Inabilità civile e lavoro

Inabilità civile e lavoro: vediamo se è possibile svolgere attività lavorativa se viene accertata la totale e permanente inabilità lavorativa e in quali casi puoi tornare a lavorare.
 - 
24/09/2023

Cosa è previsto in merito a inabilità civile e lavoro? È vero che non potrò mai più lavorare se percepisco pensione di inabilità civile? (scopri le ultime notizie su categorie protette, Legge 104, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Inabilità civile e lavoro

Viene definita inabile la persona che è priva dei requisiti necessari allo svolgimento di un determinato compito ed è, quindi, inidoneo a svolgere un’attività lavorativa. Per rientrare in questo ambito l’inabilità deve essere assoluta e permanente.

Inabilità civile e lavoro, quindi, non è possibile, nel senso che se sei stato riconosciuto inabile non potrai svolgere alcun tipo di attività lavorativa.

Il nostro Paese tutela le persone più deboli, che in questo caso, non potendosi mantenere da sole possono comunque condurre una vita dignitosa grazie all’aiuto fornito dallo Stato.

Acquista la nostra Guida più dettagliata sull’Invalidità Civile con oltre 150 pagine e le risposte a tutte le domande. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

Questa forma di assistenza sociale non va confusa con l’assegno di invalidità, indirizzato alle persone con un’infermità mentale o fisica che può diminuire la capacità di lavoro ai due terzi. La differenza essenziale risiede proprio nel fatto di poter lavorare o meno. Vediamo cosa vuol dire.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Differenza tra invalidità e inabilità al lavoro

L’assegno di invalidità è previsto nei casi in cui la persona ha una infermità fisica o mentale che causa una diminuzione della capacità lavorativa di due terzi, cioè al 67%. Quindi, in questi il soggetto può comunque continuare a svolgere la propria attività lavorativa anche se con potenzialità inferiore al normale.

L’inabilità al lavoro, invece, viene riscontrata dal medico nel momento in cui è presente una totale impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. In questo caso, il soggetto ha diritto alla pensione di inabilità, la cui somma versata è superiore rispetto a quanto ricevuto in caso di invalidità, proprio a causa dell’incapacità a compiere qualsiasi lavoro.

Da pensione di inabilità ad Assegno ordinario di invalidità per lavorare: può essere una via d’uscita per chi vuole tornare ad avere un’occupazione. Con la prima prestazione previdenziale non è possibile lavorare, con la seconda sì. Quando e come si può cambiare la misura.

La pensione di inabilità civile

La pensione di inabilità civile o pensione di invalidità totale, rappresenta un importante sostegno economico per coloro ai quali è stata riconosciuta un’invalidità lavorativa totale (100%) e permanente (invalidi totali) e che versano in condizioni di bisogno economico.

Pensione di vecchiaia e inabilità civile insieme: vediamo se e quando questi due trattamenti sono compatibili.

Destinatari

Tutte le tipologie di lavoratori, sia dipendenti che autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS, hanno diritto alla pensione per inabilità.

La pensione di inabilità spetta a tutte le categorie di lavoratori regolarmente iscritti alle gestioni pensionistiche INPS, in particolare questo tipo di sostegno spetta a:

  • lavoratori dipendenti;
  • lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, ecc.);
  • iscritti alla Gestione Separata (liberi professionisti e collaboratori).

Oltre, però, all’incapacità al lavoro assoluta e permanente devono essere rispettati altri requisiti:

  • deve essere riscontrata dai medici un’assoluta impossibilità a svolgere qualsiasi attività lavorativa;
  • devono essere stati versati almeno 5 anni di contributi, di cui almeno 3 negli ultimi cinque anni.

Nei casi in cui le condizioni di inabilità al lavoro, dopo un periodo, non dovessero essere più valide, il soggetto può tornare a lavorare comunicandolo all’INPS.

Si tratterebbe, quindi, di una causa di incompatibilità, che comporta la revoca immediata della pensione a partire dal primo giorno del mese successivo. Chi decide di riprendere l’attività lavorativa può, in ogni caso, percepire l’assegno di invalidità.

Per questo motivo, sia gli invalidi che gli inabili si devono sottoporre a delle visite mediche periodiche di revisione, e in base agli esiti dei controlli può avvenire che:

  • le condizioni di salute siano stabili;
  • ci siano dei miglioramenti in grado di determinare il recupero delle capacità.

Nel caso in cui vengano recuperate non oltre ⅓ delle capacità lavorative, si varia d’ufficio dall’inabilità al lavoro all’assegno di invalidità. Se, invece, il recupero è di ⅔ vengono revocati gli aiuti.

