Domenicali e festivi con la 104: quando non puoi dire no

Vediamo quando non puoi dire no al rifiuto del datore di lavoro per la fruizione dei permessi nei giorni domenicali e festivi con la Legge 104.
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15/05/2024

Ecco in quali la richiesta dei permessi nei turni domenicali e festivi con la Legge 104 può essere rifiutata dal datore di lavoro (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Turni domenicali e festivi con la Legge 104: quando non puoi dire di no

I turni domenicali e festivi con la Legge 104 possono essere non lavorati grazie ai permessi retribuiti senza alcun problema dai dipendenti disabili gravi.

Per quanto riguarda i lavoratori che utilizzano i permessi 104 non per se stessi, bensì per assistere un familiare affetto da disabilità grave, la legge non fornisce disposizioni specifiche, lasciando tale questione alla discrezione dei contratti collettivi.

Ricapitolando: un dipendente che assiste una persona disabile grave, non può dire di no al turno domenicale o festivo se il suo contratto collettivo non lo prevede.

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Il Decreto sull’orario di lavoro (D.lgs n. 66/2003) stabilisce in modo inderogabile la durata del riposo settimanale, pari a 24 ore consecutive ogni 7 giorni, da accumulare con il riposo giornaliero, portando il totale effettivo a 35 ore, considerate in media ogni 14 giorni (ciò significa che se un dipendente ha soltanto 11 ore di riposo in una settimana, ne avrà diritto a 59 nella settimana successiva).

La legge stabilisce che il riposo settimanale di norma dovrebbe coincidere con la domenica, ma questa è una direttiva generale, con i dettagli lasciati alla contrattazione collettiva.

I contratti collettivi nazionali (Ccnl) generalmente delineano solo i principi base, mentre i dettagli sono affidati ai contratti di secondo livello, ossia quelli territoriali e aziendali.

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Quando il datore di lavoro può chiedere di lavorare nei domenicali e festivi con la Legge 104

Secondo le principali decisioni giuridiche sull’argomento, affinché il datore di lavoro possa legittimamente richiedere al dipendente di lavorare di domenica o in un giorno festivo, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  • l’attività svolta deve essere di interesse pubblico, ovvero mirata a fornire un prodotto o un servizio utile alla collettività;
  • devono esserci ragioni tecniche ed organizzative valide che giustifichino la necessità dell’impresa;
  • il dipendente deve essere informato della data in cui dovrà lavorare in un giorno festivo con un preavviso adeguato;
  • inoltre, è richiesto il consenso del dipendente, che può essere esplicito o implicito.

Tuttavia, c’è stato un dibattito in merito alla necessità o meno del consenso del dipendente. Alcune opinioni sostengono che il consenso richieda un accordo individuale tra dipendente e azienda, mentre altri ritengono che un accordo collettivo a livello nazionale, territoriale o aziendale sia sufficiente.

Una posizione diversa è espressa dalla Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, che ha dichiarato che il lavoro nei giorni festivi e domenicali è una facoltà, non un obbligo per il dipendente.

Secondo questa prospettiva, il lavoratore ha l’obbligo di lavorare solo in determinate circostanze previste dal Decreto sull’orario di lavoro, come casi di eccezionali necessità produttive o di forza maggiore.

Ad esempio, un medico ospedaliero potrebbe essere tenuto a lavorare nei giorni festivi se la sua assenza potrebbe causare un danno alle persone, considerando che si tratta di un’attività di pubblica utilità.

Anche se il dipendente è beneficiario dei permessi Legge 104 per assistere un familiare, potrebbe non poter rifiutare il lavoro domenicale e festivo.

In ogni caso, quando il lavoro nei giorni festivi e domenicali è richiesto, è importante che l’orario settimanale sia organizzato in modo da garantire un adeguato riposo al dipendente e bilanciare gli interessi generali con le esigenze familiari, specialmente quelle legate all’assistenza ai disabili.

In tal senso, è possibile richiedere i permessi Legge 104 per le giornate lavorative coincidenti con i giorni festivi e le domeniche.

Domenicali e festivi con la Legge 104
Domenicali e festivi con la Legge 104. Nella foto: una donna mostra le sue mani sulle quali è scritto: “No”

Rifiuto dei turni domenicali e festivi con la Legge 104 secondo i contratti collettivi

In ambito contrattuale, esistono diverse disposizioni riguardanti la possibilità per i dipendenti di rifiutarsi di lavorare durante le domeniche e i festivi, specialmente se si occupano dell’assistenza a persone con gravi disabilità.

Uno dei contratti più conosciuti che contempla questa facoltà è il Contratto Collettivo Nazionale del Commercio e Terziario (Art. 141 CCNL Commercio e Terziario).

Secondo questo contratto, i dipendenti non sono tenuti a lavorare nei giorni festivi e domenicali se rientrano in una delle seguenti categorie:

  • madri o padri affidatari di bambini fino a 3 anni di età;

Tuttavia, altri contratti collettivi non includono questa possibilità. Per esempio, il CCNL del settore Sanità stabilisce che il riposo settimanale di norma cade di domenica, senza ulteriori specifiche sul lavoro festivo e domenicale per i dipendenti che assistono parenti con disabilità gravi.

In mancanza di disposizioni specifiche nei contratti collettivi, è necessario fare riferimento agli orientamenti della dottrina e della giurisprudenza riguardanti il lavoro durante i giorni festivi e domenicali.

FAQ sui permessi con Legge 104

Quando è possibile cumulare i permessi di 3 giorni con la 104?

L’articolo 6 del decreto numero 119 del 2011, con il quale è stato aggiunto un periodo al comma 3 dell’articolo 33 della Legge 104, afferma che: “Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado o entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Quando non è possibile cumulare i 3 giorni di permessi Legge 104?

La legge, allo stesso tempo, vieta il cumulo permessi 104 se anche solo uno dei due disabili sia un familiare o un affine di terzo grado. Neppure se il coniuge o il genitore del disabile non siano in condizione di prendersene cura.

Posso andare al mare se assisto un familiare disabile e ho i permessi 104?

Se stai assistendo un familiare disabile grave, ci sono delle regole da seguire quando usi i permessi 104. La legge vuole garantire che la persona disabile riceva l’assistenza di cui ha bisogno. Quindi, se vai al mare e non ti occupi del tuo familiare, potresti rischiare una denuncia o addirittura un licenziamento.

Qual è la differenza tra richiedere i permessi per intere giornate o ad ore?

Richiedere i permessi per intere giornate permette di ottenere un totale di 24 ore di permesso al mese, se si lavora 5 giorni alla settimana con un orario di 8 ore al giorno. Richiedere permessi ad ore, invece, consente di “spalmare” queste 24 ore per soddisfare esigenze specifiche. Un’opzione popolare è richiedere due ore di permesso al giorno. Anche se lavori 20 giorni al mese, avrai comunque 40 ore di permesso a disposizione, permettendoti di lavorare meno ore al mese e di sfruttare al meglio le agevolazioni previste dalla legge.

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