I 40 articoli del decreto sulla nuova disabilità

Pubblicato il decreto sulla nuova disabilità, che introduce importanti cambiamenti. In questo ampio approfondimento analizziamo i 40 articoli che lo compongono e vediamo insieme quali sono i cambiamenti.
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07/06/2024

Semplificazione delle procedure di accertamento dell’invalidità, Progetto di Vita, nuova definizione di disabilità e altro ancora. Ecco cosa cambia con il decreto sulla nuova disabilità (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Cosa prevede il decreto sulla nuova disabilità

Il Consiglio dei Ministri, il 15 aprile 2024, ha dato il via libera finale al decreto sulla nuova disabilità, che ridefinisce la condizione di disabilità, includendo l’attuale concetto di invalidità.

Questo decreto stabilisce i criteri per la valutazione di base e introduce una valutazione multidimensionale per creare e attuare un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato per le persone disabili.

Il decreto su nuova Legge 104 e nuova disabilità è stato pubblicato nella ed entrerà in vigore il 30 giugno 2024. Alcuni aspetti richiederanno l’emanazione di un decreto ministeriale entro 6 mesi, con disposizioni applicabili dal 10 gennaio 2025.

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Contenuti del decreto sulla nuova disabilità

Il decreto si concentra su:

  • procedure di accertamento con una revisione dei processi valutativi, puntando a una valutazione multidimensionale;
  • creazione di un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, per rimuovere ostacoli e attivare sostegni utili all’esercizio delle libertà e dei diritti civili e sociali nei vari contesti di vita scelti dalla persona.

I 40 articoli del decreto sulla nuova disabilità

Analizziamo ora nel dettaglio i 40 articoli del decreto per comprendere meglio i cambiamenti introdotti e le loro implicazioni pratiche.

Capo I, artt. 1-4: obiettivi e definizioni generali del decreto sulla nuova disabilità

Il capo I del decreto sulla nuova disabilità comprende 4 articoli che trattano di:

  • oggetto e le finalità del decreto;
  • definizioni;
  • modifiche alla terminologia riguardante la disabilità.

Questo decreto legislativo attua l’articolo 1, comma 5, lettere a), b), c), d) e h), della Legge del 22 dicembre 2021, n. 227.

Lo scopo è garantire alle persone il riconoscimento della loro condizione di disabilità, rimuovere gli ostacoli e fornire i supporti necessari per il pieno esercizio, su base di uguaglianza con gli altri, delle libertà e dei diritti civili e sociali in tutti gli ambiti della vita, scelti liberamente.

Le modifiche all’articolo 3 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104, riguardano le definizioni precedenti, specificando che è considerata persona con disabilità chi ha compromissioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali che, interagendo con barriere di diversa natura, possono ostacolare la partecipazione piena ed effettiva nei vari contesti di vita, su base di uguaglianza con gli altri. Queste condizioni devono essere accertate tramite una valutazione di base.

La persona con disabilità ha diritto alle prestazioni previste per il supporto necessario o per il supporto intensivo, in relazione ai domini della Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Questa valutazione si basa anche sulla capacità residua individuale e sull’efficacia delle terapie.

Se la compromissione, singola o multipla, riduce l’autonomia personale in relazione all’età, rendendo necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera personale o relazionale, il sostegno è intensivo e ha priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici.

Con l’entrata in vigore del decreto, la parolahandicapè sostituita dacondizione di disabilità“. I termini “persona handicappata”, “portatore di handicap”, “persona affetta da disabilità”, “disabile” e “diversamente abile” sono sostituiti da “persona con disabilità“.

Inoltre, “con connotazione di gravità” e “in situazione di gravità” sono sostituiti da “con necessità di sostegno elevato o molto elevato“, e “disabile grave” è sostituito da “persona con necessità di sostegno intensivo”.

Capo II, artt. 5-17: valutazione di base e accomodamento ragionevole

Il Capo II del decreto sulla nuova disabilità (articoli 5-17) descrive il processo per riconoscere l’invalidità civile e fornisce una definizione chiara dell’accomodamento ragionevole.

Procedura di valutazione

La valutazione dell’invalidità civile inizia su richiesta dell’interessato, del genitore in caso di minore, o del tutore/amministratore di sostegno con poteri, trasmettendo online il certificato medico introduttivo.

In situazioni eccezionali, l’interessato può chiedere di essere valutato solo sulla base dei documenti forniti, senza visita diretta, allegando tutta la documentazione necessaria, incluso il questionario WHODAS (WHO Disability Assessment Schedule).

Se la commissione ritiene necessaria la visita, questa viene disposta. L’interessato può inviare documenti medici o sociali fino a sette giorni prima della visita.

Durante la visita, viene compilato il questionario WHODAS e la valutazione avviene in un’unica seduta collegiale. Solo in casi specifici, la Commissione può richiedere documenti aggiuntivi o ulteriori esami diagnostici. L’esito della valutazione è certificato e registrato nel fascicolo sanitario elettronico.

Se viene riconosciuta una condizione di disabilità, il certificato indicherà i sostegni necessari e la loro intensità, nonché i criteri per eventuali revisioni future.

