In questo approfondimento vi parleremo di invalidità superiore al 74% e pensione: cosa c’è da sapere? - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Invalidità civile: cosa sapere?
Il riconoscimento dell’invalidità civile avviene in seguito alla visita di controllo a cui l’interessato è obbligato a sottoporsi. E’ tenuta da una commissione medica dell’Asl competente, integrata da un medico dell’INPS.
Sarà questo organo a redigere il verbale di invalidità e ad assegnare un punteggio in base alla riduzione della capacità lavorativa accertata.
Ogni punteggio dà diritto a una o più agevolazioni sanitarie, lavorative o economiche, come stabilito dalla legge numero 118 del 1971, che garantisce a chi presenta forme di invalidità, il riconoscimento di specifici diritti e l’accesso a forme di sostegno.
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Ricordiamo che, con un punteggio superiore al 33% si è riconosciuti invalidi civili, ma soltanto con un’invalidità pari o superiore al 74% si ha diritto, tra le altre cose, al pensionamento anticipato.
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Invalidità superiore al 74% e pensione: quali possibilità?
Quando parliamo di pensionamento anticipato con invalidità civile ci riferiamo a quattro diverse misure, a cui si aggiungono l’Assegno ordinario di invalidità (5 anni di contributi, almeno 3 anni versati nell’ultimo quinquennio, con un’invalidità pari o superiore al 67%) e la pensione di inabilità (100% di inabilità lavorativa e stessi contributi dell’AOI).
Queste sono:
- l’Ape Sociale;
- Opzione Donna;
- Quota 41 per lavoratori precoci;
- la pensione di vecchiaia anticipata per invalidi civili.
Invalidità superiore al 74% e pensione: l’Ape Sociale
L’Ape Sociale è l’anticipo pensionistico concesso ai lavoratori e alle lavoratrici invalidi/e, con una percentuale di riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 74%, al compimento di 63 anni e 5 mesi di età (fino al 2023 il limite anagrafico era fissato a 63 anni).
Per avere diritto all’Ape Sociale da lavoratore invalido è necessario aver maturato almeno 30 anni di contributi. E’ previsto uno sconto contributivo per le donne invalide con figli: un anno in meno, con un solo figlio (29 anni di contributi); due anni in meno, con due o più figli (28 anni di contributi).
Ogni mese l’INPS eroga un assegno di importo pari al valore della pensione maturata al momento della presentazione della domanda, ma in ogni caso non può essere superiore a 1.500 euro lordi al mese. Non spetta la tredicesima mensilità.
Invalidità superiore al 74% e pensione: Opzione Donna
Opzione Donna è un’altra misura previdenziale destinata, tra le altre, alle donne invalide civili.
Occorrono almeno 35 anni di contributi, mentre l’età anagrafica di accesso è influenzata dal “criterio figli”.
Se la lavoratrice non ha avuto figli, potrà accedere a Opzione Donna al compimento del 61° anno di età. Se ne ha avuto uno solo, potrà andare in pensione a 60 anni; a 59 anni se ha avuto due o più figli.
Ricordiamo che l’assegno pensionistico con Opzione Donna viene calcolato integralmente col sistema contributivo, anche per gli anni di contributi maturati prima del 1° gennaio 1996.
Invalidità superiore al 74% e pensione: Quota 41 precoci
Un’altra misura previdenziale dedicata ai lavoratori e alle lavoratrici invalidi/e civili è Quota 41 per lavoratori precoci.
L’accesso è consentito, a prescindere dall’età anagrafica, con un’anzianità contributiva di 41 anni, di cui un anno versato prima di compiere 19 anni di età.
Invalidità superiore al 74% e pensione: pensione di vecchiaia anticipata
L’ultima misura che dà diritto alla pensione anticipata per invalidi/e civili è la pensione di vecchiaia anticipata per invalidità civile, che spetta soltanto ai lavoratori e alle lavoratrici dipendenti del settore privato.
Sono, dunque, esclusi i dipendenti pubblici e i lavoratori autonomi.
E’ richiesta un’anzianità contributiva minima di 20 anni, mentre l’età anagrafica è differente per uomini e donne: gli uomini possono accedervi a 61 anni di età, le donne a 56 anni di età.
A cosa si ha diritto con un’invalidità superiore al 74%?
