Invalidità civile all’80 per cento benefici 2024

Parliamo di invalidità all’80 per cento e benefici nel 2024: quali sono, a chi spettano e come richiederli.
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01/02/2024

Cosa è previsto in caso di invalidità all’80 per cento e benefici? (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Invalidità civile all’80 per cento e benefici 2024

Invalidità civile all’80 per cento e benefici: ti mostriamo subito l’elenco di tutte le agevolazioni a cui puoi aver diritto con questa percentuale di invalidità. Le approfondiremo poi nei prossimi paragrafi.

Quindi, se la Commissione medica dell’ASL ha accertato una percentuale di invalidità pari all’80 per cento hai diritto a:

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Invalidità civile all’80 per cento e benefici: le prestazioni economiche

Assegno mensile di assistenza

Iniziamo questo approfondimento sull’invalidità civile all’80 per cento e benefici 2024, parlando delle prestazioni economiche spettanti, che sono quelle più importanti.

Un’invalidità all’80 per cento è classificata come “invalidità parziale”. L’ASL riconosce l’invalidità parziale a partire da una percentuale del 75 per cento e finoal99 per cento.

In questo caso, ti spetta l’Assegno mensile di assistenza, il cui importo per il 2024 è di 333,33 euro.

Il requisito sanitario, però, da solo non basta, perché per ottenere la prestazione non devi superare un determinato limite di reddito, che per il 2024 è di 5.725,46 euro annui.

Se svolgi attività lavorativa o hai lavorato e versato contributi e hai un reddito superiore a 5.725,46 euro, in alternativa potresti aver diritto all’Assegno ordinario di invalidità: vediamo con quali requisiti.

Invalidità civile e requisiti 2024: a chi spetta l’invalidità civile, quali sono le prestazioni e le agevolazioni associate in base al grado di invalidità e come fare domanda.

Assegno ordinario di invalidità

Abbiamo visto che la prestazione economica INPS erogata a favore delle persone invalide parziali è l’Assegno mensile di invalidità, ma per ottenerlo bisogna non superare il limite reddituale, oltre ad avere un’età anagrafica compresa tra i 18 e i 67 anni.

In alternativa all’Assegno mensile, potresti richiedere l’Assegno ordinario di invalidità (AOI), ma solo se possiedi i requisiti contributivi.

In presenza di attività lavorativa (puoi continuare a lavorare anche se percepisci AOI), il suo importo mensile viene ridotto in base al reddito percepito.

Per richiedere l’Assegno Ordinario devi essere in possesso di almeno 5 anni di contributi versati, di cui almeno 3 negli ultimi 5 anni di vita.

L’AOI ha una durata triennale, al termine della quale va rinnovato, sempre che continuino a sussistere le condizioni sanitarie (capacità lavorativa ridotta di almeno 2/3).

Dopo tre rinnovi consecutivi, l’AOI diventa definitivo e non va più rinnovato, anche se l’INPS può sempre programmare una visita di revisione per accertare che permangano le condizioni sanitarie che ne danno diritto.

Importo 2024 dell’Assegno ordinario

L’importo dell’Assegno ordinario non è uguale per tutti, ma viene calcolato in base, appunto, ai contributi versati (così come per ogni prestazione previdenziale), e viene ridotto se il tuo reddito supera quattro volte il trattamento minimo.

A differenza della pensione di invalidità civile, quindi, l’Assegno ordinario di invalidità è compatibile con l’attività lavorativa.

Nel 2024, l’aggiornamento annuale delle pensioni avviene al tasso provvisorio del 5,4%. Il conguaglio tra l’indice provvisorio 2023 e quello definitivo è stato anticipato a dicembre 2023. La rivalutazione varia a seconda delle fasce di appartenenza dell’assegno.

