Indennità di accompagnamento in caso di ricovero gratuito

L’indennità di accompagnamento non viene sospesa anche in caso di ricovero gratuito, ma se si verificano determinate condizioni. Il chiarimento arriva dall’INPS che ha da poco diffuso una circolare sull’argomento. Vediamo cosa dice e quali sono le procedure da adottare.
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04/10/2023

L’indennità di accompagnamento rappresenta un sostegno economico essenziale per le persone non autosufficienti. Ma cosa succede quando c’è un ricovero gratuito? Viene sempre sospesa o no? L’INPS ha fornito chiarimenti importanti a riguardo. Vediamo quali. (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Indennità, ricovero e interpretazioni

La sospensione o meno dell’indennità di accompagnamento in caso di ricovero gratuito ha sempre suscitato qualche dubbio. I recenti chiarimenti forniti dall’INPS ci aiutano a comprendere meglio la situazione, eliminando una serie di interpretazioni discordanti.

Cosa dice l’INPS

L’INPS ha stabilito che l’indennità di accompagnamento non viene interrotta se l’assistenza data all’invalido dalla struttura sanitaria non è completa. Questo significa che, anche in caso di ricoveri gratuiti, se c’è bisogno dell’assistenza costante di un familiare o di professionisti, l’indennità continua. Non viene sospesa.

Se ti trovi in questa situazione, è importante però presentare una domanda all’istituto con l’attestazione della struttura sanitaria. L’INPS, con il messaggio n. 3347/2023, ha anche comunicato di aver aggiornato le procedure per facilitare l’invio di queste dichiarazioni.

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Indennità di accompagnamento e ricovero gratuito

La legge n. 18/1980 riconosce l’indennità di accompagnamento a chi non può camminare senza aiuto o a chi ha bisogno di assistenza costante perché non è in grado di svolgere da solo le attività quotidiane.

Nella stessa normativa, si specifica: se l’invalido è ricoverato gratuitamente in una struttura sanitaria, in teoria, non avrebbe diritto all’indennità.

Ma cosa si intende per “ricovero gratuito”?

Puoi anche vedere in questo post come funziona l’indennità di accompagnamento in caso di ricovero in ospedale.

Cos’è il ricovero gratuito?

Il ricovero gratuito è una situazione in cui la persona non sostiene alcun costo per il suo soggiorno in una struttura sanitaria. Ma andiamo a vedere nel dettaglio:

  • Definizione: per “ricovero gratuito” intendiamo un soggiorno presso strutture ospedaliere o sanitarie in cui la retta, o il costo del mantenimento, è interamente coperto da un ente pubblico.
  • Esempio: se un paziente è ricoverato in un ospedale e non paga nulla perché la spesa è completamente coperta dalla regione o dallo stato, questo si considera un ricovero gratuito.
  • Conseguenze per l’indennità: in questa situazione, la legge prevede che il pagamento dell’indennità di accompagnamento sia sospeso per tutta la durata del ricovero.

In questo post verifichiamo i casi in cui si può perdere l’accompagnamento.

Quando il ricovero è a pagamento?

Contrariamente al ricovero gratuito, il ricovero a pagamento avviene quando il paziente o la sua famiglia sostengono una parte o l’intero costo del soggiorno sanitario. Ma vediamo nel dettaglio:

  • Definizione: si considera “ricovero a pagamento” la situazione in cui l’interessato, o una terza persona per lui, versa l’intera retta oppure una quota di essa. La parte non coperta dal paziente potrebbe essere versata da un ente pubblico.
  • Esempio: se un paziente paga il 50% della retta ospedaliera e il restante 50% è coperto da un ente locale, si tratta di un ricovero parzialmente a pagamento.
  • Conseguenze per l’indennità: in questi casi, l’indennità di accompagnamento non viene automaticamente sospesa. Tuttavia, l’interessato deve fornire una documentazione appropriata. Questa documentazione, rilasciata dalla struttura in cui è ricoverato, deve attestare chiaramente l’importo pagato dal paziente e l’importo coperto da enti pubblici.

