Il riscatto della laurea conviene per l’Ape sociale?

Ti spiego in questo articolo se conviene riscattare gli anni di studio per accedere all’Ape sociale. Quali sono i conteggi da fare e come deve comportarsi il cittadino.

Vediamo in questo post se il riscatto della laurea conviene per l’Ape sociale. Ovvero, se l’esborso per accedere ai contributi previsti per gli anni di studio può essere utile per l’accesso e l’importo di questo trattamento che accompagna alla pensione di vecchiaia. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

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Cos’è l’Ape sociale?

L’APE sociale è un’indennità a carico dello Stato che accompagna fino alla pensione chi si trova in particolari condizioni di fragilità. Non è una pensione, ma un assegno mensile pagato dall’INPS per 12 mensilità, fino alla vecchiaia o fino a quando si matura un’altra pensione anticipata. 

L’importo corrisponde alla rata mensile della pensione maturata al momento dell’accesso, con un tetto massimo di 1.500 euro lordi; durante la fruizione non maturano contributi figurativi

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L’istituto è stato introdotto dalla legge di bilancio 2017 (art. 1, commi 179-186, legge 232/2016) ed è stato prorogato fino al 31 dicembre 2025 dalla legge di bilancio 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207). L’INPS ha recepito la proroga e ha confermato che oggi l’età minima è 63 anni e 5 mesi. È compatibile solo con lavoro autonomo occasionale entro 5.000 euro lordi annui.

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Quali sono i requisiti?

Per entrare nell’APE sociale serve, al momento della domanda, aver cessato il lavoro, non essere titolari di pensione diretta, avere almeno 63 anni e 5 mesi e una anzianità contributiva minima che cambia in base alla condizione di accesso: 30 anni se si è disoccupati, caregiver o invalidi civili almeno al 74%; 36 anni se si svolgono lavori gravosi (con la riduzione a 32 anni per addetti dell’edilizia, ceramisti e conduttori di impianti affini indicati dalla normativa); per le donne i requisiti contributivi sono ridotti di 12 mesi per figlio fino a un massimo di due anni

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Le domande di certificazione dei requisiti vanno presentate nelle tre finestre annuali fissate dall’INPS (31 marzo, 15 luglio, 30 novembre per il 2025).

Sul fronte giurisprudenziale, la Corte di cassazione ha precisato punti importanti: ha affermato che per l’accesso come disoccupati non è necessario aver percepito la NASpI; contano la disoccupazione e gli altri requisiti di legge. Nel 2024 le decisioni n. 24950 e n. 30258 hanno ribadito la lettura sostanziale dei presupposti, chiarendo come vanno verificati stato di disoccupazione e continuità lavorativa.

Come funziona il riscatto della laurea?

Il riscatto della laurea trasforma, a pagamento, gli anni di studio nella contribuzione previdenziale che manca sul conto assicurativo. La base normativa generale è il d.lgs. 184/1997; dal 2019 il DL 4/2019 convertito nella legge 26/2019 ha introdotto il cosiddetto riscatto agevolato dei periodi che ricadono nel sistema contributivo. L’INPS ha chiarito che il riscatto agevolato si può usare anche per studi ante 1996 se si opta per il calcolo interamente contributivo. 

L’INPS indica, a titolo esemplificativo, un costo per anno con modalità agevolata calcolato sul minimale IVS: per le domande presentate nel 2025 la cifra di riferimento è 6.123,15 euro per ogni anno. In ogni caso i periodi riscattati sono utili ai fini del diritto e della misura delle prestazioni nella gestione in cui vengono accreditati. 

Un dettaglio pratico: mentre si percepisce l’APE sociale non si maturano figurativi, ma l’INPS consente, se necessario, di fare versamenti volontari per completare un requisito pensionistico più favorevole.

Il riscatto della laurea conviene per l’Ape sociale?

La risposta, in sintesi, è sì, può convenire quando serve a raggiungere prima l’anzianità contributiva minima richiesta dall’APE sociale e si è già dentro a una delle quattro condizioni previste (disoccupazione, caregiving, invalidità, lavori gravosi). 

I contributi da riscatto sono contributi a tutti gli effetti: quindi entrano nel computo dei 30/32/36 anni richiesti, perché la norma parla di anzianità contributiva e non di contribuzione “effettiva da lavoro”. 

Di conseguenza, se ad esempio mancano uno o due anni ai 30 e si è già disoccupati o caregiver, il riscatto può anticipare l’accesso all’APE sociale di altrettanto tempo. 

È il classico caso in cui l’operazione è razionale: paghi oggi l’onere di riscatto e ottieni prima un’indennità mensile che, anche quando è inferiore al tetto di 1.500 euro, in pochi mesi può “ripagare” la spesa sostenuta e, in più, resta come contribuzione valida anche per la pensione definitiva.

Ci sono però due avvertenze semplici ma decisive. La prima: il riscatto non sostituisce gli altri presupposti dell’APE. Se si entra tra i lavori gravosi, oltre ai 36 anni (o 32 nei casi previsti) bisogna aver svolto quelle mansioni per sette anni negli ultimi dieci o sei negli ultimi sette: il riscatto colma gli anni di contributi, ma non conta come periodo “gravoso”. 

La seconda: se si sta già molto vicini alla pensione di vecchiaia o a un’altra pensione anticipata, può darsi che il vantaggio economico netto dell’APE per pochi mesi non giustifichi la spesa del riscatto; in questi casi il calcolo va fatto guardando all’importo dell’APE che spetterebbe, al numero di mesi di anticipo ottenibile e al costo per coprire gli anni mancanti con il riscatto agevolato 2025.

In conclusione: se ti mancano pochi anni contributivi per arrivare alla soglia prevista e rientri già in una delle condizioni di tutela, il riscatto della laurea è uno strumento coerente con lo spirito dell’APE sociale e spesso conveniente.

il riscatto della laurea conviene per l’Ape sociale
Nell’immagine un uomo di circa 60 anni verifica, con una calcolatrice, se è conveniente il riscatto della laurea per accedere all’Ape sociale.

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