Fibromialgia riconosciuta malattia invalidante

Fibromialgia riconosciuta malattia invalidante: è arrivato il primo sì della Camera dei deputati. Un sì all’unanimità che impegna il governo. È un primo passo molto atteso da tante donne e tanti uomini che soffrono di questa sindrome, cronica, debilitante e difficile da diagnosticare.
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04/03/2024

È finalmente arrivato il primo sì della Camera: il governo si impegna a riconoscere la fibromialgia come malattia cronica e invalidante. Saranno adeguati i percorsi terapeutici ed erogati i farmaci direttamente ai pazienti. Dopo decenni di attesa qualcosa si muove per le donne e gli uomini che soffrono di una sindrome diffusa e complessa, difficile da diagnosticare. (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Fibromialgia malattia invalidante, le mozioni approvate

Dopo l’approvazione di quattro mozioni dalla Camera (qui trovi il dettaglio di uno dei disegni di legge), votate all’unanimità, il governo si impegna d avviare azioni decisive per aiutare chi soffre di fibromialgia. La mozione presentata da Francesco Ciancitto di Fratelli d’Italia, e quella firmata da Maria Elena Boschi di Italia Viva, sono state accolte senza modifiche. Si tratta di un importante passo avanti.

Questi sono gli impegni principali a cui il governo si è dedicato:

  • Inserimento della fibromialgia tra le malattie croniche e invalidanti riconosciute, garantendo così l’inclusione della sindrome nell’elenco dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea).
  • Aggiornamento dei protocolli terapeutici esistenti per assicurare trattamenti più efficaci.
  • Creazione di un ‘Percorso diagnostico terapeutico assistenziale’ (Pdta), avrà il compito di standardizzare le procedure diagnostiche e terapeutiche per una diagnosi più tempestiva.
  • Erogazione diretta dei farmaci ai pazienti, semplificando l’accesso alle cure necessarie.
  • Istituzione del Registro Nazionale della sindrome fibromialgica presso il Ministero della Salute, per una raccolta dati e un monitoraggio più efficiente della patologia.
  • Promozione di formazione e aggiornamento continuo per i professionisti della salute coinvolti nel percorso di assistenza.
  • Organizzazione di campagne informative e di sensibilizzazione sulle problematiche legate alla fibromialgia, in collaborazione con le Regioni e le associazioni dei pazienti.

Questi sforzi sono accompagnati dall’approvazione di altre mozioni presentate dalle opposizioni, che condividono obiettivi simili, anche se alcune richieste specifiche, come la possibilità di smart working per i pazienti, non sono state accolte dalla maggioranza.

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Fibromialgia malattia invalidante, le mozioni approvate

Una dichiarazione di sostegno dal Ministro della Salute

Il Ministro della Salute, in una nota ufficiale, ha espresso molta soddisfazione per l’approvazione della mozione che riconosce la fibromialgia come malattia invalidante. Per il governo si tratta di un “primo passo importante” verso una maggiore comprensione e supporto per le persone affette da questa condizione spesso sottovalutata.

Il Ministro per la Disabilità, Alessandra Locatelli, ha sottolineato l’impegno del governo a fornire “nuove risposte” a chi vive non solo con il dolore fisico ma anche con i problemi psicologici legati alla fibromialgia.

L’approvazione della mozione dovrebbe rappresentare l’inizio di un percorso che si propone di migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Cosa cambia per i pazienti

Implicazioni dell’inserimento nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea)

L’inclusione della fibromialgia nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) comporta conseguenze positive per i pazienti. Questo cambiamento prevede un processo di valutazione medica per determinare il grado di invalidità, che può portare al riconoscimento di diritti e benefici specifici, tra cui:

  • Accesso a pensioni di invalidità e indennità di accompagnamento attraverso l’INPS e altre istituzioni competenti.
  • Cure mediche specialistiche e trattamenti specifici coperti dal Servizio Sanitario Nazionale.
  • Protezione contro il licenziamento discriminatorio e diritto a adattamenti ragionevoli sul posto di lavoro.
  • Accesso a programmi di assistenza e supporto per migliorare la qualità di vita, come servizi di assistenza domiciliare e centri diurni per disabili.

