Inidoneità alla mansione specifica: conseguenze

Scopri quando può subentrare il licenziamento per inidoneità alla mansione specifica e quali sono le norme che regolano il reinserimento lavorativo.
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20/05/2024

In questo approfondimento vi parleremo di inidoneità alla mansione specifica (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Cosa si intende per inidoneità alla mansione specifica

Le mansioni si riferiscono alle attività o compiti assegnati al lavoratore al momento dell’assunzione o successivamente, che richiedono capacità fisiche e professionali.

Se a un lavoratore viene certificata l’inidoneità alla mansione specifica, ovvero diventa incapace di svolgere queste mansioni a causa di un’infermità o a un infortunio, questo è diverso dalla malattia temporanea, poiché l’infermità può essere permanente o di durata indeterminata.

Un dipendente diventa incapace di svolgere le mansioni assegnate, può rischiare il licenziamento, sotto certe condizioni.

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Questo argomento ha generato un dibattito lungo che ha coinvolto sia la dottrina che la giurisprudenza. In passato, prima degli anni ’90, un lavoratore incapace di svolgere le sue mansioni non aveva diritti nei confronti del datore di lavoro.

In quel contesto, il datore di lavoro poteva terminare il rapporto senza dover dimostrare l’assenza di altre opportunità lavorative più adatte al dipendente.

Tuttavia, con la sentenza n. 3174/1995 della Corte di Cassazione, è stato riconosciuto che il licenziamento per inidoneità al lavoro richiede un’opportunità di reimpiego del dipendente in un diverso settore aziendale.

Questo obbligo di reimpiego è stato ulteriormente stabilito dalla Legge n. 68/1999, che impone ai datori di lavoro di conservare il posto di lavoro per i dipendenti che acquisiscono disabilità a causa di infortunio sul lavoro o malattia professionale.

Inoltre, in questi casi, l’infortunio o la malattia non costituiscono una giustificazione per il licenziamento se il dipendente può essere assegnato a mansioni equivalenti o inferiori.

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Come si accerta l’inidoneità alla mansione specifica

Se un dipendente diventa incapace di svolgere il proprio lavoro, questa situazione può essere confermata da un medico, su richiesta del dipendente stesso o del datore di lavoro, come previsto dalle leggi sulla sicurezza (D.lgs. n. 81/2008) o dalla Commissione medica dell’ASL (come stabilito dalla Legge n. 300/1970).

Secondo il D.lgs. n. 81/2008, il datore di lavoro è tenuto a far valutare dall’apposito medico se il dipendente è adatto per lo specifico lavoro, durante la sorveglianza sanitaria.

Questo giudizio di idoneità può essere dato all’inizio del rapporto di lavoro o successivamente, secondo periodi specifici o in situazioni particolari, come quando richiesto dal dipendente e considerato correlato ai rischi del lavoro dal medico competente.

Dopo la visita medica, il medico esprimerà un giudizio sulla capacità del dipendente per il lavoro specifico che potrebbe essere:

  • Adatto;
  • Parzialmente adatto, temporaneamente o permanentemente, con raccomandazioni o limitazioni;
  • Temporaneamente inadatto (con specifiche limitazioni temporali);
  • Permanentemente inadatto.

Se il dipendente non è d’accordo con il giudizio del medico, può presentare ricorso entro 30 giorni all’autorità di vigilanza competente, che potrà confermare, modificare o revocare la decisione dopo ulteriori indagini.

Il giudizio di inadeguatezza della Commissione medica non è vincolante per il giudice, che può arrivare a conclusioni diverse attraverso il proprio consulente tecnico.

Possibili conseguenze dell’accertamento dell’inidoneità alla mansione specifica

Se un dipendente è giudicato temporaneamente inadatto al lavoro a causa di una malattia temporanea, non può essere licenziato.

In tali casi, il datore di lavoro deve temporaneamente sospendere il dipendente dalle sue mansioni, in conformità all’articolo 2087 del codice civile, adottando le misure necessarie per proteggere la salute dei dipendenti.

Se il datore di lavoro decidesse comunque di far svolgere al dipendente le stesse mansioni, potrebbe essere ritenuto responsabile per eventuali danni alla salute del dipendente.

Oltre ai casi di inadeguatezza temporanea, ci possono essere situazioni in cui il rapporto di lavoro continua, ma il datore di lavoro decide di sospenderlo per un certo periodo, ad esempio in attesa della decisione della Commissione medica.

C’è un dibattito se il datore di lavoro sia tenuto a pagare lo stipendio durante questa sospensione. La maggioranza ritiene che non sia obbligatorio, specialmente se il dipendente non può lavorare a causa di indicazioni mediche (Sentenza del Tribunale di Verona n. 6750/2015; Cassazione n. 7619/1995).

Tuttavia, ci sono alcune sentenze che sostengono che l’azienda debba pagare lo stipendio durante la sospensione, fino a quando la Commissione dell’ASL non si sia pronunciata sull’impugnazione della decisione medica (Sentenza del Tribunale di Benevento n. 2028/2008; Sentenza del Tribunale di Torino del 5 febbraio 1993).

Come funziona la visita di idoneità al lavoro? Ecco una pratica guida per saperne di più, anche sui rischi che corre l’azienda inadempiente.

Inidoneità alla mansione specifica
Inidoneità alla mansione specifica. Nella foto: datore di lavoro consegna una lettera di licenziamento a un dipendente.

