Ti spiego in questo articolo cosa fare se l’INPS ritarda le pratiche per il congedo 104. Quali sono le procedure che si possono attivare per sollecitare l’istituto. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

Guida sul Congedo straordinario 104 e tutte le eccezioni
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Indice
Cos’è il congedo 104 e a chi spetta?
Quando parliamo di “congedo 104”, in realtà stiamo indicando il congedo straordinario retribuito previsto dall’articolo 42 del Testo unico su maternità e paternità (D.Lgs. 151/2001).
È un’assenza dal lavoro, fino a un massimo complessivo di due anni nell’arco della vita lavorativa, riconosciuta a chi assiste un familiare con “handicap in situazione di gravità” accertato ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della Legge 104/1992.
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Negli anni la platea degli aventi diritto è stata ampliata: oggi il congedo può spettare, secondo l’ordine di priorità fissato dalla norma e dalla giurisprudenza costituzionale, al coniuge o alla parte dell’unione civile, al convivente di fatto, quindi ai genitori, ai figli conviventi, ai fratelli o sorelle conviventi e, in mancanza o impedimento documentato di questi, anche ai parenti o affini entro il terzo grado conviventi. L’estensione ai parenti/affini di terzo grado deriva dalla sentenza n. 203/2013 della Corte costituzionale; il recepimento della direttiva europea 2019/1158, con il D.Lgs. 105/2022, ha poi aggiornato le definizioni e l’ordine di priorità, includendo espressamente il “convivente di fatto”.
Resta centrale il requisito della convivenza con la persona da assistere, sulla cui prova e decorrenza l’INPS ha dato istruzioni operative, e naturalmente occorre che il verbale 104 riporti il riferimento al comma 3 dell’articolo 3 (la “gravità”).
Il quadro, a fine 2024-2025, è stato ulteriormente armonizzato dalle istruzioni INPS che richiamano il nuovo lessico e le modalità di accertamento della condizione di disabilità.
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Come funziona il congedo 104?
La durata massima non supera due anni per ciascuna persona con disabilità grave e, complessivamente, per ciascun lavoratore.
Il periodo può essere fruito anche in modo frazionato a giornate, ma non a ore. Durante il congedo si ha diritto a un’indennità pari alla retribuzione dell’ultimo mese di lavoro, limitata alle voci fisse e continuative; l’INPS ha chiarito che nel calcolo rientrano i ratei delle mensilità aggiuntive, mentre restano esclusi gli elementi variabili.
A copertura dell’assenza, l’INPS accredita contribuzione figurativa. Nel settore privato l’indennità è, di regola, anticipata in busta paga dal datore di lavoro e poi conguagliata; in alcune tipologie di rapporto (per esempio lavoratori agricoli a tempo determinato o alcuni lavoratori dello spettacolo) l’INPS paga direttamente. Ogni anno l’Istituto aggiorna i valori utili per i conguagli e i tetti amministrativi.
La domanda si presenta online dal servizio “Indennità per congedi straordinari” nell’area MyINPS, prima dell’inizio della fruizione; l’istruttoria verifica il verbale 104, l’ordine di priorità, la convivenza e l’assenza di altre fruizioni in corso per la stessa persona assistita.
Per i dipendenti pubblici la gestione pratica passa, in prima battuta, dall’amministrazione di appartenenza, che applica l’articolo 42 del D.Lgs. 151/2001 secondo le stesse condizioni sostanziali.
Cosa fare se l’INPS ritarda le pratiche per il congedo 104?
Può capitare che l’autorizzazione o la liquidazione dell’indennità impieghino più del previsto.
Il primo passo è sempre verificare lo stato della pratica dentro MyINPS: c’è un servizio dedicato (“Stato di una pratica o di una domanda”) aggiornato nel 2025, che mostra il progresso dell’istruttoria per numero di protocollo.
In parallelo, è utile aprire un ticket tramite “INPS Risponde” dall’area personale o contattare il Contact Center (803 164 da rete fissa, 06 164164 da mobile); entrambi i canali risultano formalmente previsti dall’Istituto.
La “Carta dei servizi” dell’INPS ricorda che, salvo termini diversi fissati dal proprio regolamento interno, il termine ordinario di conclusione dei procedimenti è di 30 giorni ai sensi della Legge 241/1990; con la circolare n. 55/2021 l’INPS ha pubblicato il proprio Regolamento sui termini e, in caso di sforamento, si applicano gli strumenti della 241/1990, compreso il potere sostitutivo (si può chiedere che il dirigente “sostitutivo” concluda il procedimento) e, nei casi estremi, l’azione giudiziaria per il “danno da ritardo” ex art. 2-bis.
In termini pratici, se l’azienda non anticipa l’indennità o l’INPS tarda a liquidare nei casi di pagamento diretto, il lavoratore può attivare l’istanza di “pagamento diretto” quando ricorrono le condizioni richiamate dai messaggi INPS (es. rifiuto espresso del datore, procedure concorsuali, impossibilità oggettiva), presentando una dichiarazione sostitutiva: si tratta di una strada esplicitata nel 2024 e utile proprio per sbloccare stalli operativi.
Se, nonostante solleciti e attivazione del potere sostitutivo, la pratica resta ferma oltre i termini, resta percorribile il ricorso in sede giudiziaria ordinaria per l’accertamento del diritto e la condanna a provvedere.
Per i dipendenti pubblici, oltre ai canali INPS, conviene interloquire con l’ufficio del personale che gestisce la fruizione del congedo e i flussi verso l’Istituto.

