Fondi per la non autosufficienza fino al 2024: il decreto

Fondi per la non autosufficienza fino al 2024: pubblicato il decreto sulla Gazzetta Ufficiale, cosa prevede. Quali saranno i servizi assicurati alle persone con disabilità. Sono stati stanziati 2,6 miliardi.
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25/12/2022

Fondi per la non autosufficienza fino al 2024: sono 2,6 miliardi di euro, il decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Saranno spesi per garantire l’assistenza sanitaria territoriale alle persone non più autosufficienti. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

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Il Piano nazionale per la non autosufficienza prevede tra l’altro anche l’attuazione dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali e dei Progetti di Vita indipendente.

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Si passa ora a una fase successiva per l’attuazione di questo piano. E il via libera è stato garantito proprio dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale (numero 294 del 17 dicembre 2022) del Decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri del 3 ottobre 2022.

Su questo argomento puoi anche leggere quali sono le definizioni e le tutele per la disabilità e la non autosufficienza; c’è poi un post racconta nel dettaglio la nuova legge per anziani e disabili.

Perché sono importanti i Fondi per non autosufficienza

Con l’adozione di questo piano (ripetiamo, da 2,6 miliardi) si possono migliorare in modo significativo tutti gli interventi che sono già previsti a sostegno delle persone con disabilità e delle persone che non sono autosufficienti.

È uno dei punti cardine del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), che ha come obiettivo il rafforzamento dei servizi sociali territoriali e l’assistenza sanitaria.

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Fondi per la non autosufficienza: cosa sono i Leps

Abbiamo accennato ai Leps, Livelli essenziali delle prestazioni sociali. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta e per quale motivo possono svolgere un ruolo rilevante per le persone con disabilità e per le famiglie che le assistono.

I Leps dovranno garantire alle persone non autosufficienti o che hanno una autonomia ridotta:

  • servizi domiciliari;
  • servizi di sollievo;
  • servizi sociali di supporto.

Ovvero tre aspetti dell’assistenza territoriale per anziani e persone con disabilità decisamente più carenti.

Possono essere ritenuti Leps (per maggiore chiarezza):

  • l’assistenza domiciliare sociale quale servizio caratterizzato dalla prevalenza degli interventi di cura della persona e di sostegno psico-socio-educativo;
  • assistenza sociale integrata con i servizi sanitari, ad integrazione di interventi di natura sociosanitaria;
  • soluzioni abitative, anche in coerenza con la programmazione degli interventi del PNRR, mediante ricorso a nuove forme di coabitazione solidale delle persone anziane e tra generazioni;
  • adattamenti dell’abitazione alle esigenze della persona con soluzioni domotiche e tecnologiche che favoriscono la continuità delle relazioni personali e sociali a domicilio, compresi i servizi di telesoccorso e teleassistenza;
  • servizi sociali di sollievo, quali:
    • il pronto intervento per le emergenze temporanee, diurne e notturne, gestito da personale qualificato; 
    • un servizio di sostituzione temporanea degli assistenti familiari in occasione di ferie, malattia e maternità;
    • l’attivazione e l’organizzazione mirata dell’aiuto alle famiglie valorizzando la collaborazione volontaria delle risorse informali di prossimità e quella degli enti del Terzo settore nonché’ sulla base delle esperienze di prevenzione, di solidarietà intergenerazionale e di volontariato locali;
  • servizi sociali di supporto, quali:
    • la messa a disposizione di strumenti qualificati per favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro degli assistenti familiari, in collaborazione con i Centri per l’impiego del territorio;
    • l’assistenza gestionale, legale e amministrativa alle famiglie per l’espletamento di adempimenti. 

Fondi per la non autosufficienza: ripartizione annuale

I fondi stanziati per il triennio 2022/2024 sono stati così ripartiti:

  • per il 2022: 822 milioni;
  • per il 2023: 865,3 milioni;
  • per il 2024: 913,6 milioni.

Fondi per la non autosufficienza: vita indipendente e Pua

Nel riparto dei Fondi per la non autosufficienza ogni singola Regione ha delle risorse a disposizione per:

  • interventi per progetti per la Vita indipendente:
  • assunzioni del personale con professionalità sociale finalizzate all’implementazione dei PUA (Punti Unici di Accesso).

Per la sola Vita Indipendente sono state stanziate per ogni annualità 14 milioni e 640mila euro.

Per i Punti unici di accesso sono disponibili invece:

  • 20 milioni per il 2022;
  • 50 milioni per il 2023;
  • 50 milioni per il 2024.

Questi fondi consentiranno di assumere personale specializzato che dovrà essere destinato agli Ambiti territoriali sociali.

Nell’immagine una persona in carrozzina. A cosa servono i fondi per la non autosufficienza

Fondi per la non autosufficienza: ripartizione tra Regioni

Vediamo come sono stati ripartiti i fondi (per le tre annualità) nelle diverse Regioni della Penisola:

ABRUZZO 2,37% 

  • 2022: 18.660.000 
  • 2023: 18.976.000 
  • 2024: 20.120.000

BASILICATA 1,05% 

  • 2022: 8.267.000 
  • 2023: 8.407.000 
  • 2024: 8.914.000

CALABRIA 3,42% 

  • 2022: 26.928.000 
  • 2023: 27.383.000 
  • 2024: 29.035.000

CAMPANIA 8,54 

  • 2022: 67.241.000 
  • 2023: 68.376.000 
  • 2024: 72.501.000

EMILIA-ROMAGNA 7,75% 

  • 2022: 61.020.000 
  • 2023: 62.051.000 
  • 2024: 65.794.000

FRIULI-VENEZIA GIULIA 2,34% 

  • 2022: 18.424.000 
  • 2023: 18.736.000 
  • 2024: 19.866.000

LAZIO 9,15% 

  • 2022: 72.043.000 
  • 2023: 73.260.000 
  • 2024: 77.680.000

LIGURIA 3,28% 

  • 2022: 25.825.000 
  • 2023: 26.262.000 
  • 2024: 27.846.000

LOMBARDIA 15,93% 

  • 2022: 125.427.000 
  • 2023: 127.545.000 
  • 2024: 135.239.000

MARCHE 2,80% 

  • 2022: 22.046.000 
  • 2023: 22.419.000 
  • 2024: 23.771.000

MOLISE 0,65% 

  • 2022: 5.118.000 
  • 2023: 5.204.000 
  • 2024: 5.518.000

PIEMONTE 7,91% 

  • 2022: 62.280.000 
  • 2023: 63.332.000 
  • 2024: 67.153.000

PUGLIA 6,68% 

  • 2022: 52.596.000 
  • 2023: 53.484.000 
  • 2024: 56.711.000

SARDEGNA 2,92% 

  • 2022: 22.991.000 
  • 2023: 23.379.000 
  • 2024: 24.790.000

SICILIA 8,19% 

  • 2022: 64.485.000 
  • 2023: 65.574.000 
  • 2024: 69.530.000

TOSCANA 7,02% 

  • 2022: 55.273.000 
  • 2023: 56.206.000 
  • 2024: 59.597.000

UMBRIA 1,71% 

  • 2022: 13.464.000 
  • 2023: 13.691.000 
  • 2024: 14.517.000

VALLE D’AOSTA 0,25% 

  • 2022: 1.968.000 
  • 2023: 2.002.000 
  • 2024: 2.122.000

VENETO 8,04% 

  • 2022: 63.304.000 
  • 2023: 64.373.000 
  • 2024: 68.256.000

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