La Manovra 2024 stabilisce percentuali diverse di indicizzazione:

  • 100% per assegni entro 4 volte il trattamento minimo (+5,4%)
  • 85% per quelli tra 4 e 5 volte il trattamento minimo (+4,59%)
  • 53% per quelli tra 5 e 6 volte il trattamento minimo (+2,862%)
  • 47% per quelli tra 6 e 8 volte il trattamento minimo (+2,538%)
  • 37% per quelli tra 8 e 10 volte il trattamento minimo (+1,998%)
  • 22% per quelli oltre 10 volte il trattamento minimo (+1,188%)

La rivalutazione si applica sull’intero importo della pensione, senza fasce progressive, con la garanzia del mantenimento del miglior importo precedente.

Assegni inferiori a 598,61 euro al mese avranno una rivalutazione straordinaria del 2,7%, portando la rendita a 614,77 euro al mese.

Assegno ordinario 2024: quali sono le riduzioni e le trattenute previste sull’importo della prestazione, nell’anno in corso? Scopriamolo in questo articolo.

Invalidità civile all’80 per cento e benefici: agevolazioni sanitarie, contrassegno invalidi, case popolari

Con una percentuale di invalidità all’80 per cento hai diritto all’esenzione totale del ticket sanitario per tutte le prestazioni mediche che riguardano la tua patologia invalidante.

Se soffri di problemi di deambulazione o sei non vedente, ti spetta il contrassegno invalidi, che ti permette di parcheggiare negli stalli a te dedicati.

Hai diritto anche alla fornitura gratuita di protesi, ausili e presidi medici. Inoltre, con questa percentuale di invalidità hai anche diritto ad agevolazioni per le graduatorie per l’assegnazione delle case popolari disabili.

Ausili e protesi del SSN dal 2024: cosa cambierà a partire dal 1° aprile 2024? Ecco tutte le modifiche e le introduzioni nell’elenco di ausili e protesi.

Invalidità civile all’80 per cento e benefici: le agevolazioni lavorative

Categorie protette e collocamento mirato

Con un’invalidità all’80 per cento puoi essere inserito nelle quote di riserva dell’azienda per cui lavori.

Si tratta di posti disponibili che vengono riservati per legge ai lavoratori con invalidità pari o superiore al 46%.

Fanno parte delle categorie:

  • i lavoratori affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali;

Per usufruire dell’agevolazione dovrai presentare, presso il Centro per l’impiego territoriale, il verbale di invalidità e la relazione rilasciata dalla commissione dell’Asl.

I datori di lavoro o le aziende con più di più di 15 dipendenti impiegati hanno l’obbligo di assumere:

  • almeno un lavoratore con disabilità (con 15-35 dipendenti occupati); 
  • almeno 2 lavoratori con disabilità (con 36-50 dipendenti occupati);
  • almeno il 7% di lavoratori disabili se i lavoratori impiegati in azienda sono più di 50.

Scopri quali sono le tutele nei contratti per lavoratori disabili.

Congedo per cure

Con un’invalidità all’80 per cento puoi anche usufruire di un congedo lavorativo per le cure, fino a 30 giorni l’anno, retribuito come le assenze per le malattie.

I costi del congedo sono a carico del datore di lavoro, per cui devi verificare se il tuo contratto collettivo di riferimento permettono la possibilità di poterne usufruire.

Come funziona il congedo per cure agli invalidi civili: vediamo come funziona, diritti e doveri dei lavoratori.

Scelta della sede di lavoro e rifiuto del trasferimento

L’invalidità all’80 per cento ti dà anche la possibilità di scegliere la sede di lavoro tra quelle disponibili, in modo da agevolarti per raggiungerla con facilità.

Inoltre, puoi rifiutare il trasferimento di sede, a meno che questo non arrechi danni all’azienda.

Tuttavia, per poter beneficiare di queste agevolazioni dovrai aver riconosciuto l’handicap ai sensi della Legge 104.