La procedura deve concludersi entro 90 giorni (15 per patologie oncologiche, 30 per minori). In caso di richiesta di documenti aggiuntivi o esami, i termini sono sospesi per 60 giorni, prorogabili di ulteriori 60.

Accesso a prestazioni sociali

Le persone con gravi patologie certificate possono accedere a prestazioni sociali prima della conclusione della valutazione, salvo conferma o modifica delle prestazioni dopo la valutazione finale.

Certificato medico introduttivo

Il certificato medico deve essere trasmesso telematicamente all’INPS ed è rilasciato da medici delle ASL, ospedali, istituti di ricerca, centri di diagnosi e cura delle malattie rare.

Può essere rilasciato anche da medici di base, pediatri, specialisti ambulatoriali, medici in pensione, liberi professionisti e medici di strutture private accreditate.

Il certificato deve contenere i dati personali, codice fiscale, numero di tessera sanitaria, documentazione diagnostica e anamnestica, diagnosi codificata secondo il sistema ICD, decorso e prognosi delle patologie.

Competenza dell’INPS

Dal 1° gennaio 2026, l’INPS sarà l’unico ente responsabile per la valutazione dell’invalidità civile, tramite unità di valutazione composte da due medici INPS e un rappresentante di associazioni di disabili (ANMIC, UICI, ENS, ANFFAS) e un professionista delle aree psicologiche o sociali.

Le commissioni saranno presiedute da un medico INPS specializzato in medicina legale o, in sua assenza, da un altro medico con esperienza specifica.

Valutazione per minori

Per i minori con disabilità, le unità di valutazione comprendono due medici INPS, un rappresentante delle associazioni e un professionista delle aree psicologiche o sociali.

Le commissioni sono presiedute da un medico INPS specializzato in medicina legale o, in sua assenza, da un altro medico con esperienza specifica. Uno dei medici deve essere specializzato in pediatria, neuropsichiatria infantile o in patologie pertinenti.

Procedura di valutazione

La valutazione deve essere effettuata da almeno tre componenti della commissione. In caso di parità di voti, il voto del presidente vale doppio. La persona interessata può farsi assistere da un proprio medico o psicologo di fiducia senza diritto di voto.

Convenzioni con le Regioni

Per semplificare e razionalizzare la procedura, l’INPS può stipulare convenzioni con le regioni per utilizzare le risorse delle ASL e degli ospedali.

Definizioni e criteri

A partire dal 1° gennaio 2025, la valutazione utilizzerà la Classificazione Internazionale del Funzionamento, Disabilità e Salute (ICF). Saranno definiti i criteri per accertare le compromissioni funzionali, la loro durata, le condizioni patologiche non reversibili, i casi eccezionali per la revisione della disabilità, e i criteri per l’uso della telemedicina.

Diritto all’informazione e Progetto di vita

Alla fine della valutazione, la Commissione deve informare la persona con disabilità e i suoi rappresentanti del diritto a un Progetto di vita individuale e personalizzato. La Commissione può presentare telematicamente la domanda per il progetto di vita.

Accomodamento ragionevole

L’accomodamento ragionevole consiste in misure adattative per garantire alle persone con disabilità l’accesso ai diritti e servizi senza imporre un onere sproporzionato.

Le richieste possono essere presentate alla pubblica amministrazione, a concessionari di servizi pubblici e a soggetti privati.

La pubblica amministrazione deve verificare la proposta dell’interessato e motivare eventuali rifiuti. In caso di diniego, è possibile ricorrere ai sensi della Legge 67/2006.

decreto sulla nuova disabilità
Decreto sulla nuova disabilità: i 40 articoli. Nella foto: il numero 40.

Capo III, artt. 18-32: valutazione multidimensionale e progetto di vita individuale personalizzato

Il Capo III del decreto sulla nuova disabilità (articoli 18-32) ha completamente rinnovato il concetto di “Progetto di vita”, mettendo la persona al centro e rendendolo operativo.

Nuovo Articolo 14 della Legge 328 del 2000: Progetto di vita

Il nuovo articolo 14 della Legge 328 del 2000 ora recita: “Le persone con disabilità di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 104, possono richiedere l’elaborazione del progetto di vita di cui all’articolo 2, comma 2, lettera c), della legge 22 dicembre 2021, n. 227.

Il Progetto di vita è destinato a:

  • migliorare le condizioni personali e di salute delle persone con disabilità;
  • facilitare l’inclusione sociale e la partecipazione alla vita comunitaria, in condizioni di parità con gli altri.

Il progetto include:

  • strumenti, risorse, interventi, benefici, prestazioni e servizi;
  • misure per superare povertà, emarginazione ed esclusione sociale;
  • sostegni per la famiglia e chi presta cura e assistenza.

La persona con disabilità:

  • richiede e partecipa all’attivazione del progetto;
  • può modificare e integrare il progetto secondo i propri desideri e scelte;
  • chiede l’elaborazione del progetto dopo la valutazione di base.

Il progetto deve garantire continuità nel tempo, rispettando l’autodeterminazione della persona.

