Legge 104 art 3 comma 3 permessi 3 giorni

Chi è stato riconosciuto disabile grave ha diritto a importanti agevolazioni lavorative. Queste, sono estese anche ai familiari che li assistono. Ecco tutto quello che devi sapere in merito a Legge 104 art 3 comma 3 e permessi di 3 giorni.

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Cosa prevede la Legge 104 art 3 comma 3 e permessi di 3 giorni

Il riconoscimento di un grave handicap dà diritto alla Legge 104 art 3 comma 3 e permessi di 3 giorni sia al disabile e sia ai familiari fino al secondo grado, da usufruire in modo continuativo o frazionato.

Questi permessi sono concessi solo se il familiare disabile non è ricoverato in strutture di riabilitazione o ospedali, a meno che non sia in coma vigile o in fase terminale.

Il lavoratore disabile con handicap grave ha diritto a due ore di permesso retribuito al giorno o, alternativamente, a tre giorni di permesso al mese.

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Inoltre, ha diritto a un congedo straordinario retribuito fino a due anni, con un’indennità calcolata sulla base dell’ultima retribuzione.

Questo congedo è concesso ai genitori di figli con grave handicap, ai fratelli o sorelle conviventi con il disabile, al coniuge o a uno dei figli che assistono i genitori conviventi.

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Ma andiamo per ordine e vediamo nel dettaglio in cosa consiste l’agevolazione, chi può ottenerla e come richiederla.

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Legge 104 art 3 comma e permessi di 3 giorni: cos’è e a chi spetta l’agevolazione

I permessi di 3 giorni retribuiti previsti dall’art. 33 comma 3 della Legge 104/1992, come abbiamo anticipato sono destinati sia ai lavoratori disabili e sia ai familiari che assistono persone disabili in situazione di gravità.

Questi permessi permettono di astenersi dal lavoro, ricevendo una retribuzione basata su quella effettivamente corrisposta e coperta anche ai fini pensionistici da contribuzione figurativa.

Recentemente, il legislatore ha modificato l’art. 33 della Legge 104 con il D.lgs. n. 105/2022 in vigore da agosto 2022, in ottemperanza alla Direttiva Europea 2019/1158.

Le novità riguardano i beneficiari dei permessi e i requisiti da soddisfare. I soggetti ammissibili includono i disabili in situazione di gravità, i familiari (coniugi, genitori biologici o adottivi), i parenti o affini entro il secondo grado, esteso al terzo grado in casi particolari.

La legge Cirinnà (Legge n. 76/2016) e la sentenza della Corte costituzionale n.213/2016 hanno equiparato la figura del convivente di fatto e della parte dell’unione civile a quelle dei coniugi, parenti, e affini, ampliando così il campo di coloro che possono assistere il disabile.

L’art. 33 specifica la durata dei permessi, che variano da 2 ore giornaliere a 3 giorni mensili, frazionabili anche in ore.

I genitori di disabili in situazione di gravità hanno ulteriori opzioni in base all’età del figlio, con la possibilità di prolungare il congedo parentale.

Una novità introdotta con il comma 6-bis dell’art. 33 è il diritto di priorità nell’accesso al “lavoro agile” per coloro che usufruiscono dei permessi previsti.

Inoltre, nel caso di un disabile lavoratore che già fruisce dei permessi dell’art. 33 comma 6, chi presta assistenza può contemporaneamente usufruire dei permessi ex art. 33 comma 3, rispettando i limiti stabiliti dalla Legge 104 (punto 1 circ. INPS n. 39/2023).

I genitori di figli disabili possono fruire, alternativamente, dei permessi e del congedo retribuiti. Ecco quali sono le regole in merito a Legge 104 e alternanza dei genitori.

Come si usa la Legge 104 art 3 comma 3 e permessi di 3 giorni in base all’orario di lavoro

Per quanto riguarda i permessi retribuiti, è essenziale considerare che le due ore di permesso sono basate sull’orario lavorativo giornaliero di almeno 6 ore. Se la giornata lavorativa è inferiore a 6 ore, il permesso si riduce a un’ora.

Nel caso di prolungamento del congedo parentale, che può estendersi fino a tre anni per minori disabili non ricoverati, è prevista un’indennità del 30% della retribuzione per l’intero periodo di congedo.

Questi periodi sono considerati nell’anzianità di servizio, senza ridurre ferie, riposi, tredicesima o gratifica natalizia, ad eccezione degli emolumenti legati all’effettiva presenza in servizio, secondo quanto modificato dal d.lgs. n. 105/2022 (art. 34 d.lgs. n. 151/2001).

