Visto che mi è stato chiesto cosa ne pensi della vincitrice dell’edizione 2023 di Italia’s Got Talent, vorrei parlarne insieme a voi concentrandomi sul perché io non sia “culturalmente” e “socialmente” d’accordo con questo risultato, utilizzando questo esempio per una riflessione più ampia e generale. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Faccio subito una premessa per togliere ogni dubbio o evitare polemiche: Francesca Cesarini (studentessa sedicenne che vive nel borgo di Magione, in provincia di Perugia) è brava, e non perché abbia una disabilità ma perché brava lo è davvero (sfido chiunque ad arrampicarsi a un palo e volteggiare come fa lei, a prescindere dalla propria condizione fisica più o meno ottimale). La sua disabilità complica le cose e rende qualsiasi esercizio più complesso, è evidente, ma Francesca è brava perché è brava. Punto.
Ciò però non basta, e vorrei evidenziare due aspetti che, per onestà intellettuale, ritengo essere oggettivi e non troppo lasciati alle opinioni.
Chi segue o comunque ha avuto modo di vedere alcune clip del programma (ma anche di altri come “Tu Si Que Vales”), sa bene che negli anni passati di performer che usavano il palo ce ne sono state e stati a bizzeffe, più o meno bravi (anche più di Francesca). Ora si potrebbe dire che tutte e tutti loro non avevano un “handicap” (inteso nell’accezione sportiva, l’unica che tollero), e che comunque il talento della ragazza potrebbe essere proprio quello di aver compensato una sua “mancanza” (non ha sviluppato entrambe le mani e una gamba) ed essere riuscita a praticare comunque uno sport non facile al pari delle altre persone. E qui potrei essere ben d’accordo al punto da dire che si è meritata la vittoria (d’altronde la resilienza è già una forma di talento, no?). Il vero tema però è un altro…
In questa edizione del programma c’erano almeno due o tre finalisti di una bravura stratosferica. Personalmente, ad esempio, ritengo innegabile che la “Turkeev Family”, una famiglia di artisti composta da marito, moglie e due figlie che eseguivano numeri aerei fosse di molto al di sopra di qualsiasi altra o altro concorrente. E sono certo che se vedrete le loro esibizioni sarete d’accordo con me. E qui nasce il vero problema!
Perché dobbiamo equiparare un programma come IGT, che dovrebbe far vincere la vera bravura, a un programma come “C’è Posta Per Te” (paragone assurdo provocatorio) che mette al centro le storie delle persone facendo leva sulle emozioni?
Lo ribadisco: Francesca Cesarini ha l’aria di una ragazza dolcissima e simpatica, ed è davvero brava per quel che fa e per come lo fa. Ma non è stata oggettivamente la più brava! E premiarla come tale, facendosi convincere dalla sua storia e dalle sue difficoltà, non le rende merito né giustizia, alimentando quel sottofondo di pietismo che con l’inclusione non ha proprio niente a che fare (anzi).
Un ulteriore rischio sta in ciò che potrebbe scattare nella mente del pubblico, che potrebbe pensare “Voto lei così mi sento meglio con la mia coscienza sapendo di aver aiutato «una persona meno fortunata»”, gesto che vi garantisco non è così improbabile e che al solo pensiero mi fa rabbrividire.
Questa teoria è rafforzata dal modo in cui è stata presentata la sua intervista iniziale, utilizzando delle precise inquadrature focalizzate sul corpo della ragazza, così come durante l’esibizione sono stati inquadrati spesso il pubblico e i giudici enfatizzando delle palesi espressioni di tenerezza verso di lei, e questo non può che contribuire a far apparire Francesca non tanto come un’atleta ma in quanto persona con disabilità, mettendo in secondo piano le sue vere capacità.
Il punto dunque è sempre lo stesso, banalizzare la disabilità in base a ciò che “il pubblico” vuole vedere e sentire. Ma se vogliamo davvero puntare alla parità dobbiamo saper riconoscere che le persone con disabilità sono persone come tutte le altre, e quindi anche antipatiche o incapaci, o semplicemente “non le migliori” come in questo caso tenendo conto del contesto nel quale ci troviamo: un programma che vuole indicare il talento più grande fra tutti i talenti presenti. E non la storia più strappalacrime!
Questa in sostanza è la mia opinione: la vittoria di Francesca non ha fatto bene alla disabilità e all’inclusione, così come non credo abbia fatto bene davvero a lei stessa, ritenendo che sarebbe cresciuta di più con un secondo o terzo posto rispetto a vincere l’illusione che nella vita possa raggiungere qualsiasi obiettivo per “come si è” e non per “quel che si fa”. L’inclusione è una cosa seria e, talvolta, non sempre prevede ciò che ci piacerebbe. Ma per una giusta causa dovremmo farci i conti e accettarlo.
Detto ciò auguro a Francesca Cesarini una lunga carriera e le più grandi soddisfazioni, con la speranza che in futuro riesca a emozionare per la sua bravura sempre più persone!
Leggi anche i contenuti della sezione “Storie” di invaliditaediritti.it:
- La storia di Lisa, «la scuola negata a mia figlia disabile»;
- La danza in carrozzina: ritmo e inclusione;
- Berardino Lo Chiatto, dai campetti al mondiale;
- Sono prigioniero in casa: disabile invisibile con sclerosi;
- Neuropatia, il buio. Ho perso tutto e provato a morire;
- Fibromialgia curata come malattia mentale: storia di Katia;
- Epilessia, emarginato da bambino: così sono rinato;
- Samuele, 18 anni: la mia App aiuta i disabili a comunicare con i messaggi;
- Sono bipolare, mi hanno tolto mia figlia: il dramma di Angela;
- Melio: caregiver e categorie protette, cosa deve cambiare;
- Fibromialgia, diagnosi dopo 30 anni. Curato per depressione;
- Agorafobia, la mia vita lontano dagli altri;
- Ho la tetraparesi spastica, ma con la scrittura posso volare;
- Anoressica per 40 anni: così Carla è rinata;
- Polineuropatia, diagnosi dopo 20 anni: io salvata dall’amore;
- Prigioniero in casa da 4 anni, dall’Asl montascale rotti;
- “Ho scoperto la mia fibromialgia grazie al Covid”;
- Concerto di Taylor Swift negato ai disabili (la petizione);
- Concerto negato ai disabili: interviene il ministro;
- Discriminazione disabili in aereo: un altro caso;
- Letto di mamma in ospedale, discriminati i papà caregiver;
- La disabilità non può aspettare: ministra, ecco cosa serve;
- Patente scaduta tolta a una persona disabile: quando è giusto far rispettare la legge.
