Cosa significa revisione sì con l’invalidità civile? Cosa devi fare se nel verbale compare questa dicitura? - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Cosa significa revisione sì con l’invalidità civile?
Cosa significa revisione sì con l’invalidità civile? I verbali di invalidità prevedono un campo chiamato “revisione”, perché per alcune tipologia di disabilità è prevista una revisione periodica da parte dell’INPS.
Se la dicitura è “Revisione sì”, vuol dire che la Commissione medica ha stabilito che il parere dato non è definitivo e dovrai sottoporti a nuova visita.
La visita della Commissione Medico Legale dell’Asl, come saprai, serve ad accertare che ci siano i requisiti sanitari e amministrativi per ottenere il riconoscimento dell’invalidità e, in base alla percentuale applicata, le corrispettive agevolazioni e/o prestazioni economiche.
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Ricorda che le prestazioni economiche assistenziali vengono erogate solo si ha una percentuale di invalidità superiore al 74% e se si rientra entro dei limiti reddituali.
Alla fine della visita, la Commissione ti rilascia il verbale di invalidità, in cui è anche indicata la possibilità o meno di essere sottoposto, negli anni, a nuova visita di revisione.
Se la Commissione stabilisce che la tua invalidità o il tuo handicap possano evolvere – in meglio o in peggio – nel corso degli anni, nel verbale inserisce una data di rivedibilità, in cui vengono indicati il mese e l’anno in cui dovrai essere sottoposto a visita di revisione.
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Cosa prevede la visita di revisione
Quindi: se la Commissione ritiene che la tua patologia o il tuo handicap possano evolvere in peggio nel tempo o migliorare, stabilirà una data per la revisione, che sarà contenuta all’interno del verbale.
A quel punto, non dovrai fare nulla, nel senso che non dovrai inoltrare domanda all’INPS. Sarà lo stesso Istituto che dovrà mandarti una lettera di convocazione a visita.
Se non dovessi ricevere la comunicazione tramite raccomandata, non dovrai far nulla neanche in questo caso e non dovrai preoccuparti perché, in quel caso, del ritardo sarà responsabile solo l’INPS.
Ricorda che per quanto riguarda la visita di revisione, l’INPS ha predisposto un’alternativa per rendere più veloce l’iter di revisione, con nuove modalità che permettono di valutare la situazione in base alla documentazione sanitaria.
Cerchiamo adesso di capire quali sono le patologie che esonerano dalla visita di revisione e cosa fare se l’INPS non dovesse riconoscerti questo diritto.
Scopri come funziona la nuova visita di revisione a distanza dell’Inps.
Quando non c’è revisione
Abbiamo visto cosa significa revisione sì con l’invalidità civile. Vediamo adesso quando invece la revisione non è prevista e cosa devi fare se hai diritto all’esonero dalla nuova visita ma l’INPS ti presenta un verbale con la data di revisione.
Al contrario di quanto abbiamo detto nel precedente paragrafo, la Commissione può infatti stabilire che la tua patologia o il tuo handicap siano esclusi dalla necessità di effettuare una visita di revisione.
È questo il significato “Revisione no” che potresti trovare all’interno del verbale definitivo di invalidità.
Le patologie e le minorazioni per le quali non è prevista revisione sono stabilite nel Decreto del 2 agosto 2007.
La visita di revisione viene quindi esclusa per queste patologie:
- insufficienza respiratoria in trattamento continuo di ossigenoterapia o ventilazione meccanica;
- insufficienza cardiaca refrattaria a terapie specifiche;
- perdita della funzione del rene con trattamento dialitico (non trapiantabile);
- perdita anatomica o funzionale degli arti superiori o inferiori;
- menomazioni dell’apparato osteoarticolare che non possono essere recuperate;
- patologie del fegato con compromissione del sistema nervoso centrale o periferico (non curabili);
- patologia oncologica con compromissione di organi o apparati;
- patologie o sindromi neurologiche (es. atrofia muscolare, lesione dei nervi, ecc.) che comportano gravi deficit (es. sordità, cecità, difficoltà di deglutizione, ecc.);
- patologie psichiche dell’età evolutiva con deficit neuropsichici o nella vita di relazione;
- sordità.