In questo post verifichiamo se si può ricevere l’indennità di accompagnamento all’estero.

Il divieto non è tassativo: ecco perché

Potrebbe sembrare logico pensare che l’indennità venga automaticamente sospesa in caso di ricovero gratuito, in realtà la situazione è più sfumata. Non sempre l’indennità viene interrotta. Vediamo perché:

  • La posizione dell’INPS: l’INPS, conformandosi all’orientamento prevalente della giurisprudenza, ha chiarito con un messaggio ufficiale (n. 1011/2019) che ci sono casi specifici in cui l’indennità non viene sospesa. Questo è particolarmente vero se l’invalido ha bisogno di assistenza continua.
  • Chi necessita di assistenza continua: ci riferiamo a persone che non possono gestire le funzioni biologiche essenziali senza l’aiuto di un familiare o di un infermiere privato. Queste persone richiedono assistenza completa e continua, in particolare per le attività quotidiane. Ad esempio, un minore potrebbe aver bisogno della presenza costante dei genitori per il suo benessere fisico e relazionale.
  • La gratuità del ricovero è irrilevante: la chiave sta nell’esigenza di assistenza. Se una persona ha bisogno di supporto continuo, il fatto che il ricovero sia gratuito o meno non influisce sulla sua indennità.

Basta una attestazione della struttura sanitaria

L’INPS ha riconosciuto che gestire queste situazioni può essere complicato. Pertanto, ha introdotto una nuova procedura per rendere il processo più fluido e uniforme.

  • La nuova procedura telematizzata: gli assistiti possono ora comunicare all’INPS i periodi di ricovero con le caratteristiche sopra menzionate tramite un sistema online. Questo facilita la comunicazione e garantisce che tutti abbiano le stesse opportunità.
  • Come funziona: Se sei titolare di un’indennità di accompagnamento, o sei l’amministratore di sostegno/rappresentante legale di qualcuno, puoi inviare una dichiarazione al termine di un periodo di ricovero che dura più di 29 giorni. Per fare ciò, devi accedere al sito Inps con la tua identità digitale (come SPID di Livello 2, CIE o CNS). Segui il percorso “Sostegni, Sussidi e Indennità” > “Per disabili/invalidi/inabili” > “Dichiarazioni di responsabilità e ricoveri indennizzati”.
  • Documentazione necessaria: importante è la documentazione rilasciata dalla struttura sanitaria. Questa deve mostrare chiaramente che l’assistenza fornita non copre tutte le esigenze del paziente. Non sono necessari certificati sanitari aggiuntivi o cartelle cliniche.

Ricordiamo nei paragrafi successivi come funziona nel caso di ricovero in una RSA.

Le RSA e l’indennità di accompagnamento

Le RSA sono strutture che offrono assistenza sanitaria a persone con esigenze particolari. Ma come influiscono sull’indennità di accompagnamento?

Ricovero in RSA: non sempre “gratuito”

Molte persone pensano che un ricovero in RSA sia sempre gratuito, ma non è così:

  1. Definizione di gratuito: un ricovero è considerato gratuito se tutte le spese sono coperte da un ente pubblico.
  2. Compartecipazione alle spese: nelle RSA, le spese sono spesso condivise tra il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e l’ospite. Quindi, anche se l’ospite paga una parte della retta, ciò non significa che il ricovero sia completamente gratuito.
  3. Ricovero gratuito da altri enti: se un altro ente pubblico si fa carico della quota dell’ospite, allora il ricovero è considerato gratuito.

Il caso particolare dei lunghi periodi di assenza

Un ospite potrebbe avere bisogno di allontanarsi dalla RSA per un lungo periodo, magari per oltre 30 giorni. In questi casi:

  • Sospensione del pagamento: l’ente che si occupa del pagamento delle rette può sospendere il pagamento per il periodo di assenza dell’ospite.
  • Diritto all’indennità: durante questi periodi di sospensione del ricovero, l’ospite ha diritto a ricevere l’indennità di accompagnamento.