Legge 104 nel 2024: tutto quello che devi sapere su permessi e benefici. A chi spettano, come richiederli e come usarli.

invalidità civile all'80 per cento e benefici
Invalidità civile all’80 per cento e benefici. Nella foto: – 80 per cento.

Invalidità civile all’80 per cento e benefici: il prepensionamento

Pensione anticipata

A partire dall’80 per cento di invalidità, se sei un lavoratore invalido hai diritto a chiedere la pensione anticipata, però devi essere in possesso di almeno 20 anni di contributi. Se sei donna, devi avere almeno 56 anni di età, mentre se sei uomo, l’età minima è fissata a 61 anni.

Se sei un lavoratore non vedente, però, puoi accedere alla pensione anticipata a 56 anni se sei un uomo e a 51 anni se sei una donna.

La pensione anticipata per invalidità civile è riconosciuta solo ai dipendenti del settore privato iscritti all’AGO (Assicurazione Generale Obbligatoria dell’INPS).

Proviamo a capire come funzionano i contributi per pensione anticipata con 80 per ceno di invalidità, chi ne ha diritto e come richiedere la prestazione economica.

Ape sociale

Questa misura, nata nel 2017, è stata estesa fino al 31 dicembre 2024. Tuttavia, ci sono alcuni cambiamenti da tenere a mente.

Prima di tutto, il requisito d’età è stato aggiornato. Ora, per accedere, dovrai aver compiuto 63 anni e 5 mesi entro l’anno in corso. I contributi richiesti rimangono stabili: 30 anni di contributi e 36 per chi ha svolto lavori pesanti.

Oltre all’età, ci sono diverse condizioni da soddisfare per ottenere l’Ape sociale:

  • devi essere disoccupato e aver esaurito la Naspi;

Ape sociale è un prestito che si ottiene in dodici rate mensili, pari all’importo della pensione di vecchiaia al momento della richiesta.

L’importo mensile massimo è di 1.500,00 euro lordi, senza rivalutazioni o integrazioni al trattamento minimo.

L’indennità può essere cumulata con redditi da lavoro dipendente o parasubordinato, fino a 8.000 euro lordi annui, sia in Italia che all’estero.

È anche compatibile con i redditi derivanti da lavoro autonomo, entro i 5.500,00 euro lordi annui.

Ape sociale contributi figurativi: quali sono quelli riconosciuti dall’INPS, che permettono di accrescere l’anzianità contributiva?

Opzione donna

Con la conferma della Legge di bilancio 2024Opzione Donna consente alle donne lavoratrici di andare in pensione anticipata con il sistema contributivo, ottenendo una riduzione dell’importo pensione.

Tuttavia, nonostante la proroga, l’accesso si riduce ulteriormente, richiedendo ora un anno in più di contributi, mantenendo il requisito di 35 anni.

La novità principale nel 2024 riguarda l’innalzamento dell’età anagrafica richiestaportandola a 61 anni.

È confermata invece la riduzione da uno a due anni per le donne con figli, risultando in:

  • 61 anni per donne senza figli;
  • 60 anni per donne con un figlio;
  • 59 anni per donne con più figli.

Fino al 2023 l’età richiesta era di norma 60 anni, ridotta a 59 con un figlio e 58 con due o più.

Le regole contributive cambiano solo per le lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese in crisi, che possono accedere con 59 anni e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2023, indipendentemente dal numero di figli.

La versione ristretta di Opzione Donna persiste anche nel 2024, consentendo l’accesso solo a specifiche condizioni, come assistenza a parenti con handicap o riduzione della capacità lavorativa accertata pari o superiore al 74%.

La finestra mobile per il primo pagamento pensionistico rimane invariata nel 2024:

  • 12 mesi per le lavoratrici dipendenti;
  • 18 mesi per le lavoratrici autonome.

Per coloro che hanno maturato i requisiti prima del 2023 e 2022, è possibile accedere al pensionamento anticipato anche successivamente alla scadenza del regime, mantenendo i requisiti raggiunti con le vecchie regole entro il 31 dicembre 2021: 58 anni e 35 anni di contributi.