In presenza di queste patologie, quindi, anche se non sei titolare di indennità di accompagnamento o di comunicazione (escluse per legge a visita di revisione), hai diritto all’esonero dalla nuova visita.
Vediamo in quali casi l’accompagnamento prevede la revisione e quando invece è per sempre.

Cosa fare se hai diritto all’esonero dalla revisione ma l’INPS la programma
Può succedere che l’INPS, nel corso degli anni, decida ugualmente di chiamare a visita di revisione un soggetto escluso da questa a causa della sua patologia.
Perché succede? Probabilmente perché in passato c’è chi ha beneficiato indebitamente delle pensioni di invalidità, presentando delle certificazioni false rilasciate da medici corrotti, per cui l’Istituto decide di effettuare dei controlli “a campione” per verificare la correttezza della documentazione sanitaria presentata.
Oppure, semplicemente perché ritiene che, stando alle evoluzioni della ricerca scientifica, alcune patologie possano essere curate meglio che nel momento in cui è stato dato il parere dalla Commissione medica.
Cosa fare, comunque, in questo caso? Anche se ritieni che l’INPS non abbia ragione di convocarti a visita, una volta che ricevi la comunicazione è sempre consigliabile che ti presenti davanti alla Commissione medica.
Questo perché rischieresti, in caso di dissertazione della visita, di vederti revocati tutti i diritti precedentemente riconosciuti.
FAQ sulla revisione dell’invalidità
Quali sono le differenze fra aggravamento e revisione dell’invalidità?
A riguardo delle differenze fra aggravamento e revisione dell’invalidità, i processi non sono identici. Nel caso di aggravamento dell’invalidità civile, si tratta di cittadini che hanno già un grado di invalidità riconosciuto e che, dopo ulteriori controlli medici, scoprono un peggioramento della loro disabilità avvenuto nel corso del tempo. In queste situazioni, è il soggetto stesso che deve prendere l’iniziativa e richiedere un controllo medico dallo specialista competente.
D’altra parte, si ricorre alla revisione quando la Commissione medico-legale, durante la valutazione dell’invalidità, considera che le disabilità potrebbero cambiare nel tempo. In questo caso, il verbale indicherà la data entro la quale la persona con disabilità dovrà sottoporsi a un nuovo controllo.
Durante il processo di revisione, il cittadino non deve fare alcuna richiesta per un controllo, ma riceverà un invito a casa con la richiesta di inviare online la documentazione medica necessaria per la decisione medico-legale.
Una volta ricevuta la documentazione sanitaria, la Commissione ha due opzioni:
- emettere un nuovo verbale basato sui documenti forniti;
- convocare la persona per un controllo di revisione attraverso una lettera raccomandata con avviso di ricevimento.
Che cos’è e a cosa serve il timbro digitale per la revisione dell’invalidità?
Il timbro digitale per la revisione dell’invalidità è un nuovo tipo di documento che viene utilizzato per determinare la verifica periodica dei requisiti sanitari che sono richiesti per il riconoscimento dell’invalidità e di conseguenza dei requisiti sanitari indispensabili per accedere a prestazioni economiche e assistenziali. Con questo sistema, il timbro digitale, appunto, l’INPS invia il documento al cittadino. Il certificato sostituisce il precedente.
L’istituto di previdenza ha spiegato la nuova procedura Cic (un acronimo che significa “invalidità civile in convenzione”) nel messaggio numero 1650 del 22 aprile 2021.
Come funziona la visita di revisione INPS?
Quando non è possibile valutare gli atti o i documenti sanitari, si viene convocati a una visita diretta tramite raccomandata e SMS. Se la persona non può presentarsi, deve inviare una richiesta documentata di giustificazione per motivi amministrativi o sanitari all’INPS. Se accettata, verrà fissata una nuova convocazione. Se non si presenta alla visita senza giustificazione, i benefici vengono sospesi fino a una valida documentazione entro 90 giorni dalla comunicazione della sospensione. La revoca definitiva avviene se non viene fornita la documentazione richiesta.
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