Gestione amministrativa nelle RSA

La burocrazia può sembrare complicata, ma in realtà ci sono procedure chiare per gestire l’indennità nelle RSA:

  • Dichiarazione di responsabilità: ogni anno, l’ospite deve dichiarare se è stato ricoverato gratuitamente o meno e per quanto tempo. Questo si fa tramite un modulo chiamato ICRIC.
  • Dove trovare il modulo: il modulo ICRIC può essere compilato nei Caf, facilitando così la procedura per l’ospite o per la sua famiglia.
Indennità di accompagnamento in caso di ricovero gratuito
Nella foto una donna in ospedale assistita da un suo familiare.

FAQ (domande e risposte)

Cosa ha chiarito l’INPS sull’indennità di accompagnamento?

L’INPS ha recentemente pubblicato dei chiarimenti riguardo l’indennità di accompagnamento per mettere in evidenza le interpretazioni che, nel tempo, sono state discordanti. L’ente ha precisato che l’indennità non viene sospesa nel caso in cui l’assistenza fornita all’invalido dalla struttura sanitaria non sia esaustiva. L’INPS, con il messaggio n. 3347/2023, ha poi specificato che se un invalido, anche se ricoverato gratuitamente presso una struttura sanitaria, necessita dell’assistenza continua di un familiare o altre figure professionali, non verrà revocata l’indennità.

L’indennità si sospende durante il ricovero gratuito?

Sì, se l’invalido viene ricoverato gratuitamente presso una struttura sanitaria e non necessita di assistenza continua, la legge prevede la sospensione dell’indennità di accompagnamento. Tuttavia, ci sono eccezioni a questa regola, come quando un invalido, nonostante il ricovero gratuito, necessita comunque dell’assistenza continua di un familiare o di un infermiere privato per le sue esigenze quotidiane.

Cosa si intende per “ricovero gratuito”?

Per “ricovero gratuito” si intende un ricovero in cui la retta o il mantenimento sono a totale carico di un ente pubblico. Non è considerato gratuito, invece, se l’interessato (o chi per lui) versa l’intera retta o anche solo una parte, con la restante parte coperta dall’ente pubblico.

Quando si considera il ricovero a pagamento?

Un ricovero si considera a pagamento quando l’interessato (o chi per lui) versa l’intera retta. Anche se paga solo una parte della retta e il resto è coperto da un ente pubblico, il ricovero è considerato a pagamento. In questi casi, l’indennità continua ad essere erogata, ma sarà necessario presentare una documentazione idonea che attesti i contributi versati da enti pubblici e quelli a carico dell’interessato o dei suoi familiari.

Quali documenti sono necessari per attestare l’assistenza continuativa?

Per attestare l’assistenza continuativa, è fondamentale presentare una dichiarazione telematica accompagnata esclusivamente da una documentazione rilasciata dalla struttura sanitaria. Questo documento deve certificare che l’assistenza fornita dalla struttura non copre tutte le necessità quotidiane dell’invalido. Non sono richiesti altri documenti come certificati sanitari, cartelle cliniche o altri riferimenti alle patologie dell’invalido.

Come si gestisce l’indennità nelle RSA?

Anche il ricovero nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) non determina automaticamente la sospensione dell’indennità di accompagnamento. Infatti, i servizi offerti nelle RSA sono mirati al mantenimento o al recupero delle capacità funzionali dell’ospite. Le spese in RSA sono divise tra il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e l’ospite in percentuali stabilite dalle Regioni. Pertanto, se vi è una compartecipazione alle spese da parte dell’ospite, il ricovero non viene considerato gratuito. Tuttavia, se la quota dell’ospite viene coperta da un altro ente pubblico, il ricovero è considerato gratuito. In situazioni in cui un ospite sia ricoverato gratuitamente per lunghi periodi, ma si allontani dalla RSA per almeno 30 giorni, l’invalido ha diritto all’indennità per quei periodi di sospensione del ricovero. Ogni anno, è essenziale che l’interessato certifichi tramite una dichiarazione di responsabilità i periodi di ricovero gratuito, indicando la durata tramite il modulo ICRIC disponibile nei Caf.

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