L’INPS, con il messaggio n. 16866/2007, stabilisce un limite mensile per l’uso frazionato dei 3 giorni di permesso.

Questo limite è calcolato dividendo l’orario normale di lavoro settimanale per il numero di giorni lavorativi settimanali, moltiplicato per 3.

Ad esempio, in una settimana lavorativa di 40 ore su 5 giorni, il lavoratore può usufruire al massimo di 24 ore di permesso mensile [(40/5) x 3 = 24].

Vediamo come si usano i permessi con la Legge 104 a ore, a giorni, insieme ad altri familiari e per assistere più familiari disabili.

Requisiti per richiedere la Legge 104 art 3 comma e permessi di 3 giorni

Per richiedere i permessi retribuiti per assistere una persona disabile, è essenziale soddisfare alcuni requisiti fondamentali.

Questi requisiti si applicano sia se il disabile richiede personalmente i permessi, sia se la richiesta viene presentata da uno dei suoi assistenti designati dalla legge. I requisiti includono:

  • Lavoro dipendente: solo i lavoratori dipendenti sono idonei a richiedere questi permessi. Non sono inclusi i lavoratori parasubordinati e autonomi, gli addetti ai lavori domestici e i lavoratori agricoli impiegati solo a giornata.

La circolare n. 32/2012 dell’INPS specifica ulteriori situazioni in cui è possibile richiedere eccezionalmente i permessi retribuiti. Queste situazioni comprendono:

  • Necessità di visite e terapie certificate al di fuori della struttura: se il disabile deve recarsi al di fuori della struttura che lo ospita per visite e terapie certificate.
  • Stato vegetativo o in fin di vita: quando il disabile si trova in stato vegetativo o è in fin di vita.
  • Certificazione medica della necessità: se i medici della struttura sanitaria certificano la necessità di assistenza da parte di un familiare o assistente, anche se la persona è ricoverata.

Permessi 104 e ricovero in centro diurno: se il ricovero non è a tempo pieno, i familiari della persona disabile possono continuare a fruire dei permessi retribuiti? La risposta in questo approfondimento.

Decadenza del referente unico per i permessi di 3 giorni con Legge 104

Fino a poco tempo fa, solo un lavoratore dipendente poteva fruire dei permessi per assistere una persona disabile in situazione grave, ad eccezione delle famiglie con figlio disabile, dove entrambi i genitori potevano richiederli alternativamente.

La grande novità, introdotta con il D.lgs. n. 105/2022, riguarda il cambio del principio del “referente unico dell’assistenza”.

Ora, secondo l’art. 33 comma 3 della Legge 104, il diritto ai permessi può essere concesso a più soggetti, che possono usufruirne in modo alternato, purché rispettino il limite totale di tre giorni.

Per capire meglio, se ci sono tre persone che assistono lo stesso disabile e desiderano prendere dei giorni di permesso, ognuna di loro può ottenere un giorno ciascuna, nel rispetto del limite imposto dalla legge.

Il concetto di “referente unico” scompare, come dichiarato dall’INPS nel messaggio n. 3096/2022 del 5 maggio 2022.

L’obiettivo è conciliare lavoro e vita privata per chi assiste un disabile e promuovere la condivisione delle responsabilità di genere.

Queste nuove regole sono entrate in vigore il 13 agosto 2022, con ulteriori dettagli forniti dalla circolare INPS n. 39 del 4 aprile 2023.

Legge 104 e diritto all’avvicinamento a casa: ecco quando i lavoratori dipendenti che assistono familiari con disabilità hanno diritto al trasferimento della sede più vicina al domicilio del disabile.

Legge 104 art 3 comma 3 e permessi di 3 giorni
Legge 104 art 3 comma 3 e permessi di 3 giorni. Nella foto: una donna fa il segno del tre con la mano.

Legge 104 art 3 comma 3 e permessi di 3 giorni per assistere più familiari disabili

Il nuovo articolo 33, comma 3, conferma la possibilità per i lavoratori di prendere permessi nel caso in cui debbano assistere contemporaneamente più soggetti disabili in situazione di gravità.

Questo significa che, se il lavoratore si trova in questa situazione, può usufruire di permessi per assistere più disabili, con un limite di tre giorni per ciascuno di loro.

