Ti spiego in questo post se si ha diritto al riconoscimento dell’invalidità con le apnee notturne. E, nel caso, qual è la percentuale che può essere assegnata dalle commissioni medico legali. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

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Indice
Cos’è l’invalidità civile?
L’invalidità civile è il riconoscimento sanitario-amministrativo di una riduzione permanente della capacità lavorativa (o, per i minori, della capacità a svolgere le attività proprie dell’età) dovuta a minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali non dipendenti da guerra, lavoro o servizio.
La definizione nasce con la legge 118/1971, che resta la cornice di riferimento; l’accertamento oggi è gestito dall’INPS, che dal 2010 è il soggetto competente in via definitiva nei procedimenti di invalidità, handicap e disabilità, per effetto dell’art. 20 della legge 102/2009.
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La valutazione percentuale delle menomazioni avviene applicando la tabella ministeriale approvata con il D.M. 5 febbraio 1992 (la cosiddetta “tabella delle percentuali”), vincolante per le commissioni e anche per il giudice che decide su ricorsi.
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A chi viene riconosciuta e a cosa servono le percentuali?
La percentuale che risulta dal verbale non è un numero astratto: attiva diritti diversi.
Con almeno il 46% si può rientrare nel collocamento mirato per il lavoro; con il 67% si accede, in via generale, alle esenzioni ticket sanitarie; tra il 74% e il 99% si può ottenere l’assegno mensile (se si rispettano i limiti di reddito e gli altri requisiti); con il 100% spetta la pensione di inabilità e, se non si è autosufficienti, l’indennità di accompagnamento.
Gli importi e i limiti cambiano ogni anno.
Cosa sono le apnee notturne?
Le apnee notturne sono pause del respiro che si ripetono durante il sonno. La forma più frequente è la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), causata dall’ostruzione parziale o totale delle vie aeree superiori.
La severità clinica si valuta con esami come la polisonnografia e con indici standard (per esempio l’AHI, apnea-hypopnea index), insieme ai sintomi diurni e alle eventuali comorbidità cardiovascolari e metaboliche.
Sul piano istituzionale il tema è seguito dal Ministero della Salute (nuovi LEA 2017 e atti attuativi) e, più di recente, da una circolare ministeriale del 18 dicembre 2024 che standardizza i dati clinici da raccogliere nei pazienti OSAS in trattamento con CPAP/PAP; in Parlamento è in discussione una proposta di legge per riconoscere formalmente l’OSAS come malattia cronica e invalidante e adeguare i LEA.
Invalidità con le apnee notturne?
Qui è utile distinguere cosa dicono le norme e cosa succede nella pratica valutativa. Nelle tabelle del D.M. 5 febbraio 1992 non esiste una voce “OSAS” autonoma: le commissioni applicano quel decreto per analogia dentro il capitolo dell’apparato respiratorio (o valutando il concorso con altre patologie), attribuendo la percentuale in base alla gravità funzionale documentata.
La stessa prassi INPS prevede, in generale, che l’uso di ausili efficaci (come la CPAP quando controlla i sintomi) possa comportare una riduzione della stima fino a 10 punti se non diversamente previsto, perché la menomazione è parzialmente compensata. È un principio medico-legale generale, non una “penalizzazione” specifica per l’OSAS.
Quindi, le apnee notturne possono dare invalidità, ma non esiste una percentuale “automatica” valida per tutti. Conta l’insieme dei dati: diagnosi strumentale, severità del disturbo, esiti diurni (per esempio sonnolenza diurna che limita la vita quotidiana), ipossiemia notturna, aderenza e risposta alla CPAP, presenza di comorbilità (ipertensione, cardiopatie, diabete, obesità), eventuali limitazioni lavorative.
In assenza di complicanze importanti, l’OSAS isolata raramente raggiunge le soglie per i benefici economici (che, come visto, scattano dal 74%), ma può comunque consentire altri diritti: per esempio l’esenzione ticket se la percentuale globale supera il 67% o, in ambito sanitario, l’accesso ai dispositivi previsti dai LEA su prescrizione specialistica e autorizzazione della ASL (tra cui la CPAP e gli altri sistemi di ventilazione). Alcune Regioni disciplinano in dettaglio i percorsi assistenziali e i centri autorizzati per la CPAP.

