Invalidità civile con malattie autoimmuni: le agevolazioni

Invalidità civile per chi soffre di malattie autoimmuni: scopri quali agevolazioni sanitarie e fiscali sono riconosciute.
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18/05/2022

Invalidità civile per chi soffre di malattie autoimmuni: vediamo quali sono le patologie, le percentuali di invalidità riconosciute, le agevolazioni e i sostegni economici garantiti dallo Stato. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile e sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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In Italia a soffrire di malattie autoimmuni è il 5% della popolazione. Si tratta spesso di disturbi cronici e degenerativi e per i quali, ovviamente, è riconosciuta spesso un’alta percentuale di invalidità.

Queste patologie comportano in molti casi una significativa riduzione della capacità di lavoro oltre a limitare le relazioni sociali.

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Una malattia autoimmune causa una alterazione del sistema immunitario. Alterazione che può avere degli effetti gravi sull’organismo di chi ne soffre.

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Invalidità civile, malattie autoimmuni: le più diffuse

Come detto sono tante le patologie autoimmuni, quelle nell’elenco di seguito sono le più diffuse in Italia:

  • Alopecia Areata
  • Anemia Perniciosa
  • Artrite Psoriasica
  • Artrite Reumatoide
  • Celiachia
  • Cistite Interstiziale
  • Colangite Sclerosante
  • Colite ulcerosa
  • Connettiviti
  • Crioglobulinemia
  • Dermatite Atopica
  • Dermatite Erpetiforme – di Duhring
  • Diabete di Tipo 1
  • Epatite Autoimmune
  • Eritema nodoso
  • Febbre Reumatica
  • Fibromialgia
  • Granulomatosi di Wegener
  • Lichen Ruber Planus
  • Lichen Sclerosus
  • Lupus eritematoso sistemico
  • Malattia di Behçet
  • Miastenia Gravis
  • Miastenia oculare
  • Morbo di Addison
  • Morbo di Crohn
  • Morbo di Graves – Basedow
  • Morbo di Kawasaki Pemfigo
  • Polimialgia Reumatica
  • Psoriasi
  • Sclerosi Multipla
  • Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla)
  • Sclerodermia
  • Sindrome da Anticorpi Antifosfolipidi
  • Sindrome delle Gambe Senza Riposo
  • Sindrome di Cushing
  • Sindrome di Guillain-Barrè
  • Sindrome di Ménière
  • Sindrome di Sjogren
  • Sindrome di Reiter
  • Spondilite Anchilosante
  • Tiroidite Autoimmune
  • Tiroidite di Hashimoto
  • Vasculite

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Invalidità civile, malattie autoimmuni: numeri

Per avere un’idea della diffusione delle malattie autoimmuni in Italia vediamo l’incidenza tra la popolazione di 6 tra le patologie più frequenti:

  • psoriasi: 1.700.000 pazienti;
  • artrite psoriasica: 115mila pazienti;
  • lupus: 60mila pazienti;
  • spondilite anchilosante: 48mila pazienti;
  • artrite reumatoide: 400mila pazienti;
  • malattia di Crohn: 52mila pazienti;
  • colite ulcerosa: 97mila pazienti;
  • sclerosi multipla: 130mila pazienti.

Vediamo quali sono le percentuali di invalidità civile riconosciute per alcune delle patologie autoimmuni. Più sotto in questo articolo pubblicheremo l’elenco completo delle malattie di questo tipo che sono state inserite nelle tabelle ministeriali (acconto al nome c’è anche la percentuale di invalidità).

Invalidità civile, malattie autoimmuni: artrite reumatoide e psoriasica

Partiamo dall’artrite reumatoide descritta in questo articolo di TheWam.net, che ha la stessa sintomatologia e le stesse conseguenze dell’artrite psoriasica (e difatti sono giudicate allo stesso modo dalle commissioni medico legali).

Entrambe queste patologie colpiscono gli organi interni e possono provocare delle deformazioni alle articolazioni.

La percentuale di invalidità riconosciuta per queste patologie autoimmuni oscilla molto, si va da un minimo del 20% a un massimo del 100%. Dipende dalla gravità (si tratta comunque di patologie croniche e degenerative).

Si passa infatti dai lievi ma persistenti dolori articolari alla impossibilità di alzarsi dal letto. Le due gravi patologie insieme colpiscono più di mezzo milione di persone. Rappresentano un costo sociale notevole per la sanità pubblica.

L’utilizzo dei farmaci biologici ha comunque ridotto, almeno in parte, l’impatto sulla vita dei pazienti.

Invalidità civile, malattie autoimmuni: lupus

Il lupus è un’altra grave malattia autoimmune. Come abbiamo visto i pazienti in Italia sono 60mila. Provoca come l’artrite reumatoide forti dolori articolari, ma anche uno sfogo sul viso (o su qualche altra parte del corpo). In comune con le due precedenti patologie attacca anche gli organi interni e in particolare il fegato, i reni, il cervello, i polmoni.

I sintomi di questa patologia sono molto variabili:

  • febbre;
  • dolori articolari e muscolari;
  • eritemi;
  • aborti spontanei;
  • affaticamento.

Anche per questo è una malattia difficile da diagnosticare. Colpisce in particolare le donne, a partire dai 15 anni.

Nonostante la diffusione e la gravità, questa patologia è poco conosciuta tra i cittadini. Gli esperti ritengono che molti pazienti convivano a lungo con i sintomi lievi (come gli eritemi) prima che il lupus diventi più aggressivo.