Cos’è la fibromialgia

La fibromialgia è una condizione cronica che si manifesta con dolore diffuso in tutto il corpo, accompagnato da sintomi come rigidità muscolare, affaticamento e problemi di sonno.

Questa sindrome complessa e multifattoriale rimane difficile da comprendere fino in fondo. Alcune ricerche suggeriscono un coinvolgimento del sistema nervoso centrale nella percezione alterata del dolore.

Principali caratteristiche della fibromialgia

  • Dolore diffuso: il segno distintivo della fibromialgia è un dolore persistente che si estende a diverse parti del corpo.
  • Rigidità muscolare e affaticamento: questi sintomi possono limitare significativamente le attività quotidiane dei pazienti.
  • Disturbi del sonno: molti pazienti lottano per ottenere un sonno riposante, il che può aggravare altri sintomi.
  • Impatto sulle donne: sebbene possa colpire chiunque, la fibromialgia si manifesta prevalentemente nelle donne, influenzando notevolmente la loro qualità di vita.
  • Nebbia cerebrale: problemi di concentrazione e memoria, che incidono sulle capacità cognitive.
  • Ansia e depressione: disturbi dell’umore comuni tra i pazienti con fibromialgia (in questo post puoi leggere la storia di Katia: le hanno curato la fibromialgia come fosse una malattia mentale).

La diagnosi di questa sindrome è complessa, poiché non esistono test specifici e i sintomi possono sovrapporsi a quelli di altre condizioni, rendendo il percorso verso un riconoscimento formale lungo e frustrante per i pazienti.

In questo post ti elenchiamo i centri in Italia dove si cura la fibromialgia.

Questi sintomi possono essere influenzati da vari fattori, tra cui lo stress, l’attività fisica e le condizioni atmosferiche, rendendo la gestione della fibromialgia una sfida quotidiana.

Come si cura

Il trattamento della fibromialgia punta soprattutto alla gestione dei sintomi, utilizzando un approccio multidisciplinare che include farmaci, terapie fisiche, esercizio fisico e strategie di gestione dello stress.

Non esiste una cura definitiva, ma le opzioni terapeutiche disponibili possono aiutare a migliorare la qualità della vita dei pazienti.

Ma come accennato la diagnosi di fibromialgia può essere difficile: a Giulio è stata riconosciuta dopo 30 anni.

Strategie di trattamento principali

  • Farmaci: gli antidepressivi triciclici, come l’amitriptilina e il trazodone, sono comunemente prescritti per alleviare il dolore, migliorare la qualità del sonno e stabilizzare l’umore. Questi farmaci, anche se usati in combinazione con le benzodiazepine a breve durata d’azione, mirano a ridurre i sintomi centrali della fibromialgia.
  • Terapie fisiche: tecniche come la fisioterapia possono aiutare a gestire il dolore e migliorare la mobilità.
  • Esercizio fisico: un programma di attività fisica regolare, adattato alle capacità individuali, può ridurre il dolore e migliorare il benessere generale.
  • Gestione dello stress: tecniche di rilassamento e terapie cognitive comportamentali sono efficaci nel gestire lo stress e possono migliorare i sintomi legati alla fibromialgia.

La serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nei meccanismi di percezione del dolore e nello sviluppo di alcune forme di depressione, gioca un ruolo centrale nella fibromialgia. Molti dei farmaci utilizzati per trattare la sindrome agiscono su questa sostanza, evidenziando l’importanza di un approccio mirato alla regolazione neurochimica.

Importanza di un approccio personalizzato

Data la varietà e l’intensità dei sintomi che possono differire da persona a persona, è fondamentale che il trattamento della fibromialgia sia personalizzato. Un team di specialisti, che può includere medici, fisioterapisti e psicologi, lavorerà insieme per sviluppare un piano di trattamento che risponda alle esigenze specifiche di ciascun paziente.

La fibromialgia rappresenta una sfida sia per i pazienti che per i professionisti della salute. Il suo riconoscimento come malattia cronica e invalidante segna un passo avanti significativo nella lotta per una migliore qualità della vita per chi ne è affetto. Con approcci terapeutici sempre più mirati e un sostegno continuo, la speranza è che i pazienti possano vivere una vita più piena e meno limitata dai sintomi della fibromialgia.

Fibromialgia riconosciuta malattia invalidante
Nell’immagine una donna seduta nella sua abitazione che soffre di fibromialgia.

