/ Invalidità civile, cos’è il bonus da 133 euro e a chi spetta
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Invalidità civile, cos’è il bonus da 133 euro e a chi spetta

Invalidità civile e bonus da 133 euro: cos'è e a chi spetta questo importo? Ecco cosa prevede la normativa e chi sono i beneficiari della pensione di inabilità civile.

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Invalidità civile e bonus da 133 euro: cos’è e a chi spetta?

A chi spetta il bonus da 133 euro sull’invalidità civile? Ci riferiamo alla maggiorazione dell’importo base della pensione di inabilità civile, la prestazione erogata alle persone con un’invalidità civile del 100%, con redditi bassi.

La maggiorazione è stata introdotta dall’articolo 70, comma 6, della legge numero 388 del 2000 (inizialmente aveva un importo di 20.000 lire). Viene erogata per 13 mensilità e ha un valore mensile di 10,33 euro, per circa 133 euro annui.

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Invalidità civile e bonus da 133 euro: con quale reddito?

L’incremento della pensione di inabilità civile spetta soltanto se il reddito del richiedente non supera una determinata soglia, rivalutata ogni anno.

Per il 2024, il limite annuo di reddito da rispettare è pari a 7.081,62 euro, ovvero l’importo annuo dell’Assegno sociale sommato alla maggiorazione di 133 euro.

Se il richiedente è coniugato, per avere diritto alla maggiorazione è necessario possedere redditi propri di importo inferiore a 7.081,62 euro e un reddito complessivo, cumulato a quello del coniuge, di un importo non superiore a 14.863,55 euro (per il 2024), ovvero la somma tra il valore annuo dell’Assegno sociale comprensivo della maggiorazione e del valore annuo del trattamento minimo INPS.

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Ai fini della valutazione del reddito valgono gli stessi criteri presentati in sede di riconoscimento della pensione di invalidità civile (che vedremo in seguito, in questo approfondimento).

A chi spetta la pensione di inabilità civile?

Abbiamo visto come la maggiorazione da 133 euro annui (10,33 euro al mese, per 13 mensilità) spetti ai titolari di pensione di inabilità civile.

Possono ricevere questa prestazione soltanto le persone a cui è stata riconosciuta un’invalidità civile totale (100%) e permanente e vivono in uno stato di bisogno economico.

La pensione è corrisposta a partire dai 18 anni di età fino al compimento del 67° anno di età. Poi si trasforma in Assegno sociale sostitutivo.

Qual è l’importo della pensione di inabilità civile?

Per il 2024, l’importo della prestazione è di 333,33 euro al mese, per 13 mensilità. Ma esiste un determinato limite reddituale, rivalutato ogni anno, da rispettare per avere diritto alla prestazione.

Il solo requisito sanitario, infatti, non basta. Per vedersi erogare la pensione di inabilità civile è necessario possedere un reddito pari o inferiore a 19.461,12 euro annui.

Quali redditi si considerano per ricevere la pensione di inabilità civile?

Ai fini dell’accertamento del requisito reddituale si considerano i redditi personali soggetti ad IRPEF. 

In sede di prima liquidazione si considerano i redditi dell’anno in corso dichiarati dall’interessato in via presuntiva.

Per gli anni successivi si considerano, per le pensioni, i redditi percepiti nell’anno solare di riferimento, se derivanti da pensione, mentre per le altre tipologie di redditi gli importi percepiti nell’anno precedente.

Invalidità civile e bonus da 133 euro
Invalidità civile e bonus da 133 euro: in foto tre banconote da 50 euro.

Faq sulla pensione di inabilità civile nel 2024

La pensione di inabilità civile spetta anche se l’invalido è ricoverato?

Sì, a differenza dell’indennità di accompagnamento, la pensione di inabilità civile spetta anche se l’invalido è ricoverato in un istituto pubblico che provvede al suo sostentamento.

La pensione di inabilità civile è compatibile con l’attività lavorativa?

Sì, chi percepisce la pensione di inabilità civile può tranquillamente lavorare. La prestazione, infatti, non va confusa con la pensione di inabilità lavorativa, che vieta lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa.

Con quali prestazioni è compatibile la pensione di inabilità civile?

La pensione di inabilità è compatibile con le prestazioni erogate a titolo di invalidità per causa di guerra, di lavoro o di servizio, purché sia stata riconosciuta per una patologia o menomazione diversa.

È compatibile con pensioni dirette di invalidità erogate dall’Assicurazione Generale Obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti, dalle gestioni pensionistiche per i lavoratori autonomi e da ogni altra pensione obbligatoria per i lavoratori dipendenti.

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