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Firenze, auto di lusso con tagliando disabili: l’ignoranza di chi si indigna

Foto di un'auto di lusso parcheggiata sul posto per disabili scatena la protesta web a Firenze. Perché è sbagliato.
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12/12/2023

Questa mattina, appena aperto gli occhi, il “buongiorno” l’ho ricevuto da un paio di notifiche di Facebook di tre persone diverse che mi taggavano in uno stesso post, all’interno di un Gruppo dedicato alla città di Firenze. Così, incuriosito, una volta ripreso contatto con il mondo ho dato subito un’occhiata.

Nel post in questione si vedeva la foto di un’auto piuttosto costosa, abbastanza sportiva, parcheggiata sul posto per disabili con l’apposito tagliando, quindi in modo regolare e senza alcun abuso. Ciò nonostante, l’uomo che ha condiviso tale foto commentava così: 

“Macchine con 600 cavalli con contrassegno handicap… Ma non è una pagliacciata?”.

Allibito, ho cercato conferma tra i commenti del post, ma purtroppo il senso di disagio non è migliorato, anzi, diversi utenti hanno contribuito ad amplificare il mio sconforto:

“Il fatto è che vedere certe scene sono un offesa al buon senso e a un minimo di intelligenza. Sembra un nosocomio invece che un centro città con una miriade di permessi handicap con auto da oltre 200 mila euro. Fanno shopping e fanno i furbi questa è la realtà… Non è giustizia sociale ma una gara a chi sa essere più furbo e questo non è accettabile…”

“Allora dietro quel tagliando ci sta spesso e volentieri una 104 con relativo regime di IVA agevolata al 4%. Quindi si era pensato giustamente ad un sostegno alle persone meno fortunate, ora se ti puoi permettere una macchina sopra i 100k non mi pare sei proprio un indigente ma soltanto un elusore fiscale. Poi se come la gran parte di questi permessi viene usato per andare a cena in centro per forare la ZTL dovrebbe essere la municipale a controllare sull’uso improprio che ne viene fatto. Tra l’altro mai nessuno della municipale si preoccupa mai di ritirarlo al momento del decesso dello sfortunato titolare e viene usato dagli eredi inconsolabili per venire a fare shopping in centro con i soldi dell’eredità.”

“Non bisogna dimenticare il fatto che vi sono molti portatori di handicap che davvero stanno male e non traggono vantaggi di alcun genere se non essere rinchiusi e concentrati nel loro stato di salute. Non mi interessano i vantaggi fiscali o quant’altro ma dico solo che non è tollerabile uno stato sociale ingiusto, in particolar modo verso chi combatte per andare avanti a testa alta cercando di rispettare le regole nel migliore dei modi e possibili. Chi cerca di essere leale verso il prossimo mal sopporta chi le infrange a discapito di tutti, sentendosi “eletto” a “essere” superiore, agli altri cioè noi, e poter fare quello che gli pare mediante la sua forza economica furba e connivente. Non può funzionare…”

“I controlli li fanno ma hanno il limite della privacy medica e non possono andare oltre alla correttezza amministrativa, purtroppo… Intanto i furbi la fanno sempre franca…”

“Mi dite una persona che ha problemi di deambulazione come fa ad usare questa auto? Hai mai provato ad entrare in quell’auto e ancora peggio ad uscire? Provaci e poi ne riparliamo! W l’Italia dei furbi.”

E poi ancora battutine sarcastiche:

“È per la nonna!!!”

Oppure:

“La pagliacciata è la totale mancanza di controlli!”

Insomma, per buona parte del post si sono date per scontate varie cose, tra le quali principalmente:
– che l’auto fosse guidata da un così detto “falso invalido”;
– che l’auto fosse guidata da un parente di una persona con disabilità, sfruttando irregolarmente il suo tagliando per i propri comodi;
– che l’auto fosse guidata da una persona disabile “fortunata”, e che quindi fosse ingiusto che rubasse un diritto ad altri disabili “più disabili” di lui.

Ciascuna di queste tesi (e anche altre) dimostra un’ignoranza colossale, quella più grezza che nulla ha a che fare con il grado di istruzione ma con una cultura fortemente abilista, colma di pregiudizi e stereotipi: di bias cognitivi che ancora oggi si fatica a credere possibili, ma che invece sono ben radicati in molti aspetti quotidiani e la cosa terribile è che molte cittadine e cittadini nemmeno riescono a vederli.
Per questo, ricalcando il mio commento di risposta al post (che, ammetto, aveva toni un po’ pungenti), trovo giusto sfruttare questo spazio per ricordare, per l’ennesima volta, alcune cose che evidentemente non sono ancora diventate basilari:

– il tagliando disabili può benissimo essere della figlia o del figlio minorenne, e così l’auto di sua madre o suo padre (il tagliando, infatti, è associato alla persona con disabilità e non a una specifica auto);
– il tagliando potrebbe essere di un genitore o parente anziano (perché sì, anche gli anziani escono di casa);

– le persone con disabilità possono lavorare, e magari perfino guadagnare bene, o addirittura benissimo da potersi permettere un’auto costosa, o perfino uno yacht (perché sì, anche i disabili possono guidare, se necessario con apposite strumentazioni e modifiche in base alle loro specifiche difficoltà);

non tutte le persone con disabilità sono in sedia a rotelle, per questo il tagliando disabili viene dato anche a chi ha disabilità “invisibili” che permettono una normale deambulazione, o comunque una mobilità non ridotta, che non necessita di vetture modificate (ad esempio a chi soffre di cuore);

– anche se una persona con disabilità fosse in sedia a rotelle, non è detto che necessiti di auto enormi, magari di quelle con rampe elettroniche che gli permettano di salire passando dal bagagliaio: ho visto persone disabili entrare tranquillamente dal lato del guidatore semplicemente trasferendosi dalla carrozzina al posto di guida, per poi chiudere la sedia e appoggiarla sul sedile di fianco o in quello dietro (perciò il fatto che nel caso in questione si stia parlando di un’auto sportiva non è indice di niente di strano o di sospetto).
Dunque, caro il mio Sceriffo fiorentino: ti ho appena insegnato almeno cinque cose attraverso questo articolo, tra l’altro retribuito e pure discretamente, e non per pietà ma perché questo è una parte del mio lavoro. Lavoro per il quale, sommato a tutti gli altri miei lavori, una macchina come quella da te fotografata, forse, potrei permettermela, magari con autista privato. Chissà. Forse. Preferisco lasciarti nel dubbio, sperando di non sconvolgerti troppo…

Leggi anche i contenuti della sezione “Storie” di invaliditaediritti.it:

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