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Basta l’inabilità per la pensione ai dipendenti pubblici?

Inabilità INPS e pensione ai dipendenti pubblici: in questo approfondimento spieghiamo se a chi è stata riconosciuta l’invalidità civile da parte dell’INPS ed è un dipendente del settore pubblico, ha automaticamente diritto alla dispensa dal servizio e alla pensione di inabilità lavorativa.
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16/07/2023

Se sono un dipendente pubblico e sono stato riconosciuto invalido dall’INPS, posso richiedere la pensione di inabilità? Basta il riconoscimento dell’INPS per essere dispensati dall’impego? Cosa è previsto in merito a inabilità INPS e pensione ai dipendenti pubblici? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

Ai dipendenti del settore pubblico vengono riconosciuti più trattamenti di inabilità, differenti in base ai diversi requisiti di accesso, agli organismi preposti agli accertamenti sanitari e alle modalità di calcolo del trattamento.

In particolare, i dipendenti pubblici a cui viene accertata un’invalidità non a causa di servizio, non possono richiedere la pensione di inabilità al lavoro se non prima si sottopongono a un nuovo accertamento sanitario.

In questo approfondimento spieghiamo chi deve fare questo accertamenti, quali sono le motivazioni, quali i trattamenti a cui si può avere accesso e cosa è previsto nel dettaglio in merito a inabilità INPS e pensione ai dipendenti pubblici.

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Chi fa l’accertamento sanitario per la dispensa al servizio o il collocamento a nuova mansione?

Vediamo subito cosa è previsto in merito a inabilità INPS e pensione ai dipendenti pubblici.

Come abbiamo anticipato in apertura, se ti è stata riconosciuta un’inabilità lavorativa da parte della Commissione Medica ASL integrata da un medico dell’INPS, per ottenere la pensione di inabilità in quanto dipendente pubblico occorre che ti sottoponga a nuovo accertamento sanitario.

I dipendenti pubblici, infatti, per ottenere la pensione di inabilità a seguito di dispensa di servizio, devono sottoporsi a nuovo accertamento sanitario da parte della Commissione medica di verifica, che dipende dalla Direzione de servizi del tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Solo la Commissione medica di verifica può accertare l’idoneità al servizio e la sussistenza di forme di inabilità per i dipendenti pubblici, ai fini della risoluzione del rapporto di lavoro e del conseguimento della pensione o, nel caso in cui sia possibile, del cambio di mansioni.

In sintesi: se è l’INPS ad accertare l’invalidità, puoi ottenere la pensione di invalidità, ma solo se possiedi anche i requisiti reddituali per accedervi. Non potrai ottenere invece la pensione di inabilità lavorativa ed essere quindi dispensato dal servizio, perché questa valutazione viene fatta da un’altra commissione (la Commissione di verifica) per cui, per ottenerla, dovrai sottoporti a nuovo accertamento sanitario.

Vediamo a questo punto a cosa potresti aver diritto a seguito dell’accertamento da parte della Commissione medica di verifica.

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La pensione di inabilità assoluta e permanente alla mansione

Proseguiamo a parlare di inabilità INPS e pensione ai dipendenti pubblici e vediamo cosa prevede la pensione di inabilità assoluta e permanente.

Questa tipologia di pensione di invalidità per dipendenti pubblici può essere richiesta dai lavoratori che perdono uno dei requisiti fisici o psichici essenziali per lo svolgimento di un determinato incarico.

La pensione di inabilità assoluta e permanente alla mansione verrà concessa solo nel caso in cui non sia possibile adibire il dipendente a mansioni equivalenti a quelle della propria qualifica.

Per ottenere la pensione di inabilità alla mansione, sono necessari i seguenti requisiti:

  • riconoscimento dell’inidoneità permanente allo svolgimento della propria mansione da parte di un medico legale della Commissione Medica dell’Asl;
  • almeno 15 anni di servizio (14 anni, 11 mesi e 16 giorni) per i dipendenti dello Stato (art. 42 Dpr 1092/1973);
  • almeno 15 anni di servizio di cui 12 effettivi per il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico (art. 52 Dpr 1092/1973);
  • almeno 20 anni di servizio (19 anni, 11 mesi e 16 giorni) per i dipendenti di enti locali o della Sanità, ai sensi dell’art. 7, comma 1 lettera b) della Legge 379/1995;
  • risoluzione del rapporto di lavoro per dispensa dal servizio per inabilità.

La commissione medica dell’Asl che effettuerà la visita, esprimerà il suo parere sanitario ai sensi di quanto previsto dall’articolo 13 della Legge 274/1991 e, sul verbale di invalidità, riconoscerà l’inidoneità alla mansione svolta.

