Persone disabili e categorie protette: quando corrispondono

Persone disabili e categorie protette: chi è considerata persona disabile, chi può rientrare nelle categorie, quando entrambe le figure corrispondono e danno accesso alle agevolazioni in ambito di inserimento lavorativo.
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08/05/2023

Quando una persona disabile rientra nelle categorie protette? In quali casi invece non si ha diritto ad accedere alle liste per il collocamento obbligatorio? Quali requisiti devono avere persone disabili e categorie protette? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi. Abbiamo anche una pagina Instagram dove pubblichiamo le notizie in formato grafico e un canale YouTube, dove pubblichiamo videoguide e interviste).

Molti pensano che basti il riconoscimento dell’invalidità per ottenere il diritto all’inserimento delle liste per il collocamento obbligatorio.

Tuttavia, non tutte le persone invalide o disabili hanno il diritto di rientrare nelle categorie protette.

Vediamo quindi cosa stabilisce la Legge 68/1999 in merito alle persone disabili e categorie protette, in modo da capire chi può beneficiare dell’inserimento e dell’integrazione lavorativa delle persone disabili nel mondo del lavoro.

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Persone disabili e categorie protette: quando le persone disabili rientrano nelle categorie protette?

La corrispondenza tra persone disabili e categorie protette viene stabilita dalla Legge 68/1999, ovvero la legge che promuove l’inserimento e l’integrazione delle persone disabili nel mondo del lavoro attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato.

La legge distingue i lavoratori appartenenti alle categorie protette in “disabili” e “altre categorie”.

Le persone disabili che hanno diritto a essere inseriti nelle categorie protette sono coloro che sono stati riconosciuti disabili civili con una percentuale minima di invalidità pari o superiore al 46% nonché gli invalidi del lavoro con un grado di disabilità accertata dall’INAIL superiore al 33%.

Le “altre categorie” riguardano gli invalidi di guerra e di servizio, i non vedenti e i sordomuti.

Per fare un esempio: hai presentato domanda per invalidità civile. Ti è stata riconosciuta una percentuale pari al 45% o inferiore: non hai diritto all’inserimento nelle categorie protette.

Se la percentuale riconosciuta è invece, per esempio, del 50% o superiore, allora puoi chiedere l’scrizione alle categorie protette e l’inserimento nelle liste per il collocamento mirato.

Se, invece, ti è stata riconosciuta un’invalidità a causa della tua professione lavorativa, la percentuale necessaria per accedere alle categorie protette è di almeno il 34%.

Non importa quale sia il tuo tipo di disabilità: può essere di tipo motorio, sensoriale o psichico. Con una percentuale superiore al 46% o al 33% se sei invalido del lavoro, acquisisci questi diritti. Anche con una percentuale di invalidità del 100% (invalidità totale) puoi essere collocato lavorativamente, ovviamente tenendo conto delle tue capacità lavorative residue.

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Persone disabili e categorie protette: tutti i lavoratori che possono accedere al collocamento mirato

In base a quanto appena detto, possono iscriversi alle liste delle persone disabili e categorie protette tutti i lavoratori come definiti ai sensi del comma 1, articolo 2 della legge 68/1999, ovvero:

  • persone in età lavorativa affette da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali handicap intellettivo cui sia stata riconosciuta un’invalidità civile – con conseguente riduzione della capacità lavorativa – superiore al 45%;
  • invalidi del lavoro con un grado di invalidità, accertata dall’INAIL, superiore al 33%;
  • non vedenti, colpiti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore a un decimo a entrambi gli occhi, o sordomuti, colpiti da sordità dalla nascita o prima dell’apprendimento della lingua parlata;

Scopri tutta la procedura da seguire e che porta dal riconoscimento della disabilità alla possibilità di essere inseriti nelle liste del collocamento mirato, in modo da capire quanto tempo ci vuole per essere riconosciuti categorie protette.

