Indennità e diritti per chi è in malattia

Indennità e diritti per chi è in malattia. Vediamo in questa piccola guida come la legge tutela nella conservazione del posto il dipendente che si assenta per un determinato periodo di tempo. Quali sono le indennità economiche e il ruolo dell’INPS.

Indennità e diritti per chi è in malattia. Vediamo come la legge tutela i lavoratori che sono costretti ad assentarsi a causa di una patologia o un infortunio. La conservazione del posto, i controlli fiscali, il periodo di comporto. Quali sono le indennità economiche, gli obblighi del dipendente e del datore di lavoro e il ruolo dell’INPS. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

Indennità e diritti per chi è in malattia: cosa deve fare il lavoratore

La tutela dei lavoratori in malattia è garantita da normative che stabiliscono sia diritti che doveri. Quando un lavoratore si ammala e non può recarsi al lavoro, deve innanzitutto informare il proprio datore di lavoro dell’assenza. Questa comunicazione deve avvenire in tempi rapidi, come indicato nei vari contratti collettivi, che possono precisare ulteriormente le tempistiche.

La seconda tappa obbligatoria per il lavoratore malato è quella di sottoporsi a una visita medica. Di solito avviene già dal primo giorno di malattia. La visita ha lo scopo di fornire una certificazione ufficiale della condizione di salute, che sarà poi inviata all’INPS e, di conseguenza, al datore di lavoro. Per assenze superiori ai dieci giorni, solo un medico affiliato al Servizio Sanitario Nazionale ha l’autorità di emettere questo certificato. Una volta che il medico ha inviato elettronicamente il certificato all’INPS, viene inoltrato al datore di lavoro. In alcuni casi, e se richiesto, il lavoratore potrebbe dover fornire al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato di malattia.

In sintesi, i passaggi che un lavoratore deve seguire in caso di malattia sono:

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  1. Comunicare tempestivamente al datore di lavoro l’assenza dovuta a malattia.
  2. Sottoporsi a visita medica per ottenere la certificazione di malattia.
  3. Assicurarsi che il medico trasmetta il certificato all’INPS.
  4. Fornire al datore di lavoro il numero di protocollo del certificato di malattia, se richiesto.

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La reperibilità alla visita fiscale

Per garantire l’efficacia dei controlli sullo stato di salute dei lavoratori assenti per malattia, è fondamentale che siano reperibili durante l’intero periodo di assenza. Significa che devono essere presenti all’indirizzo che hanno indicato come loro domicilio abituale o occasionale, inclusi i giorni festivi e le domeniche, rispettando gli orari di reperibilità stabiliti dalla normativa vigente.

Quando c’è l’esonero della reperibilità per chi ha la legge 104.

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Le verifiche sullo stato di salute possono essere richieste dal datore di lavoro o direttamente dall’INPS, ma possono essere effettuate esclusivamente da enti sanitari pubblici, in particolare dall’ASL o dall’INPS.

In caso di mancata reperibilità senza giustificazione valida durante una visita fiscale, le conseguenze per il lavoratore possono essere significative:

  1. Alla prima assenza ingiustificata, si perde il diritto al trattamento economico per i primi dieci giorni di malattia.
  2. Una seconda assenza ingiustificata comporta una riduzione del 50% dell’indennità economica per il periodo di malattia successivo ai primi 10 giorni e fino alla conclusione dell’assenza.
  3. L’assenza ingiustificata a una terza visita di controllo porta all’interruzione del pagamento dell’indennità di malattia da parte dell’INPS.

La legge, tuttavia, prevede delle eccezioni. Non vengono applicate sanzioni per i periodi di malattia confermati da visite di controllo precedenti o durante il ricovero ospedaliero.

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Cos’è la malattia per il diritto del lavoro

Il concetto di malattia nel diritto del lavoro è definito così: uno stato patologico che rende il lavoratore incapace di svolgere le proprie mansioni. Questa definizione tiene conto delle specifiche attività lavorative eseguite dal dipendente, evidenziando che l’incapacità al lavoro si verifica quando il lavoratore non è in grado di compiere i propri compiti senza significativo disagio o sofferenza fisica, o senza rischi di peggioramento della sua condizione.

Fasi della malattia e tutele legali

Il diritto del lavoro riconosce diverse fasi della malattia: dalla manifestazione iniziale fino alla cura, e ogni fase rientra nella tutela legale prevista dall’art. 2110 del codice civile. Questa norma copre anche situazioni in cui l’assenza dal lavoro è necessaria per sottoporsi a trattamenti preventivi o diagnostici.

La legge tutela anche i lavoratori la cui malattia deriva da comportamenti colposi, come l’uso prolungato di sostanze stupefacenti o tentativi di suicidio, riconoscendo la malattia come causa di temporanea impossibilità lavorativa che non determina la risoluzione del contratto di lavoro, ma piuttosto una sua sospensione.

