Incontinenza e invalidità, i diritti dei pazienti

Tutto su incontinenza e invalidità: i diritti delle persone incontinenti, le agevolazioni previste e la possibilità del riconoscimento dell’invalidità civile.

Incontinenza e invalidità civile: una persona incontinente a quali agevolazioni fiscali e sanitarie ha accesso? Come è possibile ottenerle? - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

Incontinenza e invalidità civile: quale percentuale di invalidità può essere riconosciuta per l’incontinenza?

Lo Stato permette alle persone che soffrono di incontinenza urinaria o fecale di godere di alcuni diritti, come ad esempio la fornitura gratuita di ausili per l’incontinenza (assorbenti specifici e/o pannoloni), visite mediche specialistiche e, in alcuni casi, l’esenzione per l’acquisto di specifici farmaci.

Il disegno di legge N. 791 presentato in Parlamento attribuisce dei diritti a chi soffre di incontinenza urinale o fecale, ovvero a tutti quei soggetti con sottrazione totale o parziale della minzione (espulsione dell’urina), della defecazione (espulsione delle feci) o dell’emissione di gas al controllo della volontà.

La Legge prevede, inoltre, che i soggetti che godono dei diritti per incontinenza, possano usufruire anche dell’invalidità civile con le seguenti percentuali:

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  • più stomie: 100%;
  • malformazioni ano-rettali alte: 100%;
  • incontinenza urinaria media: 80%;
  • incontinenza urinaria grave: 100%;
  • incontinenza fecale grave: 100%;
  • incontinenza urinaria più fecale grave: 100% più indennità.

L’invalidità civile fa sorgere ulteriori benefici in capo ai soggetti incontinenti, quali il riconoscimento dello stato di handicap, l’iscrizione alle liste di categorie protette, la possibilità di ricevere contributi economici proporzionali alla percentuale di invalidità e la fornitura gratuita di ausili (pannoloni e cateteri).

Con una percentuale superiore al 34% si avrà diritto alla fornitura gratuita di assorbenti e raccoglitori per l’urina, da richiedere all’ASL con le modalità che ti mostreremo tra poco.

Se invece la percentuale di invalidità è più alta, hai diritto ad ulteriori benefici e, superato il 74%, a prestazioni economiche: vediamo quali sono.

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Verbale handicap: cos’è il verbale, come ottenerlo e perché è così importante? Tutte le informazioni in questo articolo.

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Incontinenza e invalidità: a cosa ho diritto in base alla percentuale di invalidità riconosciuta?

Incontinenza e invalidità, quindi, è possibile. In base alla percentuale riconosciuta hai diritto a:

  • dal 51%, i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, possono richiedere annualmente un congedo straordinario retribuito per cure per trenta giorni, anche non consecutivi, su richiesta del medico curante ed autorizzazione dell’Asl;
  • dal 74%, diritto all’assegno erogato dall’Inps di 313,91 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 5.391,88 euro (valori 2023) per disoccupati. A 67 anni l’assegno si trasforma in assegno sociale. Possibilità di richiedere l’Ape Sociale, sussidio che accompagna fino al pensionamento anticipato o di vecchiaia;
  • dal 75%, per i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, maggiorazione dell’anzianità pari a due mesi per ogni anno, fino ad un massimo di 60 mesi, durante il quale si è nella condizione di invalido civile al 75 %;
  • 100%, diritto alla pensione di inabilità erogata dall’INPS di 313,91 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 17.050,42 euro (valori 2023). A 67 anni la pensione si trasforma in assegno sociale. La pensione di inabilità viene aumentata a massimo 652,02 euro mensili in presenza di redditi personali inferiori a 8.476,26 euro o cumulati con quelli del coniuge inferiori a 14.459,90;
  • 100%, con il riconoscimento dell’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o a compiere autonomamente gli atti quotidiani della vita propri dell’età, diritto all’indennità di accompagnamento pari a 527,10 euro mensili senza alcun limite di reddito, a condizione di non essere ricoverato in istituto con pagamento della retta a totale carico dello Stato (o di Ente pubblico).

Scopri quali sono tutte le prestazioni INPS per invalidi civili nel 2023: requisiti, limiti di reddito e importi.

Come fare domanda per incontinenza e invalidità civile?

