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Invalidità specifica per l’assegno ordinario: le sentenze

È richiesta l’invalidità specifica per l’Assegno ordinario, non basta quella ordinaria. Vediamo che cosa significa ed esaminiamo due importanti sentenze della Cassazione.
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21/05/2024

In questo approfondimento cerchiamo insieme di capire perché è richiesta l’invalidità specifica per l’Assegno ordinario e a cosa si riferisce (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Perché è richiesta l’invalidità specifica per l’Assegno ordinario

È richiesta l’invalidità specifica per l’Assegno ordinario perché non viene valutata la capacità lavorativa generica, come per la pensione di invalidità civile, ma la capacità psico-fisica di svolgere il lavoro che fino al sopraggiungere dell’invalidità svolgevi senza alcun problema.

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Differenze tra invalidità specifica e invalidità generica

Quindi: è necessaria l’invalidità specifica per l’Assegno ordinario. Dobbiamo a questo punto spiegare bene quali sono le differenze tra invalidità specifica e invalidità generica.

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In generale, la capacità lavorativa indica la possibilità di svolgere una o più attività lavorative, considerando aspetti biologici, personali e competenze professionali. Questa, però, i suddivide in:

  • Capacità lavorativa generica: la capacità psico-fisica di svolgere qualsiasi lavoro compatibile con età, condizioni fisiche, istruzione e esperienza.
  • Capacità lavorativa specifica: la capacità psico-fisica di svolgere il lavoro fino al momento in cui si manifesta una disabilità, comprendendo anche attività simili a quelle svolte in precedenza e adatte alle sue capacità fisiche e mentali.

La verifica per l’invalidità generica è compiuta dalla Commissione Medica dell’ASL per l’invalidità civile, mentre quella per la pensione con invalidità specifica è responsabilità della Commissione Medica dell’Ente previdenziale.

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Per richiedere la valutazione della capacità lavorativa specifica, si deve presentare domanda al datore di lavoro o all’Ente previdenziale (INPS, ex INPDAP, ecc.) dopo aver verificato i requisiti necessari.

Per l’Assegno ordinario di invalidità:

  • è richiesta una patologia che riduca permanentemente di almeno un terzo la capacità di lavoro in attività compatibili;
  • è richiesta un’anzianità contributiva di almeno cinque anni, con almeno tre anni versati nei cinque anni precedenti la domanda di pensione;
  • è necessaria un’anzianità assicurativa presso l’INPS di almeno cinque anni.

Dopo la richiesta, il lavoratore sarà convocato per una visita medico-legale, che potrà essere effettuata dalla Commissione Medico-Ospedaliera (CMO), dalla Commissione Medica dell’ASL o da una Commissione Medica di verifica, a seconda dell’ente. In base all’esito della visita, potrà essere riconosciuto l’Assegno ordinario di invalidità per riduzione permanente della capacità lavorativa a meno di un terzo, in attività compatibili.

Invalidità specifica per Assegno ordinario: le sentenze della Cassazione

Analizziamo adesso due sentenze della Corte di Cassazione in merito all’invalidità specifica per Assegno ordinario e invalidità generica per la pensione di invalidità civile.

Sentenza della Corte di Cassazione, n. 11709 del 2019

La sentenza della Corte di Cassazione, n. 11709 del 2019, riguarda un caso in cui un lavoratore aveva ottenuto dalla Corte di Appello di Bari il diritto a ricevere l’Assegno ordinario di invalidità. L’INPS, l’Istituto Nazionale, ha fatto ricorso contro questa decisione.

Motivi del ricorso dell’INPS

L’INPS sosteneva che la Corte di Appello avesse commesso un errore nel valutare l’invalidità del lavoratore. Secondo l’INPS, la valutazione era stata fatta considerando solo l’incapacità del lavoratore a continuare il suo lavoro precedente di operaio tessile. Invece, per legge, l’invalidità deve essere valutata considerando anche la possibilità del lavoratore di svolgere altri tipi di lavoro compatibili con le sue capacità e attitudini.

Decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’INPS. Ha stabilito che per ottenere l’Assegno ordinario di invalidità, non basta dimostrare che una persona non può più fare il lavoro che faceva prima. Bisogna anche verificare se la persona può fare altri lavori adatti alle sue capacità fisiche e mentali, tenendo conto dell’età, del sesso, della formazione professionale e di altre circostanze.

La Corte ha sottolineato che la riduzione della capacità lavorativa deve essere valutata considerando tutte le possibili occupazioni che una persona può svolgere, non solo quelle identiche a quella precedente. Inoltre, il lavoro alternativo non deve essere troppo pesante o dannoso per la salute della persona.

Conclusione

La Corte di Cassazione ha deciso che la Corte di Appello di Bari non aveva valutato correttamente l’invalidità del lavoratore, perché non aveva considerato se egli fosse in grado di fare altri lavori oltre a quello di operaio tessile.

Pertanto, la decisione della Corte di Appello è stata annullata, e il caso dovrà essere riesaminato tenendo conto delle indicazioni della Corte di Cassazione.

Invalidità specifica per l’assegno ordinario
Invalidità specifica per l’assegno ordinario. Nella foto: un medico compila un certificato e ha una bilancia della giustizia accanto.

Sentenza n. 9044/2020 della Corte di Cassazione

La Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione ha emesso un provvedimento (ordinanza n. 9044/2020) che delinea i criteri per determinare l’ammissibilità della pensione di invalidità, concentrandosi sulla valutazione dell’incapacità lavorativa.

Motivi del ricorso da parte di una lavoratrice

La vicenda in esame si è sviluppata attorno al ricorso presentato da una lavoratrice per ottenere il riconoscimento della pensione di invalidità, respinto inizialmente in entrambi i gradi di giudizio.

La Corte d’Appello ha ritenuto che la percentuale di invalidità stimata al 57% non soddisfacesse il requisito della riduzione di almeno un terzo della capacità lavorativa richiesto dalla Legge n. 222/1984. Inoltre, non erano stati presentati elementi nuovi o un aggravamento della situazione rispetto alla valutazione originale.

Di fronte a questo esito, la lavoratrice ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, contestando l’erronea applicazione della Legge n. 222/1984 e sottolineando che la formula di Balthazar, utilizzata per valutare l’invalidità, è inappropriata per i casi contemplati da questa legge.

Inoltre, ha sollevato l’inadeguata considerazione della documentazione medica aggiuntiva richiesta prima della prima udienza di discussione in appello, non presa in considerazione dalla Corte territoriale.

Decisione della Corte di Cassazione

La Corte di Cassazione ha accolto entrambi i motivi di ricorso, ribadendo che la Legge n. 222/1984 richiede una valutazione specifica della capacità lavorativa e che i Giudici di merito devono tenere conto delle nuove prove presentate, come previsto dall’articolo 149 delle disposizioni attuative del codice di procedura civile.

Conclusione

In sintesi, la Cassazione ha confermato che la valutazione dell’invalidità pensionabile non può basarsi solo su parametri generici, ma deve tener conto delle reali capacità lavorative dell’assicurato, e che le nuove prove mediche devono essere considerate nel processo decisionale.

Che cos’è l’Assegno ordinario

L’Assegno ordinario di invalidità (AOI) è una prestazione economica erogata dall’INPS in favore di quei lavoratori la cui capacità lavorativa è ridotta a meno di un terzo a causa di una infermità fisica o mentale tale da causare un’incapacità lavorativa in occupazioni confacenti alle attitudini del lavoratore.

La riduzione della capacità lavorativa deve essere accertata e riconosciuta da una Commissione medica dell’Asl integrata da un medico dell’INPS.

Una volta che la Commissione riconosce l’invalidità e la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo, ti riconosce per 3 anni l’AOI, da riconfermare per altri 3 anni previa domanda per l’accertamento della permanenza dello stato invalidante.

I riconoscimenti possono essere al massimo 3, quindi per 9 anni saresti in una condizione non “definitiva” ma “da accertare e confermare”.

