Disabilità e domotica, aiuti i non autosufficienti

Disabilità e domotica, come le innovazioni tecnologiche aiutano i disabili non autosufficienti. I vantaggi sono numerosi, ma molti li ignorano: sono anche previsti bonus e agevolazioni fiscali. Si allevierebbe anche l’impegno dei caregiver. Il progetto “Abitiamo nuovi spazi di libertà”.
 - 
26/11/2022

Disabilità e domotica, ovvero come la tecnologia può consentire l’autonomia anche di un disabile grave. (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sulla Legge 104. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

INDICE

Entra nella community e nella chat di Invalidità e Diritti e ricevi con WhatsApp, Telegram e Facebook tutti gli approfondimenti su invalidità, diritti e Legge 104.

Cos’è la domotica? È quella branca della tecnologia che punta a migliorare l’abitabilità e la funzionalità delle case con l’introduzione di sistemi che consentono di gestire a distanza tutti gli apparecchi dell’appartamento. Insomma, basta un click e non bisogna alzarsi. Ma non solo, alcune di queste tecnologie sono completamente a carico del servizio sanitario nazionale, per altre sono invece previste agevolazioni fiscali con la legge 104 o il bonus domotica.

Acquista la nostra Guida Completa alle agevolazioni su auto e sussidi della Legge 104. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

Su questo argomento può anche interessarti sapere quali sono i prezzi degli ausili per disabili (aumentati con l’inflazione); c’è un post che spiega come funzionano le università telematiche con la legge 104; e infine un focus su tutti gli sconti possibili con la legge 104.

Disabilità e domotica: grandi vantaggi, ma poco usata

Una casa con un impianto di domotica ben attrezzato potrebbe rappresentare un vantaggio notevole per le persone che sono costrette a convivere con delle disabilità gravi, in particolare quelle causate da patologie neuromuscolari e neurodegenerative.

Nonostante i benefici siano notevoli (si possono anche ridurre i compiti e la presenza dei caregiver), non ci sono in Italia adeguate informazioni sulla materia. Lo ha rivelato un’indagine condotta da NeMo Labe e Centro Clinico NeMo su pazienti affetti da distrofia muscolare spinale, sclerosi laterale amiotrofica, distrofie muscolari e ai loro rispettivi caregiver.

La questione è rilevante, anche perché alcune soluzioni di domotica sono a carico del Servizio sanitario nazionale. Si continua invece a far pesare tutto sui caregiver, anche quando la tecnologia potrebbe fornire degli aiuti fondamentali, costanti e continui.

Entra nella community e nella chat di Invalidità e Diritti e aggiungiti al gruppo Telegram di news su invalidità e Legge 104 e a quello di WhatsApp per tutte le news. Nel nostro gruppo Facebook confrontati con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi.

Disabilità e domotica: il progetto 

Proprio per informare meglio pazienti e caregiver su tutti i benefici forniti dalla domotica è stato presentato a Roma il progetto “Abitiamo nuovi spazi di libertà”. L’iniziativa è stata promossa da Biogen,  dai centri clinici NeMo e Nemo Lab, con il patrocinio di Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica), Famiglie Sma (Associazione genitori per la ricerca sull’Atrofia muscolare spinale) e Uildm (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare).

In un documento, che raccoglie le opinioni dei massimi esperti, sono state inserite anche delle precise raccomandazioni. L’obiettivo è quello di aumentare e semplificare l’accesso a queste innovazioni tecnologiche sul controllo ambientale.

Questa tecnologia può essere uno strumento importante per la realizzazione dei progetti di vita indipendente.

«Il tema della complessità è ciò caratterizza l’esperienza clinica di chi vive una patologia neuromuscolare, in quanto malattia progressiva e a carattere sistemico – dichiara Valeria Sansone, Direttore Clinico e Scientifico del Centro Clinico NeMO di Milano e Professore ordinario presso l’Università degli Studi di Milano, che continua -».