Inoltre, la normativa distingue chiaramente tra malattia e infermità permanente: nel secondo caso, si può verificare la risoluzione del contratto di lavoro, a prescindere dall’intenzione del lavoratore di mantenere il vincolo contrattuale.

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Malattia e infortunio: una distinzione rilevante

L’art. 2110 c.c. applica una distinzione tra malattia e infortunio, basandosi sulla causa dell’incapacità al lavoro. L’infortunio, sia esso sul lavoro o comune, si differenzia dalla malattia per la sua natura “violenta”, ma entrambi condividono l’effetto sull’incapacità lavorativa del dipendente.

A cosa ha diritto il lavoratore durante la malattia

Durante il periodo di malattia, il lavoratore ha diritto a una serie di benefici, che contribuiscono a garantire la sua stabilità economica e lavorativa. Questi diritti sono fondamentali per assicurare che il lavoratore possa concentrarsi sulla propria guarigione senza preoccupazioni aggiuntive legate alla perdita del reddito o del posto di lavoro.

Diritti e prestazioni

Il periodo di assenza dal lavoro a causa di malattia è considerato giustificato ai fini del mantenimento dell’anzianità di servizio, come previsto dall’art. 2110, ultimo comma del codice civile. Tra le prestazioni a cui il lavoratore ha diritto durante la malattia, troviamo:

  • L’erogazione dell’assegno per il nucleo familiare.
  • L‘indennità di maternità, nel caso la malattia insorga durante il periodo di astensione obbligatoria per maternità.
  • L’indennità di malattia, sia durante il periodo di astensione facoltativa sia in caso di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per chi è in Cassa Integrazione Guadagni (Ordinaria o Straordinaria), nonché per i lavoratori in mobilità.
  • In caso di malattia che interviene durante il godimento delle ferie, queste ultime sono sospese, purché la malattia pregiudichi la funzione riposante e ricreativa delle ferie stesse.

Tutele aggiuntive

Inoltre, in specifiche situazioni come lo sciopero, il diritto alla retribuzione è garantito per i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia sospeso a causa di malattia. Anche la retribuzione utile ai fini del calcolo del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) tiene conto dell’equivalente della retribuzione che il lavoratore avrebbe percepito in caso di normale attività lavorativa.

Il divieto e la possibilità di svolgere altri lavori

Va sottolineato che, di principio, durante lo stato di malattia, il lavoratore non può svolgere altre attività lavorative. Tuttavia, la giurisprudenza riconosce la possibilità di derogare a tale principio, a condizione che l’altra attività non comprometta o ritardi la guarigione. Violazioni in questo senso possono giustificare il licenziamento per violazione dei doveri di diligenza, fedeltà e correttezza contrattuali.

Gli obblighi del datore di lavoro

Durante il periodo di malattia del lavoratore, il datore di lavoro è tenuto a rispettare una serie di obblighi. Sono fondamentali per garantire che i diritti del lavoratore siano pienamente tutelati.

Obblighi non patrimoniali

L’articolo 2087 del codice civile stabilisce un principio chiave: l’imprenditore deve adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori. Significa che, in caso di malattia del lavoratore, il datore di lavoro non può assegnare a questi ultimi compiti che potrebbero peggiorare il loro stato di salute. In altre parole, il lavoratore ha diritto di essere impiegato in mansioni che siano compatibili con il suo stato di salute, considerando anche l’organizzazione aziendale e la possibilità di sostituirlo temporaneamente per evitare un sovraccarico di lavoro.

Obblighi patrimoniali

Sul fronte patrimoniale, il datore di lavoro deve assicurare che il lavoratore in malattia riceva tutte le prestazioni economiche previste dalla legge, dai contratti collettivi o, in assenza di disposizioni specifiche, stabilite secondo equità. Queste prestazioni includono, tra l’altro, il mantenimento del salario o l’erogazione di un’indennità durante l’assenza per malattia, a seconda di quanto stabilito dalle normative applicabili.

Poteri di controllo

Il datore di lavoro ha anche il diritto di verificare lo stato di salute del lavoratore assente per malattia, ma questo controllo deve essere effettuato nel rispetto delle disposizioni di legge. Dal 1° dicembre 2011, la richiesta di una visita fiscale deve essere inoltrata esclusivamente in via telematica attraverso il sito dell’INPS. Inoltre, il lavoratore deve essere reperibile nelle fasce orarie di reperibilità e può essere soggetto a sanzioni in caso di assenza ingiustificata alle visite di controllo, salvo situazioni eccezionali giustificate da forza maggiore o necessità impellenti.

I poteri di controllo del datore di lavoro

Il datore di lavoro ha a disposizione una serie di strumenti per verificare la legittimità delle assenze per malattia dei propri dipendenti. Questi controlli sono regolamentati per assicurare che avvengano nel pieno rispetto dei diritti dei lavoratori.

