Diritto alla casa per le persone disabili: agevolazioni

Diritto alla casa per le persone disabili: ecco cosa è previsto in merito ad alloggi popolari, contratto di affitto e agevolazioni per l’adeguamento delle abitazioni.
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08/06/2024

Vediamo quali sono le agevolazioni per il diritto alla casa per le persone disabili (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Diritto alla casa per le persone disabili: come funziona con le case popolari

Le case popolari sono abitazioni pubbliche costruite dallo Stato e destinate a persone in difficoltà economica.

Chi è riconosciuto invalido civile può ottenere agevolazioni, come ad esempio detrazioni sull’acquisto dell’auto o esenzioni dal ticket sanitario, ma non ci sono benefici automatici per l’assegnazione delle case popolari.

In pratica, essere invalido civile non garantisce automaticamente una casa popolare, ma conferisce un punteggio aggiuntivo nella graduatoria per l’assegnazione.

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Questo aumenta le possibilità di ottenere un alloggio, anche se non è un diritto automatico.

Le leggi italiane, compresa la Costituzione, evidenziano la volontà di tutelare le persone con disabilità, ma le agevolazioni specifiche per gli invalidi civili nelle case popolari sono limitate.

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Come le persone disabili possono ottenere una casa popolare

Le regole per ottenere una casa popolare sono chiare. Per richiederla, devi presentare una domanda al Comune che ha pubblicato il bando.

Se la tua richiesta viene accettata, sarai inserito in una graduatoria con altri richiedenti che hanno avuto esito positivo.

È importante sapere che ottenere una casa popolare non significa riceverla gratuitamente. Sarà richiesto il pagamento di un canone di affitto, anche se in alcuni casi potrebbe essere valutato l’acquisto a determinate condizioni.

Il calcolo del canone sarà proporzionato al reddito dell’assegnatario, ma comunque ridotto rispetto alle tariffe standard.

Le regole per l’assegnazione delle case popolari possono variare tra Regioni e Comuni. Nei bandi, vengono fissati i requisiti di accesso, tra cui precise soglie di reddito e ISEE da non superare per ottenere l’agevolazione. Il requisito ISEE è fondamentale per stabilire l’importo del canone di locazione.

È importante rispettare queste soglie anche dopo aver ottenuto l’assegnazione, poiché superarle potrebbe comportare la liberazione dell’abitazione per favorire una famiglia più bisognosa.

Graduatorie per le case popolari per persone disabili

In base a quanto detto, quindi, le persone con disabilità o coloro che assistono un invalido civile nel loro nucleo familiare possono beneficiare di agevolazioni per ottenere una casa popolare.

La presenza di una persona con disabilità influisce sui requisiti di reddito e sull’ISEE per la richiesta di un alloggio pubblico.

L’ISEE, che tiene conto della situazione economica equivalente, include una detrazione dal reddito per i costi sostenuti nell’assistenza alla persona con disabilità.

Questo significa che, a parità di reddito, una famiglia con un invalido civile avrà un ISEE inferiore rispetto a una famiglia senza disabilità.

Questa differenza di ISEE influirà sulla graduatoria per l’assegnazione delle case popolari, dando priorità a coloro con un ISEE più basso.

Oltre alla presenza di un invalido civile, altri fattori possono aumentare il punteggio in graduatoria.

Questi includono la presenza di minori con disabilità grave e non autosufficienti, nonché una percentuale di invalidità di almeno il 66%.

Ricapitolando: la presenza di una persona con disabilità, insieme ad altri fattori come la presenza di minori con gravi problemi di salute e un’alta percentuale di invalidità, può favorire l’assegnazione di una casa popolare.

Diritto alla casa per le persone disabili
Diritto alla casa per le persone disabili. Nella foto: un uomo in sedia a rotelle con la sua compagna, nel salotto di casa.

Diritto alla casa per le persone disabili: ci sono agevolazioni per l’affitto?

Le persone disabili e i loro familiari, beneficiari della Legge 104, possono ottenere numerosi aiuti economici e fiscali. Tuttavia, non ci sono agevolazioni per l’affitto a persone disabili.

Come gli altri affittuari, anche le persone disabili possono beneficiare di detrazioni fiscali di 495,80 euro se il reddito è sotto i 15.493,71 euro, o di 274,90 euro per redditi compresi tra 15.493,71 e 30.987,41 euro.

Come chiunque altro, le persone disabili devono quindi rispettare le condizioni contrattuali, senza vantaggi specifici.

Come funziona il contratto d’affitto per le persone disabili

Abbiamo visto come non ci sono agevolazioni per l’affitto per le persone disabili e che le regole contrattuali sono le stesse per tutti, persone disabili o meno.

Le regole per l’affitto per persone disabili sono quindi simili a quelle per chiunque altro. Le persone con disabilità devono firmare un contratto di locazione normale.

Sia il locatore che il locatario disabile devono rispettare le stesse condizioni di recesso di chiunque altro.