«E se è vero – continua Valeria Sansone – che in questi ultimi anni la ricerca scientifica sta facendo enormi passi avanti nello sperimentare trattamenti farmacologici che stanno cambiando la storia stessa di alcune di queste patologie, è di fondamentale importanza mantenere una presa in carico clinica mirata, che deve comprendere sempre di più anche una presa in carico di tipo tecnologico, attraverso la quale accompagnare ed educare la persona nella scelta e nell’uso dei dispositivi e dei sistemi adeguati ai suoi bisogni specifici».

Disabilità e domotica: a cosa serve

Le persone che soffrono di disabilità gravi, soprattutto neuromuscolari, sono spesso incapaci di compiere anche piccoli gesti. Una difficoltà che grazie all’uso di questa tecnologia può essere superata e facilitare un percorso di autonomia.

Facciamo qualche esempio:

  • accendere a distanza le luci e alzare le tapparelle;
  • comandare con la voce tutte le funzioni domotiche;
  • eliminazione di barriere tecnologiche;
  • puntatori oculari;
  • comandi ergonomici ad asta o a soffio;
  • pulsanti sensibili;
  • joystick;
  • piattaforme elevatrici;
  • icone di segnalazione; e tanto altro.

Disabilità e domotica: cosa fare

Per consentire alle persone con disabilità grave di accedere a tutti i vantaggi legati alla domotica, lo studio prevede un intervento che si muove in tre direzioni:

  • la realizzazione di di servizi di assistenza, consulenza e informazioni sui territori per facilitare l’accesso e l’installazione delle innovazioni tecnologiche;
  • avere un tariffario base di riferimento per alcuni dei dispositivi più utilizzati;
  • la necessità di promuovere la formazione e l’informazione di medici, operatori sanitari, famiglie, tecnici e amministrativi. Ognuno per le sue competenze e il ruolo che svolgono nell’assistenza alle persone con disabilità.

Disabilità e domotica: di cosa si ha bisogno?

Un progetto di casa domotica deve rispettare quelle che sono le reali esigenze della persona con disabilità e viene realizzato ascoltando i consigli di tecnici, medici, familiari e caregiver. Ovvio che ogni disabilità può avere bisogno di un sistema di comandi e controlli diversi (una persona che non deambula ha esigenze diverse da chi non riesce a compiere anche piccoli gesti o da un non vedente).

Non serve domotizzare tutta la casa, ma installare in particolare quegli ausili tecnologici che consentono alla persona con disabilità di migliorare le sue abilità residue.

Disabilità e domotica, aiutare i non autosufficienti

Disabilità e domotica: bonus

Che la domotica sia diventata un punto centrale per l’assistenza e la vita di una persona con disabilità lo dimostrano anche le agevolazioni che sono previste con la legge 104 per l’acquisto di molti dispositivi, come:

  • tecnologie per il controllo ambientale;
  • piattaforme
  • dispositivi elettronici per l’orientamento;
  • pc fissi e laptop;
  • dispositivi touchscreen. 

Ma c’è anche il bonus domotica, che prevede la detrazione del 65% per l’acquisto di apparecchi per il controllo da remoto. Questo bonus fa parte dell’ecobonus.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulla Legge 104:

Your Title Goes Here

Your content goes here. Edit or remove this text inline or in the module Content settings. You can also style every aspect of this content in the module Design settings and even apply custom CSS to this text in the module Advanced settings.

Entra nei gruppi

Ricevi ogni giorno gratis e senza spam i migliori articoli sull’invalidità e sulla Legge 104. Scegli il gruppo che ti interessa:

Telegram (Consigliato) / privacy

WhatsApp / privacy

Facebook

Importante:

  • Sul gruppo Telegram è possibile commentare le notizie e confrontarsi in chat;
  • Sul gruppo WhatsApp non si può scrivere, pubblichiamo noi le notizie due volte al giorno;
  • I post nel gruppo Facebook sono moderati. Pubblichiamo solo quelli utili alla comunità. I commenti sono liberi, ma controllati.

Ci riserviamo di bannare ed escludere dai gruppi persone violente/aggressive o che si comportano contro i nostri valori.