Per presentare domanda per incontinenza e invalidità civile, dovrai seguire questa procedura:

  • recarti dal tuo medico curante per richiedere la compilazione del certificato medico introduttivo, perché sia attestata la patologia invalidante. Il certificato sarà poi inviato telematicamente dal medico;
  • presentare all’INPS via Internet, direttamente (se hai SPID, CIE o CNS) oppure tramite CAF, Patronato o Associazioni di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFASS), la domanda di riconoscimento dei benefici;
  • effettuare la visita medica di accertamento presso la Commissione ASL integrata da un medico INPS, nella data che gli verrà comunicata.

Ti spieghiamo dettagliatamente tutta la procedura da seguire nella nostra guida su come fare domanda per l’invalidità civile.

Alla fine della visita, la Commissione emetterà un verbale di invalidità, che ti verrà spedito a casa e che riporterà la percentuale di invalidità riconosciuta e i benefici o le prestazioni a cui hai diritto.

Ti ricordiamo che, se la tua condizione sanitaria è causa di svantaggio sociale o di emarginazione, puoi anche richiedere la Legge 104/1992 e ottenere ulteriori agevolazioni lavorative e fiscali: te ne parliamo in questo articolo.

Incontinenza e invalidità
Incontinenza e invalidità: in foto una donna con le mani giunte sulle parti intime.

Come posso richiedere gli ausili per incontinenza e invalidità?

Per ricevere gli ausili per incontinenza e invalidità, bisogna innanzitutto fare richiesta al medico curante di visita domiciliare.

Successivamente, dovrai consegnare la stessa richiesta alla tua ASL di competenza e prenotare la visita a domicilio del medico, che verrà incaricato dalla ASL (dopo aver pagato il ticket).

Al termine di questa visita, il medico della ASL prescriverà la fornitura degli ausili, per un periodo che va dai 3 ai 12 mesi (dipende dalle condizioni del paziente e la richiesta può essere rinnovata).

Infine, dopo aver ricevuto la prescrizione del medico, è necessario recarsi all’ufficio riabilitazione della ASL e richiedere la fornitura degli ausili prescritti.

Il Nomenclatore protesico indica, a proposito della fornitura dei pannoloni, che questi ultimi devono essere consegnati entro cinque giorni dal momento in cui la ASL autorizza la fornitura, e devono essere di un numero massimo di 120 al mese (150 per i pannoloni a formato unico).

Inoltre, fra i diritti di cui possono usufruire gli incontinenti, è importante ricordare i permessi dal lavoro (6 ore settimanali regolarmente retribuite) e, solo in caso di patologia molto grave, la possibilità di ricevere una riduzione del 50% sulla tariffa dell’acqua per uso domestico.

Faq sull’invalidità civile

Cosa accade se la persona muore prima dell’accertamento per l’invalidità civile?

Per legge, se il decesso avviene dopo la presentazione della domanda di invalidità prima della visita di controllo, gli eredi possono presentare un’istanza e chiedere all’INPS di accertare, ugualmente, l’eventuale invalidità del defunto, sulla base della documentazione medica presentata.

Cosa accade se la persona muore dopo l’accertamento dell’invalidità e prima del pagamento del primo rateo di pensione?

In questo caso, agli eredi spettano i ratei maturati dalla presentazione della domanda alla data della morte del familiare. Gli eredi dovranno inoltrare all’INPS un’apposita domanda, con la quale dimostrare di essere effettivamente eredi del defunto, per ricevere i ratei maturati in quel lasso di tempo, come stabilito dall’articolo 1 della legge 912 del 1986.

È possibile cambiare commissione medica per l’accertamento dell’invalidità civile?

Sì, è possibile, in ogni momento, chiedere che venga cambiata la Commissione medica, perché gli accertamenti sanitari non devono obbligatoriamente essere effettuati presso l’ASL di appartenenza, in quanto non esiste alcun vincolo territoriale in tal senso. Quindi, se ad esempio hai la residenza a Roma e il domicilio a Napoli, e inizialmente l’INPS ha programmato la visita medica nella sede territoriale ASL romana, puoi chiedere il cambio con una Commissione presso il tuo domicilio, a Napoli.

Entro quanto tempo devo presentare la domanda di accertamento dopo aver ricevuto il certificato medico introduttivo?

Dopo aver ottenuto il certificato medico introduttivo, avete 90 giorni di tempo per presentare la domanda di accertamento. Se superate questo periodo, il certificato scade e ne dovrete richiedere un altro. Ricordate che la domanda può essere presentata solo per via telematica, quindi dovrete avere lo SPID, la CIE o la CNS, oppure potete rivolgervi al Patronato, ai CAF o alle associazioni.

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