Diritto al voto per chi ha la Legge 104: cosa puoi chiedere

Scopri quali sono le agevolazioni previste dalla normativa per esercitare il diritto al voto per chi ha la Legge 104 e si trova in una situazione di difficoltà.
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14/05/2024

Diritto al voto per chi ha la Legge 104: vediamo nel dettaglio quali sono le agevolazioni che è possibile richiedere in questa situazione al fine di esercitare il proprio diritto al voto (scopri le ultime notizie su Legge 104, invalidità civile, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Cosa puoi richiedere ai fini del diritto al voto per chi ha la Legge 104?

La Legge 104 riconosce specifici diritti e agevolazioni al fine di garantire la partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità, compreso il diritto al voto.

Le persone con gravi disabilità possono, infatti, incontrare numerose sfide nel raggiungimento dei seggi elettorali, ma la normativa prevede diverse misure per facilitare il loro accesso al voto.

Vediamo, quindi, cosa puoi richiedere in base alla Legge 104.

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Voto Domiciliare

Se sei affetto da gravi infermità tali da rendere impossibile l’allontanamento dalla tua abitazione, anche con l’ausilio di servizi specifici, puoi richiedere di votare direttamente dalla tua casa.

In questa situazione, è necessario presentare al sindaco del Comune in cui sei iscritto alle liste elettorali:

  • Una dichiarazione che attesti la tua volontà di votare a domicilio, con l’indirizzo completo e un recapito telefonico.
  • Una copia della tessera elettorale e del documento di identità.
  • Un certificato medico dalla ASL, attestante la tua infermità, non precedente ai 45 giorni dalla data delle elezioni e con una prognosi non inferiore ai 60 giorni per gli “intrasportabili”.

Voto Assistito

Se hai difficoltà fisiche che impediscono l’utilizzo autonomo della cabina elettorale (come cecità, amputazioni o gravi paralisi), puoi votare con l’assistenza di un accompagnatore.

Quest’ultimo può essere un membro della famiglia o un altro elettore iscritto in qualsiasi Comune italiano.

Per accedere a questa modalità di voto, è necessario:

  • Presentare una documentazione sanitaria, rilasciata gratuitamente dalla ASL, che certifica l’impossibilità di esercitare autonomamente il diritto di voto.
  • Chiedere all’ufficio elettorale del proprio Comune l’annotazione permanente del diritto di voto assistito sulla tessera elettorale (timbro AVD), presentando il documento di identità, la tessera elettorale e il certificato medico.

Voto per Non Deambulanti

Se sei non deambulante e il tuo seggio elettorale abituale non è accessibile, puoi votare in un’altra sezione del tuo Comune che sia priva di barriere architettoniche.

Per usufruire di questa agevolazione, è necessario presentare una attestazione medica di impossibilità o capacità gravemente ridotta di deambulazione, che può essere utilizzata anche per altri scopi o rilasciata in precedenza.

Servizi di Trasporto Pubblico

In occasione delle consultazioni elettorali, i Comuni devono organizzare servizi di trasporto pubblico per facilitare il raggiungimento di seggi elettorali alternativi, privi di barriere architettoniche, per gli elettori con disabilità fisica.

Per tutte queste richieste, è consigliato consultare l’ufficio elettorale del proprio Comune al fine di ottenere delle informazioni specifiche e scaricare eventuali moduli necessari per usufruire del servizio.

Queste misure sono essenziali per garantire che ogni cittadino abbia la possibilità di partecipare attivamente alla vita democratica del Paese, rispettando pienamente i diritti e le necessità delle persone con disabilità.

Chi può usufruire della Legge 104?

La Legge 104/1992 prevede delle specifiche agevolazioni per diverse categorie di soggetti legati a persone con disabilità grave:

  1. Figli con disabilità grave: Questa categoria include sia figli naturali che adottivi.
  2. Partner: Comprende mariti e mogli, partner in unioni civili e conviventi di fatto, riconoscimento esteso dalla Corte costituzionale per garantire i diritti delle persone disabili (sentenza n. 213 del 23 settembre 2016).
  3. Familiari: Si estende ai parenti fino al secondo grado di consanguineità e fino al terzo grado nel caso in cui i genitori o il partner della persona disabile abbiano più di 65 anni, soffrano essi stessi di patologie invalidanti, siano deceduti o assenti.
  4. Portatori di handicap: Persone con minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, che comportano difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione nel lavoro e causano svantaggio sociale o emarginazione.
  5. Individui con disabilità grave: Persone riconosciute come tali dalla commissione ASL in presenza di un medico INPS, che presentano ridotta autonomia personale e necessitano di assistenza permanente, continuativa e totale.

È importante notare che i permessi sono garantiti soltanto se la persona con disabilità non è ricoverata a tempo pieno in ospedali o strutture sanitarie private che offrono assistenza continuativa.

Diritto al voto per chi ha la Legge 104
Diritto al voto per chi ha la Legge 104 – L’immagine mostra il profilo di una persona che sta inserendo la sua scheda elettorale all’interno di un’urna in un seggio.

FAQ su diritto al voto per chi ha la Legge 104

Chi ha la 104 che esenzione ha?

Alle persone con invalidità civile, indipendentemente dal fatto che godano o meno dei benefici previsti dalla Legge 104, è garantita l’esenzione dal pagamento del contributo per il ticket sanitario, sia per alcune che per tutte le prestazioni fornite dal Servizio Sanitario Nazionale.

Cosa spetta con la 104 art 3 comma 1?

L’INPS offre benefici economici a persone con un grado di invalidità superiore al 74%. Coloro che hanno un grado di invalidità inferiore possono richiedere protesi e ausili in modo gratuito.

Cosa non si può fare con la Legge 104?

Le persone che beneficiano della Legge 104 devono essere consapevoli che l’utilizzo improprio dei permessi concessi dalla normativa può avere conseguenze legali. Ad esempio, la Corte di Cassazione ha considerato legale il licenziamento di un lavoratore che aveva utilizzato i permessi previsti dalla Legge 104 per attività personali, come fare la spesa o andare al mare con la famiglia.

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