Legge 104 familiare convivente: cosa sapere

Legge 104 e familiare convivente. In quali casi è necessaria la convivenza con il familiare disabile da assistere e quali sono le novità in merito alla convivenza di fatto.
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22/05/2024

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Legge 104 e familiare convivente: la convivenza è necessaria per i permessi mensili?

In caso di fruizione dei 3 giorni di permessi mensili, frazionabili anche a ore, non è necessaria la Legge 104 e familiare convivente.

Non si deve quindi convivere con la persona disabile grave da assistere, per ottenere il permesso.

Al contrario, per il congedo straordinario, concesso solo al lavoratore che assiste il familiare disabile e non al disabile stesso, il requisito della convivenza è obbligatorio. Vediamo nel dettaglio perché e cosa fare.

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Congedo Legge 104 e familiare convivente: la convivenza è obbligatoria

Per ottenere il congedo straordinario previsto dalla Legge 104, è necessario che il richiedente conviva con il disabile.

Questa regola si applica al coniuge o partner dell’unione civile, figli, fratelli o sorelle, e parenti entro il 3° grado. Tuttavia, i genitori del disabile sono un’eccezione e non devono necessariamente convivere.

Una sentenza recente della Corte Costituzionale ha introdotto un’importante novità per i figli del disabile.

Ora, anche se i figli non convivono con il genitore disabile al momento della richiesta di congedo, possono comunque beneficiare del congedo straordinario, a condizione che gli altri familiari autorizzati all’assistenza siano assenti o impossibilitati ad aiutare (Corte Costituzionale, sentenza n.232/2018).

È importante sottolineare che il requisito della convivenza si basa esclusivamente sulla residenza, intesa come il luogo di dimora abituale della persona, secondo l’art. 43 del Codice Civile. Non sono considerati il domicilio o l’elezione di domicilio speciale per determinati atti o affari.

Il controllo della convivenza è effettuato d’ufficio, ma il richiedente deve fornire in anticipo le informazioni essenziali per identificare la residenza anagrafica o, se diversa, la dimora temporanea del dipendente o del disabile.

Scopri se è possibile richiedere il congedo Legge 104 con dimora temporanea o se è sempre necessario risultare residenti con il disabile da assistere.

Congedo Legge 104 e familiari conviventi anche per quelli “di fatto”

Con la circolare numero 36 del 7 marzo 2022l’INPS ha ampliato la platea di beneficiari dei permessi retribuiti e del congedo straordinario, inserendo anche la possibilità di richiedere il congedo ai conviventi di fatto.

Questo è stato possibile grazie all’entrata in vigore della Legge numero 76 del 20 maggio 2016 (Legge Cirinnà) e alla sentenza della Corte Costituzionale numero 213 del 5 luglio 2016, che hanno rivisto e cambiato la parte della Legge 104, che escludeva il convivente dal diritto a fruire dei permessi retribuiti.

Attenzione, però: per quanto riguarda i conviventi o le coppie di fatto, questi, a differenza dei coniugi e degli uniti civilmente, possono beneficiare dei permessi retribuiti soltanto in caso di assistenza al convivente. Non è possibile goderne in caso di assistenza a un parente del convivente.

Questo perché, secondo l’INPS, “il rapporto di affinità non è riconoscibile, non essendo la convivenza di fatto un istituto giuridico, ma una situazione di fatto tra due persone che decidono di formalizzare il loro legame affettivo stabile di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale”.

Ma chi sono i conviventi di fatto? La definizione la fornisce il comma 36 dell’articolo 1 della Legge Cirinnà.

Per conviventi di fatto si intendono due persone maggiorenni (dello stesso o di diverso sesso), che sono unite da legami affettivi stabili di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale.

I conviventi di fatto non sono vincolati da rapporti di parentelaaffinità adozione, oppure da matrimonio o unione civile. Sono, dunque, tutti coloro che, non essendo parenti, hanno deciso di convivere e non sposarsi.

Scopri come si dimostra la convivenza di fatto per la Legge 104.

Legge 104 e familiare convivente
Legge 104 e familiare convivente. Nella foto: un uomo con i suoi genitori anziani.

Familiari conviventi che hanno diritto al congedo con Legge 104

Il congedo straordinario retribuito per assistere un familiare con grave handicap è un beneficio che può essere richiesto dai seguenti parenti, in questo preciso ordine:

  • coniuge o parte dell’unione civile (non si applica al convivente di fatto);
  • genitori, se il coniuge o la parte dell’unione civile è assente, deceduto o affetto da patologie invalidanti;
  • fratelli o sorelle, se i figli sono assenti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • parenti o affini entro il 3° grado, se i fratelli o sorelle sono assenti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

In presenza di determinate condizioni e solo è possibile fare domanda per Legge 104 al nipote non convivente. Vediamo quali sono queste condizioni e in che modo si possono utilizzare i permessi retribuiti, il congedo straordinario la scelta della sede di lavoro e il trasferimento di sede.

Cosa succede in caso di ricovero del disabile

I permessi e il congedo previsti dalla Legge 104 sono concessi a chi assiste una persona disabile, a condizione che questa non sia ricoverata a tempo pieno in ospedali o strutture simili.

Tuttavia, ci sono casi particolari in cui possono essere fruiti anche in caso di ricovero, come se richiesto dai sanitari o se il disabile è in uno stato particolare come il coma o ha una prognosi infausta.

Inoltre, sono previsti permessi straordinari quando il disabile deve recarsi al di fuori della struttura per visite o terapie specialistiche certificate.

FAQ sulla Legge 104

Come si ottiene il riconoscimento della Legge 104?

Per ottenere il riconoscimento dei benefici previsti dalla Legge 104, è necessario seguire una procedura specifica. Innanzitutto, bisogna presentare una richiesta al medico competente, che valuterà la situazione medica del familiare con disabilità. Una volta ottenuto il parere medico, è possibile inoltrare la domanda all’INPS. Dopo l’approvazione della domanda da parte dell’ente, sarà possibile beneficiare delle agevolazioni previste dalla Legge 104, tra cui i giorni di permesso retribuito e altri diritti specifici.

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi ad ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

Chi può prendere la 104 per due persone?

Con l’eliminazione del principio di alternanza riguardante l’assistenza a un familiare con Legge 104, il diritto viene esteso a più persone. Ora, diversi familiari possono usufruire, a turno, dei permessi per assistere lo stesso familiare disabile, come previsto dall’articolo 3 comma 3 della Legge 104, con un limite massimo di tre giorni mensili complessivi. Prima di questa modifica, l’alternanza era permessa solo ai genitori che assistevano un figlio disabile, ma ora questa possibilità viene estesa a tutti coloro che hanno il diritto di fruire dei permessi previsti dalla Legge 104.

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