Solo al termine di questi nove anni, l’Assegno ordinario di invalidità ottiene una conferma definitiva e non dovrai sottoporti nuovamente a visita, a meno che l’INPS non decida, nel corso degli anni, di fare un controllo a campione (è sua facoltà farlo).

Requisiti per l’Assegno ordinario di invalidità

Hai diritto all’AOI se sei lavoratore:

  • dipendente;
  • autonomo (artigiano, commerciante, coltivatore diretto, colone o mezzadro);
  • iscritto ad alcuni fondi pensioni sostitutivi e integrativi dell’assicurazione generale obbligatoria.

Per richiedere l’AOI, non basta che tu abbia riconosciuta una riduzione permanente di due terzi della capacità lavorativa, perché è anche necessario:

  • che tu sia assicurato presso l’INPS da almeno 5 anni;
  • che tu abbia un’anzianità contributiva pari ad almeno 5 anni (260 contributi settimanali) di cui 3 anni (156 contributi settimanali) versati negli ultimi 5 anni.

Assegno ordinario di invalidità e compatibilità lavorativa

L’Assegno ordinario è compatibile con l’attività lavorativa. Quindi, se dopo verifica sanitaria vieni riconosciuto “abile” al lavoro, ovviamente ottenendo il riposizionamento in base alle tue capacità ridotte, hai diritto a percepire l’AOI e a continuare a lavorare.

I periodi coperti dall’Assegno ordinario, in assenza di contributi da lavoro, vengono considerati utili per il raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia.

Quindi: se all’età pensionabile – che attualmente è 67 anni – sei in possesso dei requisiti contributivi previsti dalla vigente normativa, l’AOI viene trasformato d’ufficio in pensione di vecchiaia.

FAQ su invalidità specifica per Assegno ordinario

In quali casi è prevista la riduzione dell’importo dell’Assegno ordinario?

Nel caso in cui il titolare dovesse continuare a lavorare (con l’Assegno ordinario è consentito prestare un’attività lavorativa; con la pensione di inabilità è vietato), a quel punto sarà necessario rispettare alcune soglie di reddito, oltre le quali l’assegno si riduce:

  • del 25%, se il reddito supera 4 volte il trattamento minimo annuo (nel 2024, 31.127,72 euro, ovvero 7.781,93 euro moltiplicato per 4 anni);
  • del 50%, se il reddito supera 5 volte il trattamento minimo annuo (nel 2024, 38.909,65 euro, ovvero 7.781,93 euro moltiplicato per 5 anni).

Che differenza c’è tra assegno ordinario e assegno di invalidità?

L’Assegno d’invalidità civile è una forma di assistenza finanziaria, mentre l’Assegno ordinario di invalidità è un beneficio economico destinato a lavoratori dipendenti del settore privato e lavoratori autonomi con un grado di disabilità che riduce la loro capacità lavorativa di oltre due terzi. È importante notare che l’Assegno ordinario di invalidità è un beneficio a lungo termine e non può essere restituito.

Come posso presentare la domanda per l’Assegno ordinario di invalidità?

Per presentare la domanda per l’Assegno ordinario di invalidità è necessario compilare l’apposito modulo fornito dall’INPS. Questo modulo conterrà tutte le informazioni necessarie per avviare la procedura di valutazione. Sarà importante fornire documenti medici e altre prove che attestino la condizione di invalidità.

Quali vantaggi offre l’Assegno ordinario di invalidità?

L’Assegno ordinario di invalidità offre diversi vantaggi alle persone che ne hanno diritto. Innanzitutto, fornisce un supporto finanziario regolare che può aiutare a coprire le spese quotidiane. Inoltre, può garantire un maggiore accesso a servizi e agevolazioni riservate alle persone con disabilità.

Qual è la frequenza di erogazione dell’Assegno ordinario di invalidità?

L’Assegno Ordinario di Invalidità viene erogato con una frequenza mensile regolare, di solito mensile.

Cosa succede se la condizione di invalidità cambia nel tempo?

Se la condizione di invalidità cambia nel corso del tempo, è importante informare tempestivamente l’INPS. Questo potrebbe influire sull’importo o sulla concessione stessa dell’assegno.

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