Disabilità 2025: cosa cambia in concreto e per chi

Disabilità 2025: vediamo nel dettaglio cosa cambia e per chi in seguito all’approvazione di due decreti attuativi da parte del Governo.
 - 
27/11/2023

Scopri le novità sulla disabilità 2025 in questo approfondimento (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Disabilità 2025: approvati due decreti attuativi

Il Consiglio dei Ministri ha approvato due decreti legislativi il 3 novembre 2023 per attuare la Legge 22 dicembre 2021, n. 227, che ha delegato al Governo la revisione e il riordino delle disposizioni in materia di disabilità 2025.

Questa iniziativa riflette un impegno significativo verso la promozione dei diritti civili e sociali delle persone disabili, rimuovendo gli ostacoli che ne limitano la piena partecipazione nella società.

Il primo decreto affronta aspetti cruciali, come la definizione della condizione di disabilità e il relativo accertamento.

Acquista la nostra Guida più dettagliata sull’Invalidità Civile con oltre 150 pagine e le risposte a tutte le domande. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

È positivo vedere l’attenzione posta sulla revisione dei processi valutativi di base e sulla valutazione multidimensionale della disabilità, il che potrebbe contribuire a una visione più completa delle esigenze e delle capacità di ciascuna persona.

La realizzazione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato per le persone con disabilità, è un passo avanti significativo.

Questo approccio potrebbe consentire alle persone disabili di essere più coinvolte nelle decisioni che riguardano la loro vita e di avere un piano personalizzato che tenga conto delle loro specifiche esigenze e aspirazioni.

In definitiva, questa riforma promuove un cambiamento positivo nell’approccio alla disabilità, mirando a garantire una maggiore inclusione e il pieno esercizio dei diritti delle persone con disabilità nella società.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Primo decreto: disabilità, valutazione di base e multidimensionale, progetto di vita e accomodamento ragionevole

Il primo decreto sulla disabilità 2025 introduce importanti cambiamenti nel contesto normativo, in particolare nella Legge n. 104 del 1992, con l’obiettivo di migliorare la tutela delle persone con disabilità. Vediamo i principali punti:

Definizione innovativa di disabilità

Il decreto ridefinisce la disabilità, superando l’approccio medico centrato sulla malattia. Ora la disabilità è vista come il risultato dell’interazione tra persone con limitazioni e barriere comportamentali e ambientali che ostacolano la partecipazione nella vita quotidiana.

Adozione delle Classificazioni Internazionali

Dal 1° gennaio 2025, il decreto adotta la Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD) dell’OMS e la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF). Questo approccio combinato fornisce una visione più completa e significativa della salute delle persone.

INPS e procedimento unificato dal 2026

A partire dal 1° gennaio 2026, l’INPS gestirà un processo unificato per la valutazione e la certificazione della condizione di disabilità. Questo processo coinvolge l’accertamento dell’invalidità civile, della cecità civile, della sordocecità e degli alunni con disabilità. La valutazione multidimensionale è orientata alla definizione di un progetto di vita personalizzato.

Valutazione multidimensionale e Patto di corresponsabilità

La valutazione multidimensionale coinvolge una valutazione bio-psico-sociale in collaborazione con la persona con disabilità. Partendo da una valutazione di base, si considerano gli elementi del contesto sociale. Il coinvolgimento di istituzioni ed enti assistenziali mira a creare un patto di corresponsabilità.

Diritto all’accomodamento ragionevole

Il decreto sancisce il diritto all’accomodamento ragionevole, consentendo modifiche e adattamenti necessari, purché non siano eccessivi o sproporzionati. L’obiettivo è quello di garantire alle persone con disabilità il pieno godimento dei diritti civili e sociali.

Il processo di sperimentazione di queste nuove procedure è previsto per l’intero 2025.

A metà luglio 2023, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto che istituisce il Garante per i diritti dei disabili. Scopri come funziona.