Ecco quali sono i diritti dei lavoratori invalidi e cosa rischiano i datori di lavoro se non assolvono ai propri obblighi e non rispettano i diritti dei lavoratori disabili.

Compatibilità

La pensione di inabilità è compatibile con le prestazioni dirette concesse per invalidità contratta per causa di guerra, lavoro o servizio, nonché con altri trattamenti pensionistici diretti concessi per invalidità, come assegni ordinari d’invalidità e pensioni di inabilità.

Come si calcola l’importo

Per poter sapere a quanto ammonta l’importo della pensione di inabilità devono essere effettuati dei calcoli paragonabili a quelli utilizzati per la pensione della vecchiaia, ovvero deve essere usato il sistema misto o contributivo in relazione ai contributi maturati.

Bisogna aggiungere che gli inabili al lavoro hanno diritto a un “bonus contributivo”, che tiene in considerazione gli anni che intercorrono tra la richiesta e il compimento dei 60 anni, il quale è identico sia per gli uomini che per le donne. Il limite massimo è riconducibile a 40 anni di contributi.

Differenze tra pensione di invalidità e inabilità: con una tabella riepilogativa vedremo insieme cosa differenzia le due prestazioni economiche.

Inabilità civile e lavoro
Inabilità civile e lavoro. Nella foto: un biglietto con la scritta “I can, I can’t”

Come richiederla

Per ottenere questa prestazione, è necessario presentare una domanda all’INPS, esclusivamente in via telematica. Il processo di presentazione della domanda si articola in due fasi:

  1. La compilazione e l’invio telematico del certificato medico da parte del proprio medico curante o da un medico abilitato dall’INPS.
  2. La presentazione telematica della domanda all’INPS, da abbinare al certificato medico introduttivo. Avrai 90 giorni di tempo, a partire dall’invio del certificato medico, per inoltrare la domanda per il riconoscimento dell’invalidità civile.

Una volta presentata la domanda, il richiedente riceverai la data di convocazione per la visita di accertamento sanitario, eseguita da una Commissione Medica apposita.

Nel caso di affezioni da patologie oncologiche, la visita è fissata entro 15 giorni dalla domanda.

Anche gli invalidi civili con una percentuale di invalidità compresa tra il 75% e il 99% possono ottenere entrambi i riconoscimenti, ma senza la possibilità di cumulare le provvidenze economiche.

FAQ su inabilità civile e lavoro

La trasformazione da pensione di inabilità a vecchiaia è automatica?

No, la trasformazione da pensione di inabilità a vecchiaia non è automatica per i beneficiari che fino al raggiungimento dell’età pensionabile sono stati titolari della prestazione previdenziale riconosciuta dall’INPS a seguito dell’inabilità permanente al lavoro. Affinché il pensionato possa ottenere la trasformazione, è necessario che presenti un’apposita domanda all’INPS e che soddisfi la maturazione del requisito contributivo previsto per questa prestazione.

Cambia l’importo dell’assegno con il passaggio dalla pensione di inabilità alla pensione di vecchiaia?

No, l’importo dell’assegno mensile non dovrebbe subire grandi variazioni. I criteri di calcolo per la pensione di vecchiaia sono gli stessi della pensione di inabilità. La differenza principale è l’età di accesso alla prestazione.

Cos’è la pensione di inabilità con la totalizzazione?

La totalizzazione è una soluzione che permette ai lavoratori, senza dover affrontare spese aggiuntive, di cumulare tutti i contributi versati a differenti enti o gestioni previdenziali. Questa opzione rappresenta un’alternativa alla ricongiunzione onerosa dei contributi e deriva dalla legge-delega sulla riforma Maroni (Legge 243/2004). I periodi di contribuzione non coincidenti maturati possono essere combinati per ottenere un’unica pensione pari alla somma dei diversi trattamenti previdenziali di ciascun ente.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’invalidità civile:

Your Title Goes Here

Your content goes here. Edit or remove this text inline or in the module Content settings. You can also style every aspect of this content in the module Design settings and even apply custom CSS to this text in the module Advanced settings.

Entra nei gruppi

Ricevi ogni giorno gratis e senza spam i migliori articoli sull’invalidità e sulla Legge 104. Scegli il gruppo che ti interessa:

Telegram (Consigliato) / privacy

WhatsApp / privacy

Facebook

Importante:

  • Sul gruppo Telegram è possibile commentare le notizie e confrontarsi in chat;
  • Sul gruppo WhatsApp non si può scrivere, pubblichiamo noi le notizie due volte al giorno;
  • I post nel gruppo Facebook sono moderati. Pubblichiamo solo quelli utili alla comunità. I commenti sono liberi, ma controllati.

Ci riserviamo di bannare ed escludere dai gruppi persone violente/aggressive o che si comportano contro i nostri valori.