Invalidità civile per chi soffre di cefalea cronica

Invalidità civile per chi soffre di cefalea cronica: i diritti, le agevolazioni, i sostegni per i pazienti che soffrono di questa diffusa malattia sociale. Quanti sono gli italiani affetti da questa patologia, quando si riconosce che è invalidante, le tabelle ministeriali e la decisione di alcune Regioni.
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21/05/2022

Invalidità civile per chi soffre di cefalea cronica: vediamo quali sono i diritti, le agevolazioni e i sostegni economici per i pazienti affetti da questa patologia (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile e sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Indice

Invalidità civile, cefalea: incidenza in Italia

La cefalea cronica è una malattia invalidante, la prevalenza tra la popolazione italiana è tra l’1,4 e il 2,2%. Le donne sono le più colpite, circa l’80% dei malati. Ma i dati, sostengono gli esperti, potrebbero essere sottostimati, anche perché non è così semplice diagnosticare la patologia.

I dati più recenti, estesi anche all’emicrania, alla cefalea tensiva e a quella a grappolo, stimano una incidenza complessiva del 12%, il che significa tra i 7 e gli 8 milioni di italiani.

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La cefalea è comunque tra le patologie croniche più diffuse nel nostro Paese, insieme all’artrosi, l’ipertensione arteriosa e le malattie allergiche.

Se ti interessa il tema del dolore cronico ti invitiamo a leggere l’approfondimento di thewam.net sui diritti riconosciuti a chi ne soffre.

Invalidità civile, cefalea: causa altre patologie

Ma non solo: chi soffre di emicrania cronica ha il doppio delle possibilità di sviluppare la depressione e il triplo di avere attacchi di panico.

La cefalea cronica causa anche il più alto numero di lavoro perso e un rischio maggiore di disoccupazione, ma pregiudica anche le relazioni sociali e familiari.

La legge ha di recente riconosciuto la cefalea come malattia sociale, individuando sei forme invalidanti di cefalea:

  • emicrania cronica ad alta frequenza;
  • cefalea cronica quotidiana con o senza uso eccessivo di farmaci analgesici;
  • cefalea a grappolo cronica;
  • emicrania parossistica cronica;
  • cefalea nevralgiforme unilaterale di breve durata con arrossamento oculare e lacrimazione;
  • emicrania continua.

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Invalidità civile, cefalea: malattia sociale

Ma cosa significa il riconoscimento di malattia sociale? Viene così definita una patologia che ha una vasta diffusione, una notevole frequenza, la capacità di sviluppare altre malattie e avere una certa letalità. Le cure prolungate poi costituiscono anche un onere economico consistente per chi ne soffre e per la società.

In pratica una malattia sociale ha queste caratteristiche:

  • colpisce moltissime persone;
  • comporta gravi conseguenze (può anche essere letale);
  • può predisporre ad altre malattie invalidanti (come la depressione);
  • ha bisogno di cure prolungate e costose.

Invalidità civile, cefalea: invalidità

Bisogna però far attenzione e non confondere la malattia sociale con l’invalidità.

Il metro per giudicare il grado di invalidità di una patologia è diverso: ovvero “misura” la riduzione della capacità di lavoro di una persona (per chi ha tra i 18 e i 67 anni) o la sua capacità di portare a termine i funzioni e i compiti proprio dell’età (per chi ha meno di 18 anni o più di 67).

Invalidità civile, cefalea: primaria e secondaria

Ma sull’invalidità civile con la cefalea il discorso non può essere così diretto.

Bisogna fare delle distinzioni.

C’è una cefalea che si definisce primaria e una secondaria. La cefalea primaria è una patologia autonoma, significa che non è la conseguenza di un’altra malattia. Quando invece viene innescata da un altro disturbo è secondaria.

La cefalea viene inserita nelle tabelle Inps tra le patologie che sono ritenute invalidanti quando è il sintomo di una malattia per la quale è stata riconosciuta una percentuale di invalidità.

Significa allora che la cefalea primaria non viene ritenuta invalidante?

Non proprio. Può avere un infatti un notevole impatto negativo su chi ne soffre. E quindi comportare una riduzione della capacità lavorativa e delle funzioni e i compiti propri dell’età.

La cefalea cronica non è ufficialmente inserita nell’elenco ministeriale, ma questo non significa che non venga ritenuta invalidante. In questo caso le commissioni medico legali possono procedere per via analogica. Ovvero: “misurano” la percentuale di invalidità raffrontando questa patologia con un’altra che ha conseguenze simili per il paziente.

Anche se, come detto, la prassi ritiene invalidante soprattutto la cefalea secondaria, ovvero quella che deriva da altre patologie.

Per avere comunque l’invalidità civile, la cefalea deve essere diagnostica da almeno un anno da uno specialista che opera in un centro accreditato per le cefalee.

Invalidità civile per chi soffre di cefalea cronica
Invalidità civile per chi soffre di cefalea cronica

Invalidità civile, cefalea: le Regioni dove è nell’elenco

Ma se il ministero si muove con troppa lentezza rispetto a determinate malattie per l’inserimento nell’elenco di quelle invalidanti, alcune Regioni agiscono con maggiore efficienza.

Infatti la Val d’Aosta, la Lombardia, l’Emilia Romagna, la Campania, hanno già provveduto, mentre viene valutata come invalidante anche nel Lazio e nelle Marche.

In particolare la Val d’Aosta riconosce il 46% di invalidità civile a chi soffre di emicrania cronica.

Mentre in Lombardia si è scelto di attribuire un minimo e un massimo:

  • da 0 a 15% per forme con frequenza episodica e di livello medio basso con soddisfacente risposta al trattamento farmacologico;
  • dal 16 al 30% per forme con frequenza episodica di livello medio alto con scarsa risposta al trattamento farmacologico e forme croniche con risposta parziale al trattamento;
  • dal 31 al 46% per forme croniche che non rispondono al trattamento.

In Campania la percentuale di invalidità riconosciuta per la cefalea primaria cronica oscilla, come per la Lombardia, tra il 15 e il 46%.

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