Tuttavia, è importante notare che questo beneficio è applicabile solo se il familiare da assistere rientra nelle seguenti categorie: coniuge, parte dell’unione civile, convivente di fatto, parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado, nel caso in cui i genitori, il coniuge, la parte dell’unione civile o il convivente di fatto della persona disabile in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni, siano affetti da patologie invalidanti, siano deceduti o mancanti.

Queste disposizioni sono stabilite nell’articolo 33, comma 3, della legge 104/92, come modificato dal decreto legislativo n. 105/2022 e confermato dalle circolari n. 39/2023 e n. 32/2012 dell’INPS.

Documenti per i permessi di 3 giorni con Legge 104

Per ottenere i benefici previsti dalla legge 104 o i permessi, è necessario presentare la domanda online all’INPS.

La piattaforma telematica è stata aggiornata secondo le nuove regole, descritte nella circolare n. 39/2023 dell’INPS. Puoi fare questo in tre modi:

  • Accedere autonomamente alla piattaforma con SPID o PIN sul portale “Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito” e selezionare la richiesta adatta.
  • Ricevere assistenza da intermediari abilitati come i Patronati.
  • Chiamare il Contact Center Multicanale ai numeri 803164 (da telefono fisso) o 06164164 (da cellulare).

Per presentare una domanda completa, è necessario allegare la certificazione del medico di base che attesti la disabilità grave, rilasciata dalla commissione ASL competente o quella provvisoria, se necessario.

Alcune specifiche riguardano i lavoratori agricoli a tempo determinato e i figli adottati. Ad esempio, i lavoratori agricoli stagionali devono inviare anche il MOD. HAND AGR per ogni mese interessato. Nel caso di figli adottati, occorre allegare tutti i documenti pertinenti.

Qui sotto puoi vedere e scaricare il Modello HAND AGR. INPS:

È importante inviare una copia della domanda al datore di lavoro solo per informazione.

È possibile richiedere i permessi Legge 104 e braccianti agricoli? È vero che i braccianti agricoli sono esclusi dall’agevolazione? È vero, ma solo in alcune circostanze specifiche. Tutti i dettagli in questo approfondimento.

Il preavviso al datore di lavoro

La Legge 104 non affronta direttamente il tema del preavviso per i lavoratori che usufruiscono di permessi retribuiti per assistere persone disabili.

Tuttavia, in risposta a un interpello dell’Associazione Nazionale di Cooperative di Consumatori, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha sottolineato la necessità di bilanciare l’efficienza dell’impresa con il diritto dell’assistenza ai disabili.

Secondo l’interpello n. 31/2010 del 6 luglio 2010, il datore di lavoro potrebbe richiedere una programmazione dei permessi, preferibilmente settimanale o mensile, a condizione che il lavoratore che assiste il disabile possa prevedere in anticipo le giornate di assenza.

Tuttavia, questa programmazione non deve compromettere il diritto effettivo dell’assistenza al disabile. È importante che tali criteri prefissati assicurino la continuità produttiva dell’impresa, senza compromettere il suo buon funzionamento.

Si sottolinea che le esigenze di assistenza del disabile devono avere la priorità su quelle imprenditoriali, anche se improvvisamente necessarie.

In breve, il datore di lavoro può richiedere una pianificazione dei permessi, ma le esigenze di assistenza devono sempre prevalere sulle necessità dell’impresa.

Agevolazioni con Legge 104 e invalidità civile: vediamo se le agevolazioni Legge 104 spettano sempre con il riconoscimento dell’invalidità civile e di cosa si può beneficiare.

FAQ sulla Legge 104 art 3 comma 3 e permessi di 3 giorni

Quando è possibile cumulare i permessi di 3 giorni con la 104?

L’articolo 6 del decreto numero 119 del 2011, con il quale è stato aggiunto un periodo al comma 3 dell’articolo 33 della Legge 104, afferma che: “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.”

Quando non è possibile cumulare i 3 giorni di permessi Legge 104?

La legge, allo stesso tempo, vieta il cumulo permessi 104 se anche solo uno dei due disabili sia un familiare o un affine di terzo grado. Neppure se il coniuge o il genitore del disabile non siano in condizione di prendersene cura.

Posso andare al mare se assisto un familiare disabile e ho i permessi 104?

Se stai assistendo un familiare disabile grave, ci sono delle regole da seguire quando usi i permessi 104. La legge vuole garantire che la persona disabile riceva l’assistenza di cui ha bisogno. Quindi, se vai al mare e non ti occupi del tuo familiare, potresti rischiare una denuncia o addirittura un licenziamento.

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi ad ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

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