Legge 104, i contributi figurativi abbassano la pensione?

Vediamo cosa prevede la Legge 104 e contributi figurativi per la pensione e in quali casi puoi essere penalizzato nell’importo che ti spetterebbe.
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22/12/2022

La Legge 104 e contributi figurativi per la pensione è un’agevolazione che conviene a tutti? Ci sono dei casi in cui si rischia di essere penalizzati, al momento dell’erogazione della prestazione? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

La Legge 104 e contributi figurativi per la pensione prevede che, in caso di congedo straordinario per assistere un familiare disabile, i giorni di assenza siano indennizzati come se lo stesso periodo fosse stato lavorato. In pratica, continui a ricevere lo stesso stipendio.

Inoltre, l’assenza viene coperta da contribuzione figurativa, nel senso che l’Inps si fa carico del pagamento dei contributi al fine di permetterti di non perdere né gli anni che ti servono per raggiungere la pensione né nulla sulla retribuzione che ti spetterà.

Ma… c’è un ma. E cioè: tutto questo è valido solo entro un certo massimale: vediamo cosa vuol dire e quando Legge 104 e contributi figurativi per la pensione non conviene.

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Indice

Quando non conviene la Legge 104 e contributi figurativi per la pensione

Abbiamo detto che la Legge 104 e contributi figurativi riguarda i giorni di assenza per congedo straordinario Legge 151/2001 per assistere un familiare disabile, che sono retribuiti con lo stesso importo dello stipendio che percepisci quando lavori e che l’Inps copre assicurandoti i contributi utili per il raggiungimento della per pensione e per il suo importo.

Ti diciamo subito che la Legge 104 e contributi figurativi per la pensione non conviene se percepisci un reddito superiore a 37.341 euro, ovvero 102,30 euro al giorno, che è il limite massimo entro cui l’indennità viene riconosciuta al 100%: nel paragrafo successivo ti spieghiamo perché.

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Perché la Legge 104 e contributi figurativi per la pensione non conviene con questo reddito

Abbiamo detto che la Legge 104 e contributi figurativi per la pensione non conviene se percepisci un reddito superiore a 37.341 euro.

In questo caso, infatti, avresti una decurtazione sulla pensione, e ti spieghiamo il perché.

Devi considerare, innanzitutto, che la contribuzione che ti è dovuta, viene calcolata al 33% della retribuzione totale.

Anche per la contribuzione esiste un limite che non può essere superato. Per il 2022, la soglia massima di contributi figurativi ammonta a 12.322,53 euro.

Ora: sommando il reddito più la contribuzione figurativa (37.341 euro + 12.322,53 euro), il massimale annuo è di 49.633,38 euro.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che con un reddito di circa 37mila euro, l’indennità massima che ti viene riconosciuta è sempre di 37mila euro, ma i contributi figurativi non potranno comunque superare i 12.322,53 euro. Quindi, perderesti l’eccedenza.

Superata la soglia dei 37.341 euro, la retribuzione consentita non supererà mai comunque il limite dei 102, 30 euro al giorno.

Facciamo un esempio pratico per farti capire meglio cosa perderesti.

Vediamo quanti soldi si prendono con il congedo straordinario e cosa si perde se si fruisce di questa agevolazione.

Legge 104 e contributi figurativi per la pensione
Legge 104, i contributi figurativi abbassano la pensione?

La Legge 104 e contributi figurativi per la pensione può non convenire: un esempio pratico

Facciamo un esempio pratico per mostrarti quando Legge 104 e contributi figurativi per la pensione non conviene.

Mettiamo il caso che tu sia un lavoratore con un reddito annuo loro pari a 50mila euro e chiedi il congedo straordinario di 2 anni per assistere un familiare disabile grave.

Avendo superato il limite reddituale, perderesti circa 26mila euro di retribuzione, perché il limite di reddito giornaliero è di 102,30 euro. Di conseguenza, anche la contribuzione diminuirà.

Se non avessi chiesto il congedo straordinario, ti sarebbero stati riconosciuti 16.500 euro di contributi l’anno. In questo caso, però, ne avresti riconosciuti sempre 12.322,53 euro, con una differenza quindi di circa 8mila euro nei 2 anni.

Questa perdita, avrà una conseguenza sulla pensione. Nel contributivo, infatti, 8mila euro di pensione equivalgono a circa 446 euro l’anno (in caso di pensionamento a 67 anni), quindi poco meno di 40 euro lordi al mese.

Ovviamente, se non superi questo limite reddituale, la Legge 104 e contributi figurativi per la pensione va a tuo vantaggio, perché continueresti a percepire lo stesso stipendio e non cambierebbe nulla dal punto di vista contributivo.

