In congedo 104 niente vacanze, puoi uscire il fine settimana

Scopri se è vero che in congedo 104 niente vacanze e quali sono le situazione in cui, invece, questa situazione è ammessa.
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28/05/2024

In congedo 104 niente vacanze: vediamo nel dettaglio se e quando è possibile andare in vacanza durante il congedo previsto dalla Legge 104 (scopri le ultime notizie su Legge 104, invalidità civile, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Con il congedo 104 il caregiver non ha diritto alle vacanze?

Il congedo biennale straordinario, previsto dall’art. 42, comma 5, del D. Lgs. 151/2001, permette ai familiari di assistere un disabile grave, garantendo loro continuità nelle cure. Questo congedo è retribuito con l’ultima retribuzione fino a un limite massimo, che per il 2024 è di 56.586 euro.

Nel periodo di fruizione di congedo straordinario cosa si può fare? Come comportarsi riguardo all’uscita di casa? È consentito uscire nel fine settimana?

Al riguardo non c’è una norma precisa, tuttavia è possibile fare riferimento ad alcuni indirizzi espressi a livello ministeriale e giurisprudenziale.

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Secondo il Ministero del Lavoro (interpello 6 luglio 2010 n. 30), non è giusto limitare l’uso del congedo. La Legge 104 vuole infatti promuovere l’integrazione del disabile e l’assistenza può includere anche attività come l’accompagnamento al lavoro o il ritiro di esami clinici.

La Corte di Cassazione (sentenza 27232/2014) ha stabilito che chi beneficia del congedo può farsi aiutare da una terza persona (come una badante), purché non venga completamente sostituito. Inoltre, l’assistenza non deve essere continua 24 ore su 24: il lavoratore ha diritto a riposarsi durante la fruizione del congedo.

Non è illegittimo utilizzare i giorni di permesso per recuperare le energie. La Corte di Cassazione (sentenza 30676 del 27 novembre 2018) ha ribadito che l’assistenza non va interpretata in modo restrittivo, ma elastico.

In conclusione, è possibile uscire durante il weekend per riposarsi, a patto che il disabile riceva comunque assistenza da un parente o da una badante.

È invece vietato andare in vacanza durante il congedo biennale, pena il rischio di denuncia per truffa aggravata. Tuttavia, è legittimo assentarsi per lunghi periodi per gravi motivi di salute.

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Quando si può andare in vacanza durante il congedo 104?

La Legge 104 prevede permessi retribuiti e congedi straordinari per assistere familiari con grave disabilità. Usare questi periodi per vacanze personali, lasciando il disabile senza assistenza o affidandolo ad altri, è scorretto e può configurare truffa aggravata, con rischio di licenziamento.

Questi permessi, finanziati dall’INPS e quindi dalla collettività, servono per garantire l’assistenza necessaria ai disabili, non per aggiungere giorni liberi alle ferie già previste all’interno dei contratti di lavoro.

La situazione cambia se il disabile necessita di essere accompagnato per motivi di salute o su consiglio medico per un periodo di villeggiatura. In tali circostanze, il lavoratore può richiedere il congedo o i permessi della Legge 104 per accompagnare il familiare disabile, assicurando un’assistenza continuativa ed effettiva durante il soggiorno.

Ad esempio, se il disabile ha bisogno di cure termali o di un periodo di riposo al mare o in montagna, il familiare accompagnatore può usufruire dei permessi o del congedo previsti dalla Legge 104.

La normativa consente di spostarsi con il disabile, purché l’assistenza non venga delegata a terzi una volta raggiunta la destinazione.

Si ricorda che l’assistenza continua al disabile non richiede una presenza costante 24 ore su 24. Durante i periodi di permesso o congedo, il lavoratore può prendersi dei momenti di riposo. Una breve assenza per riposarsi è accettabile, mentre un’assenza prolungata che impedisce di fornire assistenza è contraria alla normativa.

Anche andare in spiaggia od organizzare attività ricreative con il disabile durante i permessi o il congedo è permesso, a condizione che l’assistenza sia sempre garantita.

Chi può richiedere il congedo biennale Legge 104?

Il diritto di richiedere il congedo straordinario riconosciuto ai lavoratori dipendenti segue un ordine di priorità specifico, che può essere modificato solo in caso di assenza, decesso o presenza di patologie invalidanti:

  1. Il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente e, dal 13 agosto 2022, il convivente di fatto della persona disabile in situazione di gravità;
  2. Il padre o la madre, inclusi quelli adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di assenza, decesso o patologie invalidanti del coniuge convivente, della parte dell’unione civile convivente e del convivente di fatto;
  3. Uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, qualora il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, il convivente di fatto ed entrambi i genitori del disabile siano assenti, deceduti o affetti da patologie invalidanti. La concessione del beneficio ai figli conviventi è possibile solo se tutti i soggetti menzionati (coniuge convivente, parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori) si trovano in una delle situazioni descritte;
  4. Uno dei fratelli o delle sorelle conviventi della persona disabile in situazione di gravità, qualora il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, il convivente di fatto, entrambi i genitori e i figli conviventi del disabile siano assenti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  5. Un parente/affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità, qualora il coniuge convivente, la parte dell’unione civile convivente, il convivente di fatto, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli/sorelle conviventi del disabile siano assenti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

La parentela di primo grado include genitori e figli; di secondo grado include nonni, nipoti (figli dei figli) e fratelli/sorelle; di terzo grado include bisnonni, pronipoti (figli dei nipoti di 2° grado), nipoti (figli dei fratelli/sorelle) e zii (fratelli/sorelle dei genitori).

L’affinità di primo grado riguarda suoceri, genero e nuora; di secondo grado include nonni del coniuge e fratelli/sorelle del coniuge; di terzo grado include bisnonni del coniuge, nipoti (figli dei fratelli/sorelle del coniuge) e zii (fratelli/sorelle dei genitori del coniuge).

Grazie alle novità introdotte dal decreto legislativo n. 105/2022, il congedo può essere richiesto anche se la convivenza, quando richiesta dalla normativa, viene instaurata dopo la domanda di congedo.

In congedo 104 niente vacanze
In congedo 104 niente vacanze: in foto un ragazzo aiuta una giovane donna in carrozzina ad allacciarsi le scarpe.

FAQ su in congedo 104 niente vacanze

Chi usufruisce della Legge 104 ha diritto alle ferie?

Durante il periodo di congedo retribuito per assistere un familiare disabile, il lavoratore non accumula ferie, tredicesima mensilità e trattamento di fine rapporto.

Cosa si perde usufruendo della Legge 104?

Secondo la Legge 104, i permessi non utilizzati entro un mese non possono essere recuperati o accumulati per i mesi successivi. Questo perché il diritto ai permessi si rinnova mensilmente e, se non vengono utilizzati, il lavoratore perde il diritto per quel periodo.

Che differenza c’è tra 104 comma 1 e comma 3?

La differenza tra il comma 1 e il comma 3 della Legge 104 risiede nella gravità della condizione dei soggetti a cui si applicano. In particolare, il comma 3 riguarda situazioni di particolare gravità.

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