Legge 104 art 3 comma 1 pensione anticipata?

Cosa è previsto in merito a Legge 104 art 3 comma 1 e pensione anticipata? Si può chiedere di andare in pensione prima anche se l’handicap non è grave? Cerchiamo di fare chiarezza.

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Legge 104 art 3 comma 1 e pensione anticipata?

La Legge 104 art 3 comma 1 e pensione anticipata non è presa in considerazione solo quando a richiedere l’agevolazione è il caregiver, perché in questo caso è richiesto che il lavoratore assista una persona disabile grave (comma 3).

Nel caso invece del lavoratore disabile, il requisito sanitario corrisponde all’accertamento di una percentuale di invalidità al 74%.

Quindi, possiamo affermare che, in caso di lavoratore disabile, è possibile richiedere la Legge 104 art 3 comma 1 e pensione anticipata se è stata riconosciuta un’invalidità pari o superiore al 74%.

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Ci sono poi i requisiti contributivi da rispettare, in base al tipo di agevolazione, che vedremo tra poco.

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Come ottenere la Legge 104 art 3 comma 1 e pensione anticipata

I lavoratori con un’invalidità oltre il 74% hanno diritto a 2 mesi di contributi aggiuntivi all’anno a partire dalla data del riconoscimento, per poter andare in pensione anticipatamente. L’anticipo massimo consentito è di 5 anni.

Chi ha un’invalidità superiore all’80% può accedere alla pensione di vecchiaia anticipata.

Gli uomini devono avere almeno 60 anni, mentre le donne devono averne almeno 55. Tuttavia, ci sono adeguamenti in base alla speranza di vita.

Fino al 31 dicembre 2015, le donne devono avere 55 anni e 3 mesi, mentre gli uomini 60 anni e 3 mesi.

Dal 1° gennaio 2016, questi requisiti aumentano a 55 anni e 7 mesi per le donne e 60 anni e 7 mesi per gli uomini.

Per ricevere l’assegno pensionistico, occorre attendere una finestra temporale di 12 mesi dalla maturazione dei requisiti.

Pensione anticipata flessibile: come funziona Quota 103, quali sono i requisiti d’accesso, a quanto ammonta e quando viene pagata la pensione?

Agevolazioni con la Legge 104 art 3 comma 1 e pensione anticipata

Ape sociale

E veniamo nel dettaglio su quelle che sono le agevolazioni Legge 104 art 3 comma 1 e pensione anticipata. Cominciamo da Ape sociale.

Questa misura, nata nel 2017, è stata estesa fino al 31 dicembre 2024. Tuttavia, ci sono alcuni cambiamenti da tenere a mente.

Prima di tutto, il requisito d’età è stato aggiornato. Ora, per accedere, dovrai aver compiuto 63 anni e 5 mesi entro l’anno in corso. I contributi richiesti rimangono stabili: 30 anni di contributi e 36 per chi ha svolto lavori pesanti.

Oltre all’età, ci sono diverse condizioni da soddisfare per ottenere l’Ape sociale:

  • devi essere disoccupato e aver esaurito la Naspi;

Ape sociale è un prestito che si ottiene in dodici rate mensili, pari all’importo della pensione di vecchiaia al momento della richiesta.

L’importo mensile massimo è di 1.500,00 euro lordi, senza rivalutazioni o integrazioni al trattamento minimo.

L’indennità può essere cumulata con redditi da lavoro dipendente o parasubordinato, fino a 8.000 euro lordi annui, sia in Italia che all’estero.

È anche compatibile con i redditi derivanti da lavoro autonomo, entro i 5.500,00 euro lordi annui.

Ape sociale contributi figurativi: quali sono quelli riconosciuti dall’INPS, che permettono di accrescere l’anzianità contributiva?

Legge 104 art 3 comma 1 e pensione anticipata
Legge 104 art 3 comma 1 e pensione anticipata. Nella foto: un uomo cerca informazioni usando un tablet.

Opzione donna

Con la conferma della Legge di bilancio 2024, Opzione Donna consente alle donne lavoratrici di andare in pensione anticipata con il sistema contributivo, ottenendo una riduzione dell’importo pensione.

Tuttavia, nonostante la proroga, l’accesso si riduce ulteriormente, richiedendo ora un anno in più di contributi, mantenendo il requisito di 35 anni.

La novità principale nel 2024 riguarda l’innalzamento dell’età anagrafica richiesta, portandola a 61 anni.

È confermata invece la riduzione da uno a due anni per le donne con figli, risultando in:

  • 61 anni per donne senza figli;
  • 60 anni per donne con un figlio;
  • 59 anni per donne con più figli.

Fino al 2023 l’età richiesta era di norma 60 anni, ridotta a 59 con un figlio e 58 con due o più.

Le regole contributive cambiano solo per le lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese in crisi, che possono accedere con 59 anni e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2023, indipendentemente dal numero di figli.

La versione ristretta di Opzione Donna persiste anche nel 2024, consentendo l’accesso solo a specifiche condizioni, come assistenza a parenti con handicap o riduzione della capacità lavorativa accertata pari o superiore al 74%.

La finestra mobile per il primo pagamento pensionistico rimane invariata nel 2024:

  • 12 mesi per le lavoratrici dipendenti;
  • 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Per coloro che hanno maturato i requisiti prima del 2023 e 2022, è possibile accedere al pensionamento anticipato anche successivamente alla scadenza del regime, mantenendo i requisiti raggiunti con le vecchie regole entro il 31 dicembre 2021: 58 anni e 35 anni di contributi.

FAQ sul riscatto dei contributi per la Legge 104 art 3 comma 1 e pensione anticipata

Quali contributi si possono riscattare? 

Con la premessa che i contributi da riscatto corrispondono dunque a periodi altrimenti privi di contribuzione, sono in particolar modo tre le situazioni nelle quali la disciplina vigente consente di intervenire: 

  • periodi per i quali vi sia stata omissione contributiva ma sia nel frattempo già intervenuta la prescrizione di legge (la contribuzione obbligatoria si prescrive infatti nell’arco di 10 anni: trascorso questo periodo, per recuperare un eventuale “buco” assicurativo non resta che il riscatto); 
  • periodi per i quali siano stata introdotte particolari disposizioni legislative. 

Si possono riscattare anche periodi precedenti all’apertura della propria posizione contributiva?

No, non è possibile. Ad esempio, la pace contributiva, non è prevista per il riscatto di una laurea conseguita prima dell’inizio della propria carriera lavorativa (per quanto riguarda, il riscatto di laurea “standard” e “agevolato”, così come introdotto proprio dal “Decretone”). 

Quali sono i costi del riscatto agevolato della laurea?

Il costo del riscatto agevolato della laurea varia a seconda del caso specifico. Per un riscatto doppio, il costo può arrivare fino a 23.000 euro. L’importo può essere versato in un’unica soluzione o rateizzato. La quota annuale forfettaria si calcola moltiplicando l’aliquota del 33% per il reddito minimo imponibile della gestione INPS artigiani e commercianti. Questo importo è poi detraibile dalle imposte sui redditi.

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