Come per l’artrite reumatoide le percentuali di invalidità oscillano tra il 20 e il 100%. Nelle tabelle ministeriali il lupus compare due volte:

  • lupus eritematoso sistemico in assenza di segni di compromissione d’organo: 20%;
  • lupus eritematoso sistemico con manifestazioni d’organo: dal 21 al 100%.

Invalidità civile, malattie autoimmuni: spondilite anchilosante

La spondilite anchilosante è una malattia autoimmune infiammatoria. Colpisce in particolare le articolazioni della colonna vertebrale che a lungo andare diventa meno mobile e flessibile limitando di molto i movimenti. Nei casi più gravi la colonna vertebrale si fonde e diventa una struttura unica. La conseguenza? Rende impossibile per il paziente lo svolgimento di molte attività della vita quotidiana. Non si può neppure sollevare la testa per guardare il cielo.

La spondilite anchilosante ha una prevalenza tra la popolazione che oscilla tra lo 0,2 e l’1,2%. A differenza di altre malattie reumatiche si manifesta in età giovani, in genere tra i 20 e i 40 anni. Gli uomini solo colpiti 3 volte più delle donne.

La percentuale di invalidità riconosciuta per la spondilite oscilla tra l’11 e il 100%.

Invalidità civile, malattie autoimmuni: sclerosi multipla

La sclerosi multipla è una malattia neurovegetativa che colpisce il sistema nervoso centrale. Questa patologia è caratterizzata, come tutte quelle elencate in questo articolo, da una reazione anomala delle difese immunitarie: attaccano alcuni componenti del sistema nervoso ritenendoli agenti estranei.

La sclerosi multipla può comparire a qualsiasi età, ma più spesso viene diagnosticata tra i 20 e i 40 anni. In Italia i pazienti stimati sono 130mila (le donne sono il triplo rispetto agli uomini).

Le percentuali di invalidità riconosciute sono queste:

  • sclerosi multipla edss 1-2: dal 34 al 40%
  • sclerosi multipla edss 2,5 – 3,5: dal 41 al 60%
  • sclerosi multipla edss 4 – 5: dal 61 all’80%
  • sclerosi multipla edss 5,5: dall’81 al 90%
  • sclerosi multipla edss pari o superiore A 6: 100%

Invalidità civile, malattie autoimmuni: tabelle ministeriali

Queste sono invece le percentuali di invalidità riconosciute per tutte le patologie autoimmuni incluse nelle tabelle ministeriali:

  • anemia autoimmune: 10% (se aplastica può però arrivare al 100%);
  • connettiviti senza compromissione d’organo: 20%;
  • connettiviti con compromissione d’organo: dal 21 al 100%;
  • vasculiti senza compromissione d’organo: 20%;
  • vasculiti con compromissione d’organo: dal 21 al 100%;
  • sclerodermia sistemica in assenza di segni di compromissione d’organo: 20%;
  • sclerodermia sistemica diffusa in assenza di compromissione viscerale: dal 21 al 50%;
  • sclerodermia sistemica con sindrome di crest e/o compromissione viscerale: dal 51 al 100%;
  • psoriasi con artrite: deficit motorio di grado lieve: dal 51 al 70%;
  • psoriasi con artrite: deficit motorio di grado grave: dal 71 al 100%;
  • psoriasi con interessamento minore del 20 %superficie cutanea: sino al 20%;
  • psoriasi palmo-plantare: dal 21 al 30%;
  • psoriasi delle regioni perianale, genitale e delle pieghe cutanee (oltre 3 localizzazioni): dal 31 al 40%
  • psoriasi con interessamento >20 %superficie cutanea: dal 41 al 50%;
  • psoriasi pustulosa recidivante generalizzata (di von zumbusch) o psoriasi eritrodermica esfoliativa: dall’81 al 100%;
  • dermatite atopica: sino al 10%;
  • dermatite erpetiforme glutino sensibile: dal 31 al 40%.

Invalidità civile, malattie autoimmuni: agevolazioni e sostegni

Per avere un quadro più completo questi sono i trattamenti riconosciuti per le rispettive percentuali di invalidità riconosciute:

  • dal 34%, diritto alla fornitura gratuita di protesi ed ausili coerenti con le patologie esposte nel verbale al campo diagnosi;
  • dal 46%, accesso all’iscrizione alla lista per il collocamento obbligatorio dalla quale devono attingere i datori di lavoro, pubblici e privati, per l’obbligo di assunzione degli invalidi;
  • dal 51%, i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, possono richiedere annualmente un congedo straordinario retribuito per cure per trenta giorni, anche non consecutivi, su richiesta del medico curante ed autorizzazione dell’Asl;
  • dal 67%, esenzione dal pagamento del ticket sanitario per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale, di diagnostica strumentale e di laboratorio; agevolazioni per tessera trasporto pubblico locale; priorità nelle graduatorie per le case popolari; riduzione canone telefonico ed esenzione della reperibilità per le visite fiscali;
  • dal 74%, diritto all’assegno erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 5,010,20 euro (per il 2022) per disoccupati. A 67 anni l’assegno si trasforma in assegno sociale;
  • dal 75%, per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, maggiorazione dell’anzianità pari a due mesi per ogni anno, fino ad un massimo di 60 mesi, durante il quale si è nella condizione di invalido civile al 75 %;
  • 100%, diritto alla pensione di inabilità erogato dall’Inps di 291,69 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 17.050,42 euro (nel 2022). A 67 anni la pensione si trasforma in assegno sociale;
  • 100%, con il riconoscimento dell’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita propri dell’età, diritto all’indennità di accompagnamento pari a 525,17 euro senza alcun limite di reddito.

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