Il verbale va presentato all’Ente o al datore di lavoro, che verificherà prima di tutto la possibilità di impegnarti in mansioni diverse ma equivalenti a quelle con la tua qualifica.

Se non è possibile ricollocarti, in mansioni equivalenti, potrebbe farlo in posizioni funzionali inferiori.

Se non dai il tuo consenso a quest’ultimo tipo di ricollocazione, interviene la risoluzione del rapporto di lavoro, che si configura come dispensa dal servizio per inabilità.

Una volta dispensato dal servizio, dovrai presentare domanda di pensione per inabilità relativa alla mansione sia all’Inps ex Inpdap che al tuo datore di lavoro.

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L’inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro

Tra le pensioni di invalidità per dipendenti pubblici abbiamo quella per inabilità assoluta e permanente a proficuo lavoro, che è analoga a quella alla mansione.

Continuando a parlare di inabilità INPS e pensione ai dipendenti pubblici, in questo caso i requisiti sanitari e contributivi sono i seguenti:

  • riconoscimento medico legale da parte di una commissione dell’Asl nel quale risulti l’inidoneità a svolgere in via permanente attività lavorativa;
  • almeno 15 anni di servizio (14 anni, 11 mesi e 16 giorni) sia per i dipendenti di Stato che per i dipendenti di Enti locali o Sanità;
  • almeno 15 anni di servizio di cui 12 effettivi per il personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico;
  • risoluzione del rapporto di lavoro per dispensa dal servizio per inabilità permanente e proficuo lavoro (art. 7 della Legge 379/1995 e art. 42 del Dpr 1092/1973).

Per quanto riguarda la procedura di accertamento sanitario, è la stessa che abbiamo decritto per la pensione di inabilità alla mansione.

In questo caso, però, l’ASL riconoscerà l’inidoneità al proficuo lavoro e il lavoratore è subito dispensato dal servizio e può presentare domanda di pensione di inabilità all’Inps ex Inpdap e al datore di lavoro.

L’importo delle pensioni di invalidità per dipendenti pubblici di cui abbiamo parlato fino a questo momento (inabilità alla mansione e al proficuo lavoro), si calcola con gli stessi criteri della pensione ordinaria.

La prestazione, quindi, va determinata sulla base del servizio posseduto al momento della cessazione e ha decorrenza dal giorno successivo alla dispensa dal servizio.

È importante sapere, inoltre, che non si ha diritto alla prestazione se l’invalidità interviene dopo la cessazione del rapporto di lavoro.

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Inabilità INPS e pensione ai dipendenti pubblici
Basta l’inabilità per la pensione ai dipendenti pubblici?

L’inabilità assoluta e permanente allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa

Dal 1° gennaio 1992, l’art. 2, comma 12, della Legge 335/1995, ha esteso la pensione di inabilità per i lavoratori privati anche al pubblico impiego.

Questo tipo di pensione, a differenza di quelli descritti fino adesso in questo approfondimento sull’inabilità INPS e pensione ai dipendenti pubblici, richiede un’inabilità più grave, tale da determinare una “inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa”.

Per ottenere la prestazione è necessario aver maturato un minimo di 5 anni di anzianità contributiva, di cui almeno 3 nell’ultimo quinquennio antecedente la decorrenza della prestazione pensionistica (Circolare Inpdap 57/1997).

In questo caso, dovrai fare tu domanda per richiedere la prestazione. Alla domanda dovrai allegare il certificato medico attestante il tuo stato di inabilità assoluta e permanentea svolgere qualsiasi attività lavorativa.

La domanda va inviata all’ente per cui lavori il quale segue poi questa procedura:

  • dispone l’accertamento sanitario presso le commissioni mediche negli ospedali militari di verifica;
  • nei casi di particolare gravità delle condizioni di salute, dispone la visita domiciliare;
  • una volta ricevuto il verbale che attesta lo stato di inabilità assoluta, provvede alla risoluzione del rapporto di lavoro e l’Inps ex Inpdap provvede a liquidare la pensione.

Per quanto riguarda il calcolo dell’importo della pensione, a differenza delle due prestazioni precedenti di cui abbiamo parlato, viene calcolato sulla base dell’anzianità contributiva maturata, alla quale però viene riconosciuta una maggiorazione virtuale, che determina il vantaggio di poter conseguire un assegno più alto.

In sostanza la contribuzione viene incrementata virtualmente tra l’età alla cessazione dal servizio e il compimento dell’età pensionabile di vecchiaia per chi è nel sistema retributivo (almeno 18 anni di contributi entro il 1995); oppure fino al compimento del sessantesimo anno di età per i lavoratori che sono nel sistema misto e contributivo entro un massimo di 40 anni di contributi.

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