbiano diritto alla pensione, la somma delle diverse percentuali non può superare il 100% della pensione che l’assicurato avrebbe avuto al momento del decesso.
Scopri chi riceverà il rimborso della pensione di reversibilità degli ultimi 5 anni, come calcolarlo e a chi non spetta.
Cosa succede se oltre alla Legge 104 l’erede percepisce pensione di invalidità
Se l’erede, titolare di Legge 104, percepisce anche una pensione di invalidità, potrà beneficiare di entrambi i trattamenti.
Tuttavia, in presenza di altri redditi, l’importo della pensione spettante può subire delle riduzioni. In particolare:
- se questa non supera le tre volte il Trattamento Minimo (TM) INPS annuo (per il 2024 è pari a 614,77 euro), la pensione viene erogata per intero;
- fra le tre e le quattro volte il TM annuo, la pensione è erogata al 75%;
- fra le quattro e cinque volte il TM annuo, la pensione è erogata al 60%;
- oltre le cinque volte il TM annuo, la pensione è erogata al 50%.
Infine, per quanto riguarda la percentuale della prestazione spettante, dovrebbe essere pari al 70% della pensione diretta in pagamento.
FAQ sulla pensione di reversibilità
Quando si perde il diritto alla pensione di reversibilità?
La pensione di reversibilità decade o si perde in alcuni casi. Se il coniuge divorziato decide di risposarsi, per esempio, non avrà più diritto a ricevere la pensione di reversibilità. Lo stesso accade se i figli inabili trovano un lavoro o se i figli maggiorenni superano l’età limite (21 anni o 26 per gli studenti universitari) o interrompono gli studi. Anche i genitori perdono il diritto alla pensione se iniziano a percepire un’altra pensione, e i fratelli inabili se si sposano.
Cosa si intende per pensione di reversibilità?
La pensione di reversibilità, o pensione ai superstiti, è un tipo di pensione erogata dall’INPS ai familiari dei cittadini deceduti che erano titolari di pensione. Se il defunto non aveva maturato i requisiti per l’assegno previdenziale ordinario, agli eredi spetta una pensione di reversibilità chiamata pensione indiretta.
Chi ha diritto alla pensione di reversibilità?
La pensione di reversibilità è destinata al coniuge o ai figli del defunto. In assenza di questi, può essere versata ai genitori, fratelli o sorelle del defunto. Il coniuge ha diritto alla pensione anche se separato o divorziato, ma ci sono delle condizioni da rispettare. Se il defunto aveva contratto nuove nozze, la pensione di reversibilità viene divisa tra il nuovo coniuge e il coniuge divorziato.
Come si richiede la pensione di reversibilità?
Per ottenere la pensione di reversibilità, bisogna inviare una richiesta all’INPS dopo la morte del defunto. Questo può essere fatto online, tramite il Contact Center INPS, o rivolgendosi a un CAF o un patronato del territorio. La domanda deve essere inviata entro dieci anni dalla morte del titolare del trattamento.
Cosa si intende per assegno di vedovanza?
L’assegno di vedovanza è un incentivo riservato ai titolari della pensione di reversibilità che sono anche invalidi al 100%. C’è un requisito reddituale da rispettare: bisogna avere un reddito complessivo non superiore a 31.296,62 euro all’anno. L’assegno varia tra i 52,91 o 19,59 euro al mese, a seconda della fascia reddituale di appartenenza.
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