La definizione di disabilità

Il decreto propone una nuova definizione di disabilità, in sintonia con la Convenzione ONU del 2006, che la considera come il risultato dell’interazione tra la persona e le barriere ambientali e comportamentali. Questo modello, chiamato bio-psico-sociale, è ora adottato nel nostro ordinamento.

Le modifiche apportate riguardano l’articolo 3 della Legge n. 104/1992, dove il concetto di “persona con disabilità” diventa la base per i diritti e le prestazioni, sostituendo le parole legate all'”handicap con riferimenti alla “condizione di disabilità.

Il concetto di “condizione di disabilità” è quindi considerato complesso e soggetto a evoluzione in base agli strumenti e ai criteri utilizzati nel processo di valutazione di base.

Ricapitolando:

  • Il decreto adotta il modello bio-psico-sociale per definire la disabilità.
  • Modifica l’articolo 3 della Legge n. 104/1992, utilizzando il termine “persona con disabilità” come base per i diritti e le prestazioni.
  • Sostituisce le parole legate all'”handicap” con riferimenti alla “condizione di disabilità”.
  • Specifica che il concetto di “condizione di disabilità” è complesso e soggetto a evoluzione nella valutazione di base.

Il governo taglia i fondi alle persone disabili: sono stati dimezzati rispetto allo scorso anno. Un taglio notevole, che smentisce le promesse che il governo aveva fatto in campagna elettorale. Vediamo cosa è stato previsto nella bozza della manovra di Bilancio per il 2024.

La valutazione di base

La “valutazione di base” rappresenta un processo fondamentale per determinare la condizione di disabilità di un individuo, usando le classificazioni ICD e ICF dell’OMS come punto di partenza. Questa valutazione è vitale per ottenere accesso a una serie di interventi, benefici e supporti di varia intensità.

Beneficiari della valutazione di base

Tutte le persone richiedenti la certificazione di disabilità, compresi minori e anziani non autosufficienti.

Nota: le persone anziane seguono una procedura diversa, conforme alla legge.

Approccio medico-legale

La valutazione di base si basa su un approccio medico-legale che considera i fattori biologici, psicologici e sociali che contribuiscono alla disabilità. Il questionario WHODAS, valutando il funzionamento in sei domini, è utilizzato per questa valutazione.

Prestazioni legate all’invalidità civile

Per le prestazioni legate all’invalidità civile, tabelle medico-legali sono previste, ma saranno aggiornate per considerare il funzionamento complessivo della persona anziché solo la patologia.

Presentazione della richiesta di valutazione di base

La richiesta può essere fatta dall’interessato, dal genitore/tutore, o da un amministratore di sostegno autorizzato.

Il processo deve completarsi entro 90 giorni dalla ricezione del certificato medico iniziale, con possibilità di sospensione in casi specifici.

Responsabilità dell’INPS

L’INPS è l’ente responsabile della valutazione di base, condotta in una seduta collegiale.

La persona valutata può essere assistita dal proprio medico o psicologo durante la valutazione.

Dopo la valutazione

Al termine della valutazione, alla persona con disabilità viene illustrato il diritto di avviare il processo per un progetto di vita personalizzato presso il Comune di residenza.

La conclusione si attesta con un certificato caricato sul Fascicolo Sanitario Elettronico, precedendo il riconoscimento di benefici e prestazioni.

Diritto di richiesta di nuova valutazione

Le persone hanno il diritto di richiedere una nuova valutazione in caso di nuove condizioni di disabilità o se è necessario maggiore sostegno.

Importante: l’esito della valutazione di base determina il riconoscimento ufficiale della condizione di disabilità, indispensabile per accedere ai benefici e ai sostegni appropriati.

Bonus 2024: è allarme per le famiglie. Ecco quali potrebbero sparire se non confermati in legge di bilancio 2024.

L’accomodamento ragionevole

Il decreto legislativo introduce il concetto di “accomodamento ragionevole,” che rappresenta una soluzione residuale in situazioni in cui l’esercizio pieno di un diritto civile e sociale comporterebbe oneri sproporzionati.

