Legge 104 condivisa tra genitori

Parliamo di Legge 104 condivisa tra genitori: vediamo come utilizzarla per i permessi e se è possibile coinvolgere altri familiari nell’assistenza al figlio disabile, oltre ai genitori.

La Legge 104 condivisa tra genitori per assistere un figlio disabile può essere estesa a un altro componente della famiglia, per esempio a un altro figlio lavoratore? - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

Legge 104 condivisa tra genitori

La Legge 104/1992 condivisa tra genitori di figli con disabilità garantisce il diritto a permessi retribuiti indispensabili per la cura dei propri cari fragili.

Questa legge, del resto, si applica non solo ai genitori, ma anche a parenti prossimi che condividono la responsabilità della cura della persona disabile, come vedremo tra poco.

Per i genitori di figli con handicap grave fino ai tre anni di età, la legge prevede diverse opzioni:

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  • Prolungamento del congedo parentale: è possibile usufruire di un prolungamento del congedo parentale, che può essere fruito in modo continuativo o frazionato, per un periodo massimo complessivo di tre anni. Questo periodo può essere utilizzato entro il dodicesimo anno di vita del bambino.

Per i figli con età compresa tra tre e dodici anni, i genitori (sia il padre che la madre) possono scegliere tra:

  • Prolungamento del congedo parentale con le stesse modalità descritte in precedenza.
  • Tre giorni di permesso mensili, utilizzabili in modo continuativo.
  • Per i figli di dodici anni o più, i genitori hanno il diritto a tre giorni di permesso mensili, che possono essere fruiti in modo continuativo.

Dal 2022, poi, ci sono delle importanti novità, che permettono di estendere l’agevolazione anche ad altri familiari, per esempio nel caso in cui entrambi i genitori non possano assicurare assistenza continua al proprio figlio con disabilità grave.

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Modifiche recenti: la fine del referente unico

Con il Decreto legislativo n.105/2022, è stata apportata una modifica significativa all’articolo 33 della Legge 104. In precedenza, la legge prevedeva il principio del “referente unico,” cioè la possibilità che solo un familiare potesse usufruire dei permessi per assistere il familiare con handicap grave.

Già prima di questa modifica, era comunque entrambi i genitori potevano richiedere i permessi con Legge 104 per assistere i figli disabili, ma sempre nel limite dei tre giorni e in modo alternato, ovvero non potevano richiedere il permesso nello stesso giorno.

Questa modifica, eliminando il principio del referente unico, consente a più familiari di usufruire alternativamente dei permessi, sempre nel limite massimo di tre giorni mensili complessivi.

Permessi con Legge 104 condivisi tra fratelli: è possibile? Vediamo come funzionava con il referente unico e cosa è cambiato oggi.

Esempio di applicazione

Se un lavoratore genitore di figlio disabile usufruisce dei permessi, e in casa un altro figlio lavoratore (fratello della persona disabile), può anch’esso richiedere i permessi per alternarsi con il padre nell’assistenza. Il principio è valido anche se in case fosse presente la madre, non lavoratrice ma che necessita di aiuto.

Con entrambi genitori lavoratori, l’altro figlio lavoratore può richiedere la Legge 104 per aiutarli con l’assistenza al fratello disabile, nei giorni in cui i genitori ne abbiano bisogno.

Tutto questo, purché il figlio/fratello abbia ottenuto il riconoscimento della Legge 104 con articolo 3 comma 3. Possono quindi alternarsi tra loro, prendendosi tre giorni al mese complessivi per l’assistenza.

Ovviamente il fratello/figlio non avrà le agevolazioni previste per i genitori, come ad esempio il prolungamento del congedo parentale, ma godrà comunque dei tre giorni al mese retribuiti, frazionabili anche a ore.

Fruizione mista dei permessi con Legge 104: è possibile fruire di giorni e ore di permessi nello stesso mese? Ecco cosa dice la circolare dell’INPS.

Altre categorie di beneficiari

Il Decreto ha esteso la platea dei beneficiari dei permessi Legge 104. Ora, i permessi possono essere richiesti anche dalla parte di un’unione civile e dai conviventi di fatto, in conformità con la Legge 20 maggio 2016, n. 76.

Scopri se sono meglio 3 giorni o 2 ore al giorno con i permessi per la Legge 104 e in quali casi è possibile applicare questa conversione.

Chi ha diritto ai permessi Legge 104?

