In questo approfondimento parliamo di indennità di accompagnamento a 1500 euro al mese - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Quando è possibile l’indennità di accompagnamento a 1500 euro al mese
Per ottenere l’indennità di accompagnamento a 1.500 euro, è necessario che il richiedente sia dichiarato cieco assoluto.
I ciechi assoluti ricevono un trattamento economico di 978,50 euro al mese (nel 2024) per 12 mensilità, cumulabile in alcune condizioni con l’indennità di accompagnamento per invalidi totali, che nel 2024 è pari a 531,76 euro (in totale, 1.510,26 euro).
Il riconoscimento del grado di invalidità avviene tramite la Commissione medico legale dell’ASL, con l’aggiunta di un medico dell’INPS.
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Per cumulare le due prestazioni economiche, le patologie che danno accesso all’invalidità civile, ad eccezione della cecità, devono compromettere l’autosufficienza del soggetto al punto da richiedere l’assistenza di terze persone.
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Se la cecità è la principale patologia e le altre problematiche sono considerate secondarie, si può avere diritto all’indennità di accompagnamento per ciechi, che è quasi il doppio dell’invalidità civile (879,50 euro).
Ricapitolando: i soggetti ciechi ricevono un’indennità di accompagnamento più consistente rispetto a quella prevista per l’invalidità civile, intorno alle 1.000 euro. Se il soggetto ha anche altre patologie riconosciute per l’invalidità civile, l’importo mensile può superare i 1.500 euro.
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Cumulabilità dell’indennità di accompagnamento per invalidi totali e per ciechi assoluti
Come abbiamo anticipato, l’indennità di accompagnamento per ciechi assoluti non è incompatibile con quella per invalidi totali, ma devono derivare da condizioni patologiche diverse.
Ad esempio, se hai problemi a deambulare per la mancanza di entrambe le gambe e sei anche privo della vista, puoi ricevere entrambe le indennità.
In sostanza, puoi accumulare una somma di circa 1.500 euro al mese se le tue patologie per l’invalidità totale e la cecità sono diverse.
Tuttavia, se la cecità è il problema principale che ti impedisce di prenderti cura di te stesso, avrai diritto solo all’indennità per ciechi assoluti.
In sintesi, per ottenere il massimo beneficio, devi essere pluriminorato, cioè affetto da diverse condizioni patologiche che giustificano le diverse indennità.
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Requisiti per l’indennità di accompagnamento a 1500 euro
Per ottenere l’indennità di accompagnamento per ciechi civili assoluti, è necessario che la persona richiedente sia completamente priva della vista o abbia solo percezione della luce o del movimento della propria mano, praticamente non riuscendo a vedere oltre il palmo della mano.
Se queste condizioni sono soddisfatte, l’INPS riconosce l’indennità di accompagnamento per ciechi assoluti senza tener conto del reddito personale o dell’età.
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A chi spetta l’accompagnamento per invalidi totali
Gli invalidi totali hanno diritto all’indennità di accompagnamento se sono incapaci di muoversi da soli o svolgere le attività quotidiane.
È essenziale avere un grado d’invalidità civile del 100% per ottenere questo supporto. A differenza di altre forme di assistenza, questa indennità non dipende dall’età o dal reddito: anche chi ha un alto reddito può beneficiarne.
Tuttavia, se si è ricoverati a carico dello Stato per più di 29 giorni, il pagamento dell’indennità è sospeso.
In breve, l’indennità di accompagnamento è disponibile per gli invalidi totali con il massimo grado d’invalidità civile, indipendentemente da età o reddito, ma può essere sospesa in caso di lungo ricovero a spese dello Stato.
FAQ sull’indennità di accompagnamento
Da quando decorre l’indennità di accompagnamento?
L’indennità di accompagnamento viene erogata per 12 mensilità. Inizia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.
In alcuni casi la data di decorrenza può essere indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale per il riconoscimento dell’invalidità civile.
Il pagamento dell’indennità di accompagnamento viene sospesa in caso di ricovero dell’assistito, per un periodo superiore a 29 giorni, in una struttura a totale carico dello Stato.
Cosa è incompatibile con l’indennità di accompagnamento?
L’indennità di accompagnamento è incompatibile con prestazioni simili che sono state concesse per invalidità contratte a causa di guerra, lavoro o servizio.
Il cittadino ha però la facoltà di scegliere il trattamento che ritiene più favorevole.
Cosa è compatibile con l’indennità di accompagnamento?
L’indennità di accompagnamento è compatibile con lo svolgimento dell’attività lavorativa, dipendente o autonoma. L’assistito può anche essere titolare di una patente speciale.
L’indennità di accompagnamento è anche compatibile e cumulabile con l’indennità di comunicazione e l’indennità di accompagnamento per cieco assoluto, ma solo se le due indennità sono state concesse per delle distinte minorazioni, ognuna delle quali deve essere relativa a differenti stati di invalidità (pluriminorati).
Qual è l’età per richiedere l’accompagnamento per anziani?
La prestazione spetta con un’età minima di 67 anni, per un importo di 530,27 euro al mese, per 12 mensilità (tredicesima esclusa). Ma il requisito anagrafico è solo uno dei due parametri da soddisfare per ricevere l’indennità.
La prestazione spetta a chi, compiuti 67 anni, è stato riconosciuto invalido al 100%. Non c’è bisogno di rispettare alcun limite reddituale, poiché l’indennità è esente da IRPEF.
In presenza di questi requisiti, l’anziano può presentare domanda per l’accompagnamento: se la procedura dovesse essere accolta dall’INPS, il primo assegno verrà erogato il mese successivo al recepimento del verbale di invalidità.
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