Modalità di controllo

Il controllo dello stato di malattia del lavoratore può essere effettuato esclusivamente attraverso le strutture sanitarie pubbliche designate, come le ASL o direttamente dall’INPS, in base a quanto previsto dall’art. 5 della Legge 300/1970 (Statuto dei Lavoratori). Il datore di lavoro non può avvalersi di medici di fiducia per effettuare le verifiche, ma deve richiedere l’intervento degli organi competenti.

Obbligo di reperibilità del lavoratore

Per facilitare l’esecuzione dei controlli, il lavoratore in malattia ha l’obbligo di essere reperibile presso il proprio domicilio o altro indirizzo comunicato, seguendo le fasce orarie stabilite per la reperibilità. Il mancato rispetto di questo obbligo può comportare la perdita del diritto all’indennità economica per i giorni di assenza, oltre a ulteriori sanzioni in caso di ripetute violazioni.

Tuttavia, come abbiamo visto, queste sanzioni non si applicano ai periodi di malattia confermati da controlli precedenti o in caso di ricovero ospedaliero.

Giustificazione dell’assenza alla visita

Come già riportato nei paragrafi precedenti, l’assenza alla visita fiscale può essere giustificata in casi di forza maggiore o quando il lavoratore è impegnato in visite o trattamenti medici non differibili, a patto che possa fornire adeguata documentazione a supporto.

Indennità e diritti per chi è in malattia
Nell’immagine un lavoratore costretto a restare in casa per un infortunio.

FAQ (domande e risposte)

Quali diritti ha chi è in malattia secondo la legge?

Secondo la legge italiana, i lavoratori in malattia godono di diritti specifici intesi a proteggere sia la loro salute che la loro sicurezza economica durante il periodo di assenza dal lavoro. Questi diritti includono:

  • La conservazione del posto di lavoro per un periodo determinato, conosciuto come periodo di comporto.
  • Il diritto a indennità economiche, la cui entità e durata possono variare in base al tipo di contratto di lavoro e alle disposizioni contrattuali applicabili.
  • La copertura delle spese mediche e, in alcuni casi, il diritto a prestazioni supplementari come l’assegno per il nucleo familiare o l’indennità di maternità, se la malattia coincide con il periodo di astensione obbligatoria per maternità.

Come deve comunicare il dipendente la sua malattia al datore di lavoro?

Il lavoratore deve notificare al datore di lavoro la propria assenza per malattia tempestivamente. Questa comunicazione deve avvenire secondo le modalità e nei tempi stabiliti dai contratti collettivi nazionali. Inoltre, il lavoratore è tenuto a fornire una certificazione medica che attesti la sua condizione di salute, tramite il medico curante o un medico del Servizio Sanitario Nazionale, a seconda della durata dell’assenza. Questa certificazione deve essere inviata all’INPS, che a sua volta la inoltrerà al datore di lavoro.

Quali sono le conseguenze di assenze ingiustificate alle visite fiscali?

Le assenze ingiustificate a visite fiscali programmate possono portare a conseguenze economiche per il lavoratore, tra cui:

  • Perdita dell’indennità economica per i primi dieci giorni di malattia alla prima assenza ingiustificata.
  • Riduzione del 50% dell’indennità economica dal decimo giorno in poi alla seconda assenza.
  • Interruzione dell’indennità di malattia da parte dell’INPS alla terza assenza ingiustificata.

Cosa prevede la Riforma Fornero per i lavoratori ammalati licenziati?

La Riforma Fornero ha introdotto specifiche tutele per i lavoratori ammalati che vengono licenziati. In aziende con più di 15 dipendenti, se il licenziamento avviene in violazione dell’obbligo di conservazione del posto di lavoro durante il periodo di comporto, il giudice può ordinare la reintegrazione del lavoratore nel posto di lavoro e il pagamento di un’indennità risarcitoria fino a dodici mensilità. Per le aziende con meno di 15 dipendenti, il licenziamento prima della fine del periodo di comporto è considerato nullo.

Quali prestazioni spettano al lavoratore durante la malattia?

Durante il periodo di malattia, al lavoratore spettano diverse prestazioni, tra cui:

  • Indennità di malattia pagata dall’INPS o dal datore di lavoro, a seconda del caso.
  • Erogazione dell’assegno per il nucleo familiare.
  • Indennità di maternità, se applicabile.
  • Integrazione salariale per chi si trova in Cassa Integrazione.
  • In caso di malattia insorta durante le ferie, sospensione del decorso delle stesse.

È possibile lavorare mentre si è in malattia?

Di norma, lo stato di malattia implica l’impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. Tuttavia, la legge e la giurisprudenza riconoscono che, in casi eccezionali e a condizione che l’altra attività non comprometta il processo di guarigione, il lavoratore possa svolgere lavori compatibili con il suo stato di salute. Violare questo principio può comportare sanzioni disciplinari, inclusa la possibilità di licenziamento per giusta causa.

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