Questo concetto non limita il diritto al pieno accesso ai servizi previsti dalla legge. Il diritto all’accomodamento ragionevole è riconosciuto quando l’applicazione delle leggi non garantisce l’uguaglianza nell’esercizio dei diritti civili e sociali.

Può essere richiesto da persone con disabilità, genitori di minori con disabilità o tutori, e l’obbligo di fornirlo ricade sulla pubblica amministrazione, i concessionari di servizi pubblici e altri soggetti privati.

L’accomodamento ragionevole deve essere adeguato e appropriato, considerando il valore del diritto da garantire.

La valutazione della “non onerosità” tiene conto di vari fattori, inclusi le risorse disponibili e gli effetti sui terzi.

In caso di rifiuto dell’accomodamento ragionevole, sono previsti ricorsi contro la pubblica amministrazione e i soggetti privati con la possibilità di coinvolgere il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità per verificare eventuali discriminazioni.

Ecco alcuni esempi di accomodamento ragionevole utili per capire in modo semplice e chiaro a cosa ha diritto il lavoratore quando sopraggiunge una disabilità in corso di attività lavorativa.

Il progetto di vita

Il progetto di vita è un piano su misura per le persone con disabilità progettato per aiutarle a raggiungere i loro obiettivi e migliorare la loro qualità di vita.

Questo piano considera una serie di servizi, interventi e supporti, sia formali che informali, al fine di assicurare una vita soddisfacente, lo sviluppo delle capacità e la partecipazione attiva della persona con disabilità in modo paritario rispetto agli altri.

Diritto fondamentale e responsabilità dello Stato

Il diritto al progetto di vita personalizzato è considerato fondamentale e deve essere garantito dallo Stato, dalle regioni e dagli enti locali, indipendentemente dall’età e dalle condizioni personali e sociali della persona con disabilità.

L’obiettivo principale del progetto di vita è soddisfare le esigenze e le aspirazioni della persona, facilitando la sua inclusione sociale e la partecipazione in diversi contesti di vita.

La persona al centro del controllo

La persona con disabilità detiene il controllo del progetto di vita, avendo il diritto di richiedere, definire e apportare modifiche al proprio piano in base ai propri desideri, aspettative e scelte.

Può ricevere supporto da un individuo di fiducia, anche tra gli operatori coinvolti nella valutazione multidimensionale. La libertà di scelta sulla residenza e la continuità dei servizi sono elementi chiave, promuovendo la partecipazione attiva e l’autodeterminazione della persona.

Diritto di rinuncia e valutazione multidimensionale

La persona con disabilità ha il diritto di rinunciare al progetto di vita in qualsiasi momento, senza precludere la possibilità di avviare un nuovo processo. La valutazione multidimensionale coinvolge professionisti e figure chiave nella vita della persona con disabilità.

Istanza e avvio del processo

Il processo di richiesta e definizione del progetto di vita inizia quando la persona con disabilità o il suo rappresentante presenta un’istanza, che può essere avanzata in qualsiasi momento. La definizione del piano avviene durante la valutazione multidimensionale.

In sintesi, il progetto di vita pone la persona con disabilità al centro del processo decisionale, garantendo diritti fondamentali e coinvolgendo vari attori per assicurare una vita di qualità e partecipazione attiva.

Il progetto di vita deve includere:

  • Obiettivi: determinati attraverso una valutazione multidimensionale.
  • Servizi, interventi e misure: coprendo aree come apprendimento, socialità, formazione, lavoro, casa e habitat sociale, con accomodamenti ragionevoli.
  • Elenco degli operatori: indicando responsabilità specifiche.
  • Referente: designato per l’attuazione del progetto.
  • Verifiche periodiche: considerando la natura dinamica della disabilità e le variabili di contesto.

I servizi devono migliorare la qualità di vita, promuovendo l’inclusione e l’uguaglianza nei diritti civili e sociali.

Il progetto può prevedere servizi personalizzati, come un trasporto extraurbano per uno studente universitario con disabilità, utilizzando risorse come il pulmino dell’università e contributi locali.