Possibili azioni intraprese dal datore di lavoro in seguito all’accertamento dell’inidoneità alla specifica mansione del lavoratore

È  importante conoscere le possibili conseguenze e le azioni che il datore di lavoro può intraprendere in seguito alla valutazione di inidoneità per una specifica mansione da parte del medico.

In parte, la legge contenuta nell’articolo 42 del Decreto Legislativo n. 81/2008 affronta questa questione, stabilendo che “il datore di lavoro deve adottare le misure indicate dal medico competente e, se ciò comporta un’inesorabile inidoneità alla mansione specifica, deve assegnare al lavoratore mansioni equivalenti o, in mancanza di esse, mansioni inferiori garantendo lo stesso trattamento salariale“.

Il datore di lavoro deve innanzitutto verificare se esistono altre mansioni disponibili per il dipendente e in secondo luogo accertare se queste mansioni siano compatibili con la sua disabilità.

Se non ci sono mansioni disponibili a cui assegnare il dipendente, il datore di lavoro può procedere al licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

Esistono due orientamenti principali riguardo alle azioni che il datore di lavoro può intraprendere in seguito a una valutazione di inidoneità e agli obblighi che gli incombono.

Un orientamento sostiene che il datore di lavoro ha l’obbligo, in virtù dei principi di buona fede e correttezza, di adottare le soluzioni organizzative più appropriate per garantire i diritti del lavoratore, con due limiti:

  • il giudice non può sindacare i criteri di gestione dell’impresa, espressione della discrezionalità del datore di lavoro;
  • e un lavoratore giudicato idoneo non può rifiutarsi di svolgere le mansioni assegnate.

Un secondo orientamento, supportato dalla giurisprudenza e dalla normativa comunitaria, considera che un lavoratore giudicato inidoneo possa trovarsi in una situazione di “disabilità”, che ostacola significativamente la sua partecipazione alla vita professionale in condizioni di uguaglianza con gli altri lavoratori.

In tali casi, il datore di lavoro non dovrebbe solo verificare la presenza di posizioni compatibili con lo stato di salute del dipendente, ma dovrebbe anche attuareaccomodamenti ragionevoli“, ossia modifiche e adattamenti idonei a tutelare il lavoratore.

Questi accomodamenti possono includere lo spostamento del lavoratore in locali diversi, l’adeguamento degli ambienti, e modifiche degli orari di lavoro, purché non sproporzionati dal punto di vista finanziario.

Quando si parla di persone con disabilità al lavoro ricorrono spesso due termini: mansioni equivalenti e compatibili. Si tratta di due concetti diversi, entrambi previsti nel diritto del lavoro e che sono importanti per la tutela del dipendente (ancora di più se ha un tipo di fragilità). Per questo è importante avere sull’argomento la conoscenza sufficiente a far rispettare diritti a volte negati.

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Quando il licenziamento per inidoneità alla mansione specifica può essere legittimo

In molte situazioni, si verifica un potenziale conflitto tra il diritto alla salute e al lavoro, sancito nei nostri articoli costituzionali 32 e 4, e il diritto alla libertà d’impresa, come stabilito nell’articolo 41 della Costituzione.

Considerare giustificato il licenziamento di un dipendente a causa di una inidoneità permanente alle mansioni sarebbe un’opzione rischiosa e estrema.

Allo stesso tempo, non si può costringere il datore di lavoro a mantenere un rapporto di lavoro quando il dipendente diventa totalmente o parzialmente inidoneo a svolgere le mansioni assegnate.

In sostanza, è necessario equilibrare sia gli interessi del lavoratore che quelli del datore di lavoro, considerando molteplici fattori che possono influenzare significativamente l’esito del giudizio, come la valutazione della idoneità alla mansione da parte del medico competente e il possibile riesame da parte dell’organo di vigilanza.

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La sentenza della Corte di Cassazione sul licenziamento del lavoratore divenuto inidoneo alla mansione specifica

In una sentenza della Corte di Cassazione (n. 4757/2015), è stato stabilito che il licenziamento basato solo sulla valutazione del medico competente, senza attendere il riesame da parte della Commissione sanitaria competente, è illegittimo.

La Corte ha sottolineato l’importanza di questa doppia verifica prima di procedere con il licenziamento per giustificato motivo oggettivo.

I presupposti che possono giustificare il licenziamento per giustificato motivo oggettivo del dipendente a causa di inidoneità alle mansioni includono:

  • un’incapacità di prevedere la durata di una malattia;
  • un mancato interesse dell’azienda alle prestazioni lavorative del dipendente;
  • l’impossibilità di assegnare al lavoratore altre mansioni compatibili con il suo stato di salute.

FAQ sul licenziamento per idoneità alla mansione specifica

Quali sono le implicazioni finanziarie per il dipendente licenziato per inidoneità alla mansione specifica?

Il dipendente potrebbe essere idoneo a ricevere indennità di disoccupazione o altri benefici. Inoltre, potrebbe avere diritto a un’indennità di licenziamento o a compensazioni per l’inidoneità alla mansione specifica, a seconda delle normative e del contratto di lavoro.

Come può il dipendente impugnare un licenziamento per inidoneità alla mansione specifica?

Il dipendente potrebbe avere il diritto di contestare il licenziamento attraverso le procedure di reclamo interne dell’azienda o tramite vie legali come il ricorso ai tribunali del lavoro.

Quali misure possono essere adottate per prevenire situazioni di inidoneità alla mansione specifica?

Il datore di lavoro può adottare politiche e procedure di sicurezza sul lavoro, fornire formazione e supporto per la salute e il benessere dei dipendenti, e cercare di adattare il lavoro alle capacità dei dipendenti quando possibile.

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