Persone disabili e categorie protette: cosa prevede la legge

Per le persone disabili e categorie protette la legge prevede che siano riservate loro, nelle aziende pubbliche e private, delle quote di assunzioni che variano a seconda del numero dei lavoratori dipendenti, ovvero:

  • 7% dei lavoratori occupati, se i dipendenti in azienda sono più di 50;
  • 2 lavoratori, se i dipendenti in azienda vanno da 36 a 50;
  • 1 lavoratore, se i dipendenti in azienda vanno da 15 a 35.

Calcolo della quota di riserva: in questo articolo vediamo quali sono i criteri per calcolare la quota di riserva per l’assunzione delle categorie protette.

Come vengono assunte le persone disabili e categorie protette?

L’azienda interessata può procedere all’assunzione delle persone disabili e categorie protette consultando gli elenchi presso gli uffici provinciali dedicati.

Il lavoratore con disabilità riconosciuta e con l’attribuzione delle percentuali di cui abbiamo parlato, deve quindi iscriversi alle liste di collocamento mirato presso gli uffici provinciali del proprio comune di residenza.

Oltre alla percentuale di invalidità riconosciuta, è necessario:

  • aver compiuto 15 anni di età;
  • non aver ancora raggiunto l’età pensionabile;
  • essere disoccupati.

Le assunzioni nelle categorie protette avvengono mediante chiamata numerica o nominativa dalle apposite liste di collocamento provinciali.

Leggi anche chi viene escluso dalle categorie protette, ovvero in quali casi si perde il diritto.

Persone disabili e categorie protette
Persone disabili e categorie protette: quando corrispondono

Persone disabili e categorie protette: come iscriversi alle categorie protette?

Le persone disabili e categorie protette dovranno recarsi presso il Centro per l’Impego territoriale per richiedere l’iscrizione nelle liste.

Nel caso in cui il soggetto disabile non abbia la possibilità di recarsi personalmente presso l’ufficio per l’impiego, può delegare un’altra persona.

Dopo aver completato l’iscrizione, viene formata una graduatoria stabilita in base a determinati criteri forniti autonomamente da Regioni e Province.

Prima di recarsi al Centro per l’Impiego, è necessario presentare tutta la documentazione necessaria all’iscrizione alle categorie protette: vediamo qual è.

Ecco qual è lo stipendio delle categorie protette sulla base dei dati rilevati sulle retribuzioni mensili dalle agenzie per l’impiego.

Persone disabili e categorie protette: quale documentazione presentare per l’iscrizione

Per richiedere l’iscrizione per persone disabili e categorie protette al Centro per l’Impiego è necessario presentare documentazione appropriata, differente in base al tipo di disabilità riconosciuta, ovvero:

  • gli invalidi civili sono tenuti a presentare un certificato di invalidità civile che attesti una percentuale di invalidità superiore al 45%. Tale certificato deve essere stato rilasciato dall’ufficio invalidi civili del distretto ASL di riferimento;
  • gli invalidi del lavoro devono presentare un verbale attestante l’invalidità rilasciato dall’Inail che attesti una percentuale di invalidità maggiore del 33%;
  • le persone non vedenti devono presentare un verbale rilasciato dalla competente commissione ASL che dichiari la cecità assoluta o un residuo visivo non superiore ad un decimo ad entrambi gli occhi;
  • le persone invalide di guerra, invalide civili di guerra e invalide per servizio sono tenute a presentare un certificato, rilasciato rispettivamente dalla commissione medica militare (per gli invalidi di guerra), dal comando o dall’amministrazione di appartenenza (per gli invalidi civili di guerra e invalidi per servizio), che attesti la sussistenza di una situazione che riduca la possibilità di trovare un impiego;
  • coloro che sono stati vittime del terrorismo, criminalità organizzata e del dovere, sono tenuti a presentare un apposito certificato, rilasciato dal Ministero dell’Interno o dal Prefetto territorialmente competente delegato, con cui si attesta l’appartenenza alla categoria.

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