Cosa puoi fare se superi i limiti reddituali e perdi parte dei contributi? Te lo spieghiamo nel prossimo paragrafo.

Si può interrompere il congedo straordinario? Scopri in quali casi è possibile e come funziona.

Cosa fare se Legge 104 e contributi figurativi per la pensione ti penalizzano

Se Legge 104 e contributi figurativi per la pensione ti penalizzano a causa delle conseguenze del congedo straordinario per assistere un disabile, hai due modi a disposizione per integrare i versamenti figurativi persi:

  1. Il riscatto dei contributi;
  2. Il versamento dei contributi volontari (art. 44 D.lgs. 151/2001).

Andiamo a vederli entrambi nel dettaglio.

Ti spieghiamo in quali casi puoi richiedere il congedo non retribuito di due anni e come fare per ottenerlo.

Legge 104 e contributi figurativi per la pensione persi: il riscatto

Puoi riscattare la Legge 104 e contributi figurativi per la pensione con il riscatto.

Il riscatto dei periodi non coperti da contribuzione è disciplinato ai sensi dell’articolo 20, commi 1-5, del decreto legge 28 gennaio 2019, n. 4 convertito con modificazioni in Legge 28 marzo 2019, n. 26.

Ti permette di riscattare, nella misura massima di cinque anni, periodi non soggetti a obbligo contributivo e non già coperti da contribuzione, come appunto quelli relativi al congedo straordinario, non coperti da contribuzione da parte dell’INPS.

Puoi riscattare, in tutto o in parte nella misura massima di cinque anni anche non continuativi, i periodi successivi al 31 dicembre 1995 e precedenti al 29 gennaio 2019.

I periodi oggetto di riscatto sono parificati a periodi di lavoro e la domanda va presentata telematicamente all’INPS, accedendo al suo sito web tramite credenziali, oppure affidandoti a un Caf o a un patronato.

Quanto sono pagati i giorni di 104 in busta paga: vediamo nel dettaglio come sono retribuiti i permessi 104 e il congedo straordinario per assistere un familiare disabile.

Legge 104 e contributi figurativi per la pensione: il versamento dei contributi volontari

Puoi recuperare la Legge 104 e contributi figurativi per la pensione persi con il versamento dei contributi volontari.

Il versamento dei contributi volontari è permesso soprattutto a chi ha perso il lavoro e vuole continuare a pagare i contributi per non perdere il diritto alla pensione.

Tuttavia, L’autorizzazione ai versamenti volontari può essere concessa anche se il rapporto di lavoro (subordinato o autonomo) non è cessato nel caso di:

  • sospensione dal lavoro anche per periodi brevi se sono assimilabili all’interruzione o cessazione del lavoro (come, ad esempio, l’aspettativa per motivi di famiglia);
  • sospensione o interruzione del rapporto di lavoro previsti da norme di legge o disposizioni contrattuali successive al 31 dicembre 1996 (congedi per formazione, congedi per gravi e documentati motivi familiari, aspettativa non retribuita per motivi privati o malattia, sciopero, interruzione del rapporto di lavoro con conservazione del posto per servizio militare, ecc.), in alternativa alla possibilità di riscatto come previsto dall’articolo 5, decreto legislativo 8 settembre 1996, n. 564;
  • attività svolta con contratto di lavoro part-time se effettuato a copertura o a integrazione dei periodi di attività lavorativa svolta a orario ridotto;
  • integrazione dei versamenti per attività lavorativa svolta nel settore agricolo con iscrizione per meno di 270 giornate complessive di contribuzione effettiva e figurativa nel corso dell’anno.
  • Assenze non coperte da contributi figurativi per mancanza o interruzione dei requisiti, come nel caso del congedo straordinario, per superamento dei limiti reddituali.

Possono versare i contributi volontari anche:

  • i lavoratori e i pensionati iscritti a forme di previdenza diverse da quelle dell’INPS, autorizzati prima del 1° luglio 1972;
  • i coltivatori diretti, mezzadri e coloni autorizzati nell’Assicurazione Generale Obbligatoria precedente al 19 febbraio 1983;
  • gli artigiani e i commercianti autorizzati nell’Assicurazione Generale Obbligatoria con decorrenza anteriore al 1° marzo 1983;
  • i liberi professionisti autorizzati nell’Assicurazione Generale Obbligatoria con decorrenza anteriore al 19 febbraio 1983.

Per ottenere l’autorizzazione, devi dimostrare di essere in possesso di almeno cinque anni di contributi (260 contributi settimanali ovvero 60 contributi mensili) indipendentemente dalla collocazione temporale dei contributi versati, o di almeno tre anni di contribuzione nei cinque anni che precedono la data di presentazione della domanda.

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