Oltre al pensionamento anticipato, con un’invalidità civile riconosciuta, pari o superiore al 74% si ha diritto anche:
- a protesi, ortesi e ausili tecnologici gratuiti, per la promozione dell’autonomia dell’assistito (dal 34% di invalidità);
- all’iscrizione al collocamento mirato in qualità di categorie protette (dal 46% di invalidità);
- al congedo per cure legate all’infermità riconosciuta, per un periodo non superiore a trenta giorni all’anno (dal 51% di invalidità);
- all’esenzione totale dal pagamento del ticket per le prestazioni specialistiche e di diagnostica strumentale (dal 67% di invalidità);
- a scegliere in modo prioritario tra le sedi di lavoro disponibili (dal 67% di invalidità);
- all’assegnazione di alloggi popolari, all’erogazione di abbonamenti agevolati per il trasporto pubblico e all’esenzione dalla reperibilità delle visite mediche (dal 67% di invalidità);
- all’assegno mensile di assistenza per invalidi parziali (dal 74% di invalidità);
- alla maggiorazione contributiva: 2 mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di lavoro svolto, fino a un massimo di 5 anni di contributi figurativi (dal 74% di invalidità).
- alla pensione di inabilità civile (col 100% di invalidità).

Faq sull’invalidità civile superiore al 74%
Quando fare domanda per l’Ape sociale nel 2024?
La domanda per il riconoscimento del diritto all’accesso all’Ape Sociale va presentata entro il 31 marzo dell’anno in corso. Si tratta di una procedura preliminare di accesso da inoltrare prima dell’invio della domanda di liquidazione dell’indennità. Entro il 30 giugno, l’INPS comunicherà l’esito dell’istruttoria delle domande di verifica delle condizioni presentate entro fine marzo.
Per i ritardatari sono previste altre due finestre entro cui richiedere la certificazione del diritto alla prestazione: la prima termina il 15 luglio 2024 (l’INPS comunicherà l’esito dell’istruttoria delle domande di verifica entro il 15 ottobre 2024), la seconda il 30 novembre 2024 (l’INPS risponderà entro il 31 dicembre 2024). In quest’ultimo caso le domande verranno prese in considerazione soltanto se risultano disponibili le risorse finanziarie destinate all’Ape Sociale.
Posso lavorare mentre aspetto l’approvazione dell’Ape Sociale 2024?
No, non puoi lavorare mentre aspetti che l’INPS decida se hai i requisiti per ottenere l’Ape Sociale. Se accetti un lavoro, anche a tempo determinato o di collaborazione a termine, rischi di perdere l’accesso alla misura che permette il pensionamento anticipato.
Quando presentare domanda per la pensione per lavoratori precoci
La domanda va presentata entro il 1° marzo di ogni anno. Eventuali domande presentate dopo il 1° marzo e non oltre il 30 novembre, saranno prese in considerazione dall’INPS soltanto se sono disponibili risorse finanziarie.
Come richiedere Opzione Donna?
Puoi richiedere questa misura tramite il sito ufficiale dell’INPS. La domanda va inviata online utilizzando una delle identità digitali riconosciute tra Spid, Cie o Cns. Ricorda che se dovessi riscontrare difficoltà o problemi con la piattaforma dell’Istituto, puoi sempre fare affidamento ai servizi offerti da Caf e patronati territoriali.
Chi sceglie Opzione Donna può continuare a lavorare?
Sì, si può continuare a percepire la pensione di Opzione Donna e continuare a svolgere un lavoro di tipo libero e autonomo. Se sceglierai di continuare a eseguire mansioni lavorative, sarai obbligata a versare i contributi obbligatori previsti per i liberi professionisti.
A chi spetta la maggiorazione contributiva per invalidi civili?
Con una percentuale di invalidità del 74% è riconosciuto, dall’articolo 80, comma 3 della legge numero 388 del 2000, un beneficio contributivo che permette agli invalidi civili per qualsiasi causa, ai lavoratori dipendenti sordomuti, agli invalidi di guerra, civili di guerra e agli invalidi per causa di servizio nel rapporto di pubblico impiego con le Amministrazioni statali o gli enti locali, con invalidità ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra (DPR 915/1978), di richiedere due mesi di contribuzione figurativa per ogni anno di lavoro effettivamente svolto.
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