Stato, regioni e enti locali devono garantire:

  • effettività e omogeneità del progetto;
  • coordinamento tra i piani di intervento nei vari contesti di vita.
Valutazione multimediale e integrazione sociosanitaria

La valutazione multidimensionale include:

  • profilo di funzionamento;
  • analisi dei bisogni e preferenze;
  • definizione degli interventi da attivare.

I programmi di sostegno già attivi continuano a essere validi e possono essere aggiornati in base al nuovo progetto.

Il progetto promuove la libertà della persona di scegliere dove e con chi vivere, assicurando soluzioni abitative appropriate.

I sostegni devono essere garantiti anche in caso di cambiamenti di residenza, salvo casi di impossibilità.

Il processo di valutazione e monitoraggio del Progetto di vita rispetta il principio di autodeterminazione e assicura la partecipazione attiva della persona con disabilità.

La persona con disabilità può essere assistita da un facilitatore che aiuti a esprimere le proprie scelte.

Presentazione dell’istanza per il Progetto di vita

L’istanza per il progetto può essere presentata:

  • all’ambito territoriale sociale del comune di residenza;
  • ad altri enti individuati con legge regionale;
  • tramite i Punti Unici di Accesso (PUA).

La comunicazione dell’avvio del procedimento deve indicare:

  • data di presentazione dell’istanza;
  • possibilità di assistenza da parte di un facilitatore;
  • data di conclusione del procedimento.

La persona con disabilità può rinunciare al progetto e ripresentare una nuova istanza in qualsiasi momento.

Elaborazione del Progetto di Vita

L’unità di valutazione multidimensionale elabora il progetto secondo i desideri della persona con disabilità.

L’Unità di Valutazione Multidimensionale comprende:

  • Persona con disabilità.
  • Responsabile genitoriale, tutore o amministratore di sostegno.
  • Persona nominata dall’interessato.
  • Professionisti sanitari.
  • Rappresentante scolastico.
  • Medico di medicina generale o pediatra.

Le regioni devono riordinare le attività delle unità di valutazione multidimensionale entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto.

Fasi del procedimento

Il procedimento si articola in quattro fasi:

  • Valutazione dei desideri e aspettative della persona.
  • Individuazione delle barriere e facilitatori.
  • Valutazione del profilo di salute e bisogni.
  • Definizione degli obiettivi del progetto.

La valutazione per i minori include il profilo di funzionamento scolastico.

Il budget di progetto integra risorse umane, professionali, tecnologiche ed economiche.

La co-programmazione e co-progettazione con enti del terzo settore è essenziale.

Il referente ha il compito di curare la realizzazione del progetto, coordinare gli interventi e monitorare l’attuazione.

Un fondo di 25 milioni di euro annui dal 2025 finanzia i progetti di vita.

Capo IV, artt. 33-40: disposizioni finanziarie

Nel Capo IV troviamo le ultime regole di passaggio e le questioni finanziarie. Partirà una fase di prova il 1° gennaio 2025, che durerà un anno. Inoltre, dobbiamo considerare il principio di non regressione menzionato nell’articolo 35, che garantisce la protezione dei diritti già acquisiti.

FAQ sull’invalidità civile nel 2024

Chi viene riconosciuto invalido civile nel 2024?

Nel 2024, vengono riconosciute come invalide civili le persone che presentano condizioni di salute che soddisfano i criteri stabiliti dalla legge e dalle tabelle ministeriali. Queste condizioni possono variare da caso a caso e includono, ad esempio, disabilità fisiche o mentali gravi che limitano in modo significativo la capacità di svolgere le attività quotidiane.

Cosa sono le tabelle per l’invalidità civile?

Le tabelle per l’invalidità civile sono strumenti utilizzati per determinare il grado di invalidità di una persona in base a criteri  medici e legali. Queste tabelle contengono una serie di parametri e indicatori che vengono presi in considerazione per valutare la condizione di salute di un individuo e stabilire se questa giustifichi il riconoscimento dell’invalidità civile.

Come presentare domanda di invalidità civile?

Per presentare la domanda per l’invalidità civile all’INPS hai a disposizione 2 alternative:

Puoi presentarla tu stesso attraverso il portale web dell’INPS, munito di identità digitale: SPID (Sistema Pubblico di Identità), CIE (Carta di identità Elettronica) o CNS(Carta Nazionale dei Servizi).

Puoi farti seguire da un’associazione di categoria, da un patronato sindacale o da un CAF.

In entrambi i casi, la domanda per l’invalidità civile va compilata esclusivamente per via telematica, dopo aver redatto il modello domanda invalidità civile INPS, inserendo il numero identificativo presente nel certificato del  medico curante.

Il sistema ti permette di stamparlo e ti propone delle date per la convocazione, tra le quali potrei scegliere quella a tuo piacimento. La prima visita deve essere fissata entro 30 giorni dalla data di presentazione della domanda. In caso di patologia oncologica o patologia tra quelle comprese nel decreto 2 agosto 2007, la visita deve ricadere entro 15 giorni dalla data di presentazione della domanda.

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