Legge 104, come dividere i permessi fra i familiari: esempi

Scopri se è possibile ottenere la Legge 104 e divisione permessi fra i familiari e quali sono le condizioni da rispettare.
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27/5/23

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Nel corso del 2022, sono state introdotte importanti modifiche per i beneficiari della Legge 104. Questi cambiamenti sono volti a migliorare le condizioni sia delle persone con disabilità che dei loro familiari che forniscono assistenza.

La principale novità riguarda l’eliminazione della figura del referente unico per l’assistenza alla persona con disabilità grave. Fino a agosto 2022, infatti, era consentita solo l’assistenza da parte di un unico familiare (ad eccezione dei genitori). Di conseguenza, solo il referente unico aveva il diritto di richiedere permessi e agevolazioni previsti dalla legge.

All’interno di questo articolo vediamo come funziona la Legge 104 e divisione permessi fra i familiari.

Legge 104 e divisione permessi fra i familiari: come si effettua la divisione?

Dal mese di agosto scorso sono state introdotte alcune novità che consentono a più familiari di accedere ai permessi previsti dalla Legge 104. È importante sottolineare che è necessario che ogni familiare presti assistenza e cura al disabile durante la giornata in cui richiede il permesso.

Ad esempio, se due figli si occupano di una madre disabile, entrambi avranno diritto ai permessi, mantenendo comunque il limite di 3 giorni totali al mese.

Per poter richiedere Legge 104 e divisione permessi fra i familiari, è fondamentale inviare la richiesta sia all’INPS che al datore di lavoro. Inoltre, è necessario presentare una richiesta all’INPS per ottenere l’autorizzazione per usufruire del beneficio.

È importante sottolineare che due familiari non possono richiedere il permesso per lo stesso giorno. Le giornate retribuite devono essere richieste in modo alternato tra i familiari che assistono la persona con disabilità. Questa novità è stata introdotta dal Decreto Legislativo n. 105/2022, che, tra le altre cose, estende il diritto al congedo straordinario anche al convivente di fatto.

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Legge 104 e divisione permessi fra i familiari: quali sono le novità a riguardo dei permessi?

Naturalmente, in passato solo il referente unico aveva diritto alle agevolazioni, anche se altri familiari si occupavano dell’assistenza alla persona con disabilità. Tuttavia, ora le cose sono cambiate e più familiari possono prendersi cura del disabile. È, quindi, possibile avere la Legge 104 e divisione permessi fra i familiari.

Questi familiari hanno diritto ai giorni di permesso retribuito, pur mantenendo il limite di 3 giorni al mese. Ma come vengono suddivisi i permessi e le agevolazioni con questa nuova situazione?

Con l’abolizione del referente unico, il familiare che effettivamente necessita di assistenza al disabile può richiedere i giorni di permesso. Rimane comunque il limite di 3 giorni al mese, ma in questo modo si evita che sempre la stessa persona debba prendere i permessi retribuiti. Inoltre, è possibile che un altro familiare accompagni il disabile durante terapie o visite mediche.

Ciò implica che, ad esempio, due fratelli che lavorano come dipendenti possono richiedere il permesso di assistere la madre disabile, la quale sia riconosciuta ai sensi dell’articolo 3 comma 3 della Legge 104. I due fratelli possono alternarsi nel prendersi il permesso dal lavoro, per un totale di tre giorni al mese complessivi.

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Legge 104 e divisione permessi fra i familiari: come ci si organizza?

Una volta ottenuta l’autorizzazione dall’INPS, ogni familiare beneficiario deve informare anche il proprio datore di lavoro. I permessi devono essere richiesti mensilmente, indicando il numero di giorni in cui ogni familiare si prende cura del disabile.

È possibile che in un determinato mese solo un familiare richieda i permessi, mentre nel mese successivo potrebbero essere richiesti anche da tre familiari, ognuno per un giorno.

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Legge 104 e divisione permessi fra i familiari
Legge 104 e divisione permessi fra i familiari: in foto un uomo spinge una carrozzina.

Legge 104 e divisione permessi fra i familiari: come frazionare i permessi 104?

Considerando le limitazioni previste in alcuni settori di impiego e la necessità di rispettare i contratti collettivi di lavoro, in generale è possibile frazionare i permessi previsti dalla Legge 104 in ore di assenza dal lavoro. Ecco le modalità per farlo.

Inizialmente, è necessario convertire i tre giorni di permesso mensile in ore, tenendo conto dell’orario di lavoro e dei turni svolti. Ad esempio, un dipendente a tempo pieno con un orario di lavoro di 40 ore settimanali suddivise in 5 giorni (dal lunedì al venerdì) avrà una giornata lavorativa di 8 ore. Di conseguenza, i tre giorni di permesso mensile corrisponderanno a 24 ore lavorative.

La formula standard per calcolare i permessi 104 espressi in ore prevede di dividere l’orario di lavoro settimanale per il numero di giorni lavorativi della settimana e moltiplicare il risultato per 3, in modo da ottenere le ore mensili di permesso 104 anziché le tre giornate intere.

Nel caso di lavoratori part-time o con orario ridotto, sarà necessario adattare la percentuale proporzionalmente. Si dovrà considerare l’orario settimanale effettivo, dividerlo per il numero di giorni lavorativi della settimana e moltiplicarlo per tre. Ad esempio, se si lavorano 4 ore al giorno per 6 giorni, pari a 24 ore settimanali, e l’orario a tempo pieno corrispondente è di 40 ore, si avranno diritto a 2 ore di permesso.

Successivamente, è importante verificare il numero di ore spettanti nel mese in relazione alla durata dell’orario di lavoro giornaliero. Di conseguenza, le ore di permesso giornaliere potranno essere di due ore o più se l’orario di lavoro è pari o superiore a 6 ore, mentre saranno di un’ora soltanto se l’orario è inferiore o uguale a 6 ore.

In genere, non sono ammessi frazionamenti dei permessi inferiori a un’ora intera. Alcuni contratti collettivi, come quello dei dipendenti statali e delle agenzie fiscali, possono prevedere un limite massimo di utilizzo delle ore di permesso 104, che non deve superare le 18 ore, pur mantenendo la possibilità di usufruire delle giornate intere previste.

Infine, è fondamentale pianificare con adeguato preavviso la scelta dei permessi, comunicandola tempestivamente al datore di lavoro. Ciò consente all’azienda o all’amministrazione pubblica di gestire le esigenze lavorative legate all’assenza del dipendente durante le specifiche ore di permesso.

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