Si stabilisce un “budget di progetto” che definisce risorse umane, professionali, strumentali, tecnologiche ed economiche.

Il progetto, redatto in formato accessibile, viene approvato dai responsabili e dalla persona interessata, diventando vincolante e attuabile. La persona può contribuire con risorse proprie e gestire il budget.

Il progetto di vita è garantito anche in cambiamenti di contesto, coordinandosi con la Legge n. 33 del 2023 per assicurare continuità dei servizi oltre i 65 anni.

Un referente coordinerà l’attuazione, monitorando il progetto, raccogliendo segnalazioni e mantenendo un dialogo costante per apportare modifiche necessarie.

Le Regioni possono definire ulteriori compiti del referente o profili soggettivi in merito.

Scopri come cambierà la valutazione dell’invalidità civile e quali sono le differenze con la valutazione che viene fatta attualmente.

Disabilità 2025
Disabilità 2025. Nella foto: anno 2025.

Sperimentazione e principio di non regressione

Il nuovo progetto normativo, in vigore dal 1° gennaio 2025, introduce un modello migliorato di valutazione per le persone con disabilità.

Sono previsti:

  • valutazione di base rinnovata,
  • nuovo processo di valutazione multidimensionale,
  • creazione di un progetto individuale,
  • stesura del budget di progetto.

La fase sperimentale, che durerà tutto l’anno 2025, è finanziata con 50 milioni di euro aggiuntivi rispetto ai fondi già previsti dalla legislazione esistente per i servizi personalizzati.

Un principio chiave introdotto è il “principio di non regressione“, mirato a preservare i diritti acquisiti dalle persone con disabilità.

Questo principio assicura la continuità della tutela e del supporto durante i periodi di transizione normativa, impedendo che le nuove disposizioni riducano l’accesso ai benefici e alle protezioni dei diritti fondamentali garantiti dal nuovo quadro normativo sulla disabilità.

Ecco quali sono gli attuali requisiti per la valutazione dell’invalidità pensionabile e qual è il processo per effettuare la richiesta.

Secondo decreto: Cabina di regia e livelli essenziali delle prestazioni

Anche il secondo decreto sulla disabilità 2025 è in linea con la Legge delega del 22 dicembre 2021, n. 227.

Questo decreto istituisce e regola la Cabina di regia per la determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) a favore delle persone con disabilità.

La Cabina di regia, situata presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, è composta dai ministri competenti, un delegato della Commissione tecnica per i fabbisogni standard, il Presidente della Conferenza delle Regioni, il Presidente dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e i Presidenti delle Federazioni rappresentative delle Associazioni sulla disabilità.

I compiti della Cabina di regia includono:

  • effettuare una ricognizione preventiva delle prestazioni essenziali per le persone con disabilità;
  • elaborare linee guida per identificare i Livelli Essenziali delle Prestazioni;
  • riconoscere il progetto individuale di vita come livello essenziale delle prestazioni;
  • verificare come integrare i LEP con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA);

Disabilità 2025: tabella riassuntiva

Per concludere, ti mostriamo una tabella riepilogativa di tutti gli aspetti essenziali relativi al primo e al secondo decreto disabilità 2025:

AspettiPrimo Decreto sulla Disabilità 2025Secondo Decreto sulla Disabilità 2025
Definizione di disabilitàRidefinizione della disabilità superando l’approccio medico, adottando il modello bio-psico-sociale. 
Classificazioni adottateAdozione della Classificazione Internazionale delle Malattie (ICD) e della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF). 
Valutazione e certificazioneGestione unificata da parte dell’INPS della valutazione e certificazione della disabilità a partire dal 2026. Valutazione multidimensionale per definire un progetto di vita personalizzato. 
Accomodamento ragionevoleIntroduzione del diritto all’accomodamento ragionevole per assicurare il pieno godimento dei diritti civili e sociali. 
Progetto di vitaCreazione di un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato per le persone con disabilità. Coinvolgimento attivo nella definizione del piano e controllo da parte della persona con disabilità. 
Valutazione di baseProcesso fondamentale per determinare la condizione di disabilità. Approccio medico-legale che considera fattori bio-psico-sociali. 
Sperimentazione e finanziamentoSperimentazione delle nuove procedure durante l’anno 2025, finanziata con 50 milioni di euro aggiuntivi. 
Principio di non regressioneIntroduzione del principio di non regressione per preservare i diritti acquisiti e garantire la continuità della tutela. 
Cabina di regiaIstituzione della Cabina di regia per determinare i Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) a favore delle persone con disabilità.
Funzioni della cabina di regiaRicognizione delle prestazioni essenziali, elaborazione di linee guida per i LEP, integrazione dei LEP con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), coordinamento della normativa su sussidi e incentivi.
Procedure di richiesta e valutazionePresentazione della richiesta di valutazione di base, completamento del processo entro 90 giorni, coinvolgimento dell’INPS. 
Disabilità 2025: tabella riassuntiva degli aspetti più importanti relativi al primo e al secondo decreto attuativo della Legge sulla disabilità

FAQ sull’invalidità civile 2023

Chi viene riconosciuto invalido civile nel 2023?

Nel 2023, vengono riconosciute come invalide civili le persone che presentano condizioni di salute che soddisfano i criteri stabiliti dalla legge e dalle tabelle ministeriali. Queste condizioni possono variare da caso a caso e includono, ad esempio, disabilità fisiche o mentali gravi che limitano in modo significativo la capacità di svolgere le attività quotidiane.

Cosa sono le tabelle per l’invalidità civile?

Le tabelle per l’invalidità civile sono strumenti utilizzati per determinare il grado di invalidità di una persona in base a criteri medici e legali. Queste tabelle contengono una serie di parametri e indicatori che vengono presi in considerazione per valutare la condizione di salute di un individuo e stabilire se questa giustifichi il riconoscimento dell’invalidità civile.

Come presentare domanda di invalidità civile?

Per presentare la domanda per l’invalidità civile all’INPS hai a disposizione 2 alternative:

1.  Puoi presentarla tu stesso attraverso il portale web dell’INPS, munito di identità digitale: SPID (Sistema Pubblico di Identità), CIE (Carta di identità Elettronica) o CNS(Carta Nazionale dei Servizi).

2. Puoi farti seguire da un’associazione di categoria, da un patronato sindacale o da un CAF.

In entrambi i casi, la domanda per l’invalidità civile va compilata esclusivamente per via telematica, dopo aver redatto il modello domanda invalidità civile INPS, inserendo il numero identificativo presente nel certificato del medico curante.

Il sistema ti permette di stamparlo e ti propone delle date per la convocazione, tra le quali potrei scegliere quella a tuo piacimento. La prima visita deve essere fissata entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda. In caso di patologia oncologica o patologia tra quelle comprese nel decreto 2 agosto 2007, la visita deve ricadere entro 15 giorni dalla data di presentazione della domanda.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sull’invalidità civile:

Your Title Goes Here

Your content goes here. Edit or remove this text inline or in the module Content settings. You can also style every aspect of this content in the module Design settings and even apply custom CSS to this text in the module Advanced settings.

Entra nei gruppi

Ricevi ogni giorno gratis e senza spam i migliori articoli sull’invalidità e sulla Legge 104. Scegli il gruppo che ti interessa:

Telegram (Consigliato) / privacy

WhatsApp / privacy

Facebook

Importante:

  • Sul gruppo Telegram è possibile commentare le notizie e confrontarsi in chat;
  • Sul gruppo WhatsApp non si può scrivere, pubblichiamo noi le notizie due volte al giorno;
  • I post nel gruppo Facebook sono moderati. Pubblichiamo solo quelli utili alla comunità. I commenti sono liberi, ma controllati.

Ci riserviamo di bannare ed escludere dai gruppi persone violente/aggressive o che si comportano contro i nostri valori.