FAQ (domande e risposte)

Cosa implica il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica?

Il riconoscimento della fibromialgia come malattia cronica e invalidante da parte del governo rappresenta un cambiamento fondamentale per chi ne soffre. Questo riconoscimento non solo legittima le esperienze di dolore e disagio vissute dai pazienti ma apre anche la porta a un miglior accesso alle cure, attraverso l’aggiornamento dei percorsi terapeutici e la possibilità di erogare i farmaci direttamente ai pazienti. Inoltre, sottolinea l’impegno del governo nel fornire supporto concreto e riconoscimento legale a questa condizione, spesso sottovalutata, migliorando la qualità della vita dei pazienti e facilitando il loro accesso ai servizi sanitari e ai benefici sociali.

Quali mozioni sulla fibromialgia sono state approvate dalla Camera?

La Camera ha approvato mozioni significative per il riconoscimento e il trattamento della fibromialgia. Tra queste, spiccano la mozione del centrodestra, primo firmatario Francesco Ciancitto (FDI), e quella di Maria Elena Boschi (IV), passate senza modifiche. Queste mozioni impegnavano il governo a riconoscere ufficialmente la fibromialgia come malattia cronica e invalidante, aggiornare i protocolli terapeutici, definire un Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta), istituire un Registro Nazionale della sindrome, promuovere formazione per i professionisti della salute e campagne di sensibilizzazione. Anche altre quattro mozioni presentate dalle opposizioni, con obiettivi simili, sono state approvate, sebbene con alcune richieste, come il sostegno allo smart working, escluse dalla maggioranza.

Come influisce la fibromialgia sulla vita lavorativa dei pazienti?

La fibromialgia influisce profondamente sulla vita lavorativa dei pazienti a causa dei suoi sintomi debilitanti. L’inserimento di questa condizione nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) può portare a una valutazione ufficiale del grado di invalidità, consentendo l’accesso a benefici come pensioni di invalidità, protezione contro il licenziamento discriminatorio e il diritto a adattamenti ragionevoli sul luogo di lavoro. Questi strumenti legali e supporti economici mirano a migliorare l’integrazione lavorativa e la qualità della vita dei pazienti, offrendo al contempo servizi di assistenza e supporto per aumentare la loro autonomia.

Quali sono i principali sintomi della fibromialgia?

I sintomi principali della fibromialgia includono dolore muscoloscheletrico diffuso, rigidità muscolare, affaticamento cronico, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e memoria (nebbia cerebrale), ansia e depressione. I pazienti riferiscono anche sensibilità aumentata in specifiche aree del corpo, note come “trigger points”. Questi sintomi possono fluttuare in intensità e sono spesso aggravati da fattori come lo stress, l’attività fisica e le variazioni climatiche, rendendo la gestione della vita quotidiana particolarmente sfidante per chi ne soffre.

Qual è il ruolo del “Percorso diagnostico terapeutico assistenziale” nella diagnosi di fibromialgia?

Il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (Pdta) gioca un ruolo cruciale nella diagnosi di fibromialgia, mirando a standardizzare le competenze, le procedure diagnostiche e terapeutiche per garantire una diagnosi tempestiva e accurata. Questo approccio multidisciplinare consente una migliore coordinazione tra i diversi professionisti della salute coinvolti nel percorso di cura del paziente, dalla diagnosi iniziale alla gestione dei sintomi, assicurando che i pazienti ricevano un trattamento coerente e basato sulle migliori pratiche disponibili.

Come viene trattata la fibromialgia secondo le attuali conoscenze?

La fibromialgia viene trattata attraverso un approccio multidisciplinare che include l’uso di farmaci, come antidepressivi triciclici e miorilassanti, terapie fisiche, esercizio fisico regolare e tecniche di gestione dello stress. L’obiettivo è gestire i sintomi, migliorare la qualità del sonno e stabilizzare l’umore, affrontando i meccanismi neurochimici coinvolti, come la regolazione della serotonina. La personalizzazione del trattamento è fondamentale, data la varietà dei sintomi e la loro diversa incidenza tra i pazienti, richiedendo un’attenta valutazione e aggiustamenti periodici del piano terapeutico per ottimizzare i risultati e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

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