I permessi previsti dalla Legge 104 spettano a diverse categorie di lavoratori e familiari:

  • lavoratori dipendenti, sia nel settore pubblico che privato, compresi i dipendenti delle imprese dello Stato e degli Enti Pubblici;
  • lavoratori genitori dipendenti di figli in situazione di disabilità grave, che siano figli naturali, affidatari o adottivi.
  • genitori, coniugi, parenti o affini entro il secondo grado che lavorano come dipendenti pubblici e privati.

Sono esclusi dalla richiesta di permesso i lavoratori autonomi, i lavoratori parasubordinati, i lavoratori a domicilio, i lavoratori domestici e i lavoratori agricoli a tempo determinato occupati a giornata.

Inoltre, non è possibile usufruire dei permessi Legge 104 se il soggetto con disabilità è ricoverato a tempo pieno in una struttura ospedaliera pubblica o privata che fornisce assistenza sanitaria continuativa.

Legge 104 per conviventi: e i figli? C’è un vuoto normativo che esclude le coppie di fatto dai benefici. Ad agosto è stata introdotta la possibilità di fruire del congedo straordinario per assistere il partner, ma sono stati esclusi parenti e affini. Il caso dei figli avuti da una precedente relazione.

Legge 104 condivisa tra genitori
Legge 104 condivisa tra genitori. Nella foto: due genitori con la loro bambina.

Gradi di parentela e diritto ai permessi

Per riepilogare, hanno diritto ai 3 giorni di permessi lavorativi previsti dalla Legge 104 per assistere un familiare con riconoscimento di disabilità in stato di gravità:

  • Genitori.
  • Coniuge.
  • Parte di un’unione civile.
  • Convivente di fatto.

In caso di mancanza, decesso, patologie invalidanti o età oltre i 65 anni delle persone elencate, il diritto ai permessi è esteso ai parenti o agli affini entro il terzo grado della persona con disabilità in situazione di gravità.

I permessi con Legge 104 possono essere consecutivi: posso assentarmi da lavoro per più giorni di fila? Vediamo cosa dice la normativa in merito.

Come richiedere i permessi Legge 104

Per ottenere i permessi Legge 104, è necessario presentare una domanda all’INPS. È possibile farlo attraverso diversi canali:

  • collegandosi al portale INPS “Invio Online di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito,” utilizzando le credenziali SPID, CIE o CNS;
  • chiamando il Contact Center dell’INPS ai numeri 803164 (rete fissa) o 06164164 (cellulare);
  • rivolgendosi ai patronati.

Nella domanda, devono essere allegati i documenti che comprovano lo stato di disabilità. In caso di approvazione, l’INPS comunica il verbale di accoglimento all’interessato e all’azienda, specificando il soggetto per il quale sono riconosciuti i permessi, la data di inizio e la scadenza della validità dell’accoglimento.

FAQ (domande e risposte)

Chi può prendere la 104 per due persone?

Diversi familiari possono usufruire, a turno, dei permessi per assistere lo stesso familiare disabile, come previsto dall’articolo 3 comma 3 della Legge 104, con un limite massimo di tre giorni mensili complessivi. Prima di questa modifica, l’alternanza era permessa solo ai genitori che assistevano un figlio disabile, ma ora questa possibilità viene estesa a tutti coloro che hanno il diritto di fruire dei permessi previsti dalla Legge 104.

Se uso il permesso ma non assisto la persona disabile, cosa mi può succedere?

Se utilizzi i permessi previsti dalla Legge 104, ma non assisti la persona disabile come dovresti, potresti incorrere in sanzioni o provvedimenti disciplinari da parte del datore di lavoro o dell’ente che gestisce i permessi. È fondamentale utilizzare i giorni di permesso solo quando necessario per l’assistenza alla persona disabile, altrimenti potresti avere conseguenze negative sul posto di lavoro.

Quante persone si possono assistere con Legge 104?

Più persone aventi diritto possono alternarsi nell’utilizzo dei permessi previsti dalla Legge 104 per fornire assistenza alla stessa persona con grave disabilità. Inoltre, i congedi straordinari saranno concessi anche ai conviventi di fatto.

Quali agevolazioni spettano per l’assunzione di disabili?

datori di lavoro che assumono lavoratori disabili possono beneficiare di uno sgravio contributivo di 36 mesi e in misura variabile in base alla percentuale di riduzione della capacità lavorativa del lavoratore impiegato.

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