Scopri come funziona Opzione donna 2024 per caregiver e come sono cambiati i requisiti rispetto allo scorso anno.

E se viene riconosciuto l’handicap?

Se insieme alla domanda per invalidità civile hai presentato anche quella per la Legge 104 e ti è stata riconosciuta la condizione di handicap, hai diritto ad altre agevolazioni fiscali e lavorative.

Una condizione di handicap senza connotazione di gravità, articolo 1, comma 3 della Legge 104/1992, ti dà diritto ad agevolazioni fiscali, come ad esempio agevolazioni sull’acquisto dell’automobile o per i sussidi tecnici e informatici.

Con una condizione di handicap grave articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992, ottieni delle importanti agevolazioni lavorative: i permessi 104 e il congedo biennale retribuito (ottenibile dal familiare che ti presta assistenza).

News sulla Legge 104: arrivano due decreti che modificano, in maniera sperimentale per il 2025, le procedure di valutazione e di sostegno per progetti di vita individuali e condivisi. Ecco di cosa si tratta.

FAQ sull’invalidità all’80 per cento e benefici

Cosa posso fare se non mi viene riconosciuta l’invalidità all’80 per cento?

Se non ti viene riconosciuta l’invalidità all’80 per cento, è importante non demordere e prendere le opportune misure per far valere i tuoi diritti. Ecco alcune azioni che puoi intraprendere:

Se ritieni che la tua condizione sia stata valutata in modo errato, puoi presentare una richiesta di rivalutazione presso l’ente competente. Assicurati di fornire documentazione medica dettagliata e, se necessario, consulta un medico specialista per ottenere un parere aggiuntivo.

Se la rivalutazione non produce i risultati sperati, puoi considerare di presentare un ricorso per invalidità. In questo caso, è consigliabile farsi assistere da un avvocato esperto in materia di invalidità, che potrà guidarti nel processo legale.

Non affrontare questa situazione da solo. Cerca sostegno presso associazioni o organizzazioni che si occupano di difendere i diritti delle persone con disabilità. Queste organizzazioni possono offrirti consulenza legale, informazioni utili e sostegno emotivo.

Ricorda che ogni caso è unico e le azioni da intraprendere potrebbero variare in base alle circostanze personali. È sempre consigliabile consultare un professionista esperto in materia per ottenere consigli specifici.

Posso lavorare con un’invalidità all’80 per cento?

Assolutamente sì, è possibile lavorare anche con un’invalidità all’80 per cento. L’invalidità non dovrebbe essere un ostacolo alla tua partecipazione al mondo del lavoro, tant’è che anche le persone invalide civili totali e con accompagnamento possono lavorare.

Ho diritto all’esenzione dal bollo auto con invalidità all’80 per cento?

Sì, hai diritto all’esenzione dal pagamento del bollo auto se sei riconosciuto con un’invalidità all’80 per cento. L’esenzione dal bollo auto è un beneficio previsto per le persone con disabilità che presentano determinati requisiti. Per ottenere questa agevolazione, è necessario presentare la documentazione adeguata presso gli uffici competenti (ACI o Agenzia delle Entrate). Assicurati di informarti presso il tuo ufficio provinciale o regionale competente per conoscere le procedure specifiche e i documenti richiesti per richiedere l’esenzione dal bollo auto.

Ho diritto all’incremento al milione con l’invalidità parziale all’80 per cento?

No, l’invalidità parziale all’80 per cento non dà diritto all’incremento al milione. L’incremento al milione è un beneficio previsto per coloro che presentano un’invalidità grave e che richiedono assistenza continua e significativa nella vita quotidiana. L’invalidità parziale all’80 per cento indica che hai delle limitazioni, ma non raggiungi i requisiti necessari per ottenere l’incremento al milione.

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