Il proprietario può interrompere il rinnovo del contratto con un preavviso di almeno sei mesi in alcune circostanze, come la necessità di ristrutturazione o l’intenzione di destinare la casa a un uso specifico.

Anche l’inquilino può impedire il rinnovo con un preavviso di sei mesi, motivato da problemi di salute, trasferimenti, perdita del lavoro o altri gravi motivi.

In sintesi, non ci sono agevolazioni particolari per le persone disabili nel processo di locazione. Il contratto e le regole di recesso sono uniformi per tutti gli inquilini, disabili o no.

Recesso per locatario affetto da disabilità: cambia qualcosa?

In un contratto di locazione con un locatario disabile, il recesso può avvenire in modi diversi per locatore e locatario.

Come abbiamo visto, il locatore può terminare il contratto solo in situazioni specifiche, con un preavviso di 6 mesi.

Anche il locatario disabile può comunicare l’impedimento al rinnovo del contratto in qualsiasi momento, sempre con un preavviso di 6 mesi.

Le motivazioni accettate includono trasferimento lavorativo o perdita di occupazione, problematiche di salute (anche per altri membri del nucleo familiare) e la nascita di un figlio che richiede un alloggio più grande.

La cessazione del rapporto tra locatario disabile e locatore è consentita solo in presenza di motivazioni gravi e inderogabili.

Questo differisce dalla conclusione anticipata richiesta dal locatore, ammessa solo per ristrutturazioni a seguito di danneggiamenti seri all’edificio o al cambio di destinazione d’uso dell’immobile per affidarlo a membri del nucleo familiare o parenti fino al secondo grado.

Come funziona lo sfratto per disabile in casa

Quando si tratta di procedere con lo sfratto delle persone disabili, la legge non stabilisce protocolli specifici, ma estende i termini per permettere loro di sistemare i pagamenti in ritardo.

Ad esempio, se un inquilino disabile è inadempiente e il ritardo nei pagamenti non supera i due mesi a causa di difficoltà economiche indipendenti dalla sua volontà, il giudice ha la facoltà di concedere una proroga, ossia un prolungamento del periodo di pagamento non superiore a 120 giorni.

Tuttavia, questa proroga non è automatica per le persone disabili, ma deve essere richiesta.

Per quanto riguarda lo sfratto dovuto alla scadenza del contratto di locazione di immobili adibiti ad abitazione, la legge stabilisce che l’azione di sfratto possa essere posticipata di 9 o 18 mesi se l’inquilino rientra in specifiche categorie, come:

  • coloro che sono iscritti nelle liste di mobilità;
  • persone che hanno prenotato alloggi cooperativi in fase di costruzione;
  • acquirenti di alloggi in fase di costruzione;

Diritto alla casa per le persone disabili: ci sono agevolazioni per l’acquisto, l’adattamento o la ristrutturazione dell’abitazione?

Le persone con disabilità e i nuclei familiari con un membro disabile, regolato dalla Legge 104/1992, possono beneficiare di agevolazioni nell’acquisto di un immobile residenziale o nella sua ristrutturazione.

Queste agevolazioni includono mutui con condizioni favorevoli, sia in termini di durata che di importo, per l’acquisto di una casa o per interventi di miglioramento strutturale ed energetico.

Per rendere ancora più accessibile l’abitazione, è disponibile un finanziamento specifico per l’acquisto di attrezzature come sollevatori, montascale, porte scorrevoli automatiche e sensori.

Questo sostegno finanziario mira a facilitare la creazione di un ambiente domestico adatto alle esigenze delle persone disabili.

In sintesi, le agevolazioni includono:

  • mutui agevolati per l’acquisto di un immobile o lavori di miglioramento;
  • finanziamento specifico per l’acquisto di attrezzature accessorie.

FAQ sulle agevolazioni per persone disabili

Quali sono le principali agevolazioni per persone disabili?

Le principali agevolazioni destinate a persone in possesso di un certificato di disabilità sono:

  • sconti sulle spese sanitarie: oltre a spese detraibili per l’assunzione di assistenti sanitari, sul reddito complessivo sono previste deduzioni per le spese mediche generiche di ogni tipo;
  • Bonus barriere architettoniche: detrazioni fiscali con percentuale diversa a seconda dell’impatto dell’intervento, che può essere trainante o limitarsi alla ristrutturazione;

Quali sono le agevolazioni con Legge 104 per ristrutturare casa?

Le agevolazioni con Legge 104 per ristrutturare casa, per tutto il 2024 consistono in una detrazione IRPEF del 50% delle spese effettuate per l’installazione delle misure e per l’abbattimento delle barriere architettoniche fino a un massimo di spesa di 96mila euro.

Inoltre, è prevista una detrazione del 36% per le spese di ristrutturazione casa fino a un massimo di 48mila euro.

Per finire, puoi ottenere l’IVA agevolata al 4% per le prestazioni collegate all’appalto dei lavori.

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