Invalidi, contributo per assumere badante: come averlo

Contributo per assumere badante: vediamo a quali contributi può accedere una persona invalida per assumere un badante.
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1/2/23

Contributo per assumere badante: l’Inps e lo Stato permettono agli invalidi non autosufficienti e agli anziani invalidi di ottenere un contributo per l’assunzione di un badante. Capiamo di cosa si tratta (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Prima di procedere con la lettura di questo approfondimento, dai un’occhiata a quanto costa assumere una badante convivente.

INDICE:

Contributo per assumere badante: in cosa consiste

Contributo per assumere badante. Il contributo principale al quale una persona invalida può attingere per assumere un badante è l’assegno di accompagnamento.

Questa tipologia di contributo può essere richiesta senza limiti di età e di reddito, ma è necessario essere dichiarati non autosufficienti da una commissione medico legale dell’Asl per ottenere l’indennità.

In alternativa, ci sono altri contributi a cui si può accedere, e anche per questi è necessario avere dei requisiti ben precisi, in questo caso anagrafici e reddituali.

Andiamo a vedere tutte le possibilità che hai per ottenere un contributo per assumere badante.

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Contributo per assumere badante: l’assegno di accompagnamento

Il primo contributo per assumere badante è l’indennità di accompagnamento, riconosciuta dall’Inps.

L’indennità di accompagnamento prevede un contributo economico che può essere richiesto anche da chi assiste una persona a cui sia stata riconosciuta un’invalidità al 100%, ovvero alla quale è stata accertata l’impossibilità di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore o l’incapacità di compiere gli atti della vita quotidiana.

Oltre ai requisiti sanitari, non è previsto alcun limite di reddito per accedere all’indennità.

L’assegno di accompagnamento viene erogato per 12 mensilità. Inizia a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. Il suo importo, per il 2022, è di 525,17 euro al mese.

Da gennaio 2023 è previsto un aumento di circa l’8%, in vista della perequazione automatica delle pensioni e dei trattamenti assistenziali, che seguono annualmente l’indice dell’inflazione dei 12 mesi precedenti. Ne abbiamo parlato in maniera approfondita in questo articolo.

Qui invece ti mostriamo la guida completa all’indennità di accompagnamento: requisiti, come richiederla, quali sono le agevolazioni correlate.

Questo è l’unico contributo per assumere badante attualmente destinato nello specifico agli invalidi, anche se l’Inps fornisce poi degli aiuti personalizzati per l’assistenza domiciliare attraverso un bando: Home Care Premium. Quest’ultimo, però, è riservato solo a dipendenti e pensionati pubblici.

Tuttavia, se hai determinati requisiti anagrafici e reddituali, pur non avendo un’invalidità al 100%, puoi accedere ad altri tipi di contributi. Vediamoli nei prossimi paragrafi.

Leggi anche come funzionano 104 e assunzione di un parente come badante. Su TheWam.it puoi conoscere tutti i bonus attualmente attivi, anche per le persone con handicap.

Contributo per assumere badante: Bonus Colf e Badanti di Cassacolf

Contributo per assumere badante. Anche se la tua invalidità non è totale, ma ti è stata certificata una percentuale d’invalidità minore e permanete, potresti accedere a uno strumento di sostegno utile messo a disposizione da Cassacolf.

Anche in questo caso, però, devi rispettare altri requisiti, ovvero:

  • essere iscritto alla Cassacolf e aver versato almeno un anno di contribuzione;
  • non avere più di 67 anni di età;
  • non essere in uno stato di permanente non autosufficienza già al momento della tua iscrizione a Cassacolf. Questo perché il contributo viene concesso solo alla persona invalida che ha già un badante ma richiede il contributo a causa dell’aggravarsi della sua situazione.

L’importo del contributo è di 300 euro mensili, erogabili per un anno, per un totale di 3.600,00 euro annui. Per ottenere il contributo, la o il badante deve essere già assunta/o con regolare contratto.

Scopri anche quali sono i bonus regionali per disabili attivi nel 2022 e come fare per ottenerli.

Contributo per assumere badante: come inviare la domanda a Cassacolf

Contributo per assumere badante. Per richiedere questa tipologia di contributo dovrai inviare domanda per iscritto a Cassacolf con apposito modulo, compilato con i dati anagrafici sia tuoi che del badante.

All’interno del modulo c’è anche un questionario, che andrà compilato dal tuo medico curante, il quale attesterà la tua non autosufficienza.

Al modulo deve essere allegata la documentazione medica della patologia invalidante o l’eventuale certificazione della commissione medica dell’Asl che ha accertato l’invalidità.

Entro 60 giorni dalla presentazione della domanda, Cassacolf procederà con le valutazioni, incaricando un proprio medico specialista.

Se tutti i requisiti vengono rispettati, il bonus viene elargito dal mese successivo a quello della presentazione della domanda.

Cassacolf ha anche istituito un bonus una tantum da destinare in caso di maternità delle badanti.

Su TheWam.net abbiamo anche parlato di come non pagare le visite con l’invalidità.

Invalidi, contributo per assumere badante: come averlo.

Contributo per assumere badanti: agevolazioni fiscali

Contributo per assumere badanti. Ci cono poi delle agevolazioni fiscali che non sono indirizzate nello specifico a persone invalide, ma alle quali puoi attingere se sei anziano e hai un determinato limite di reddito.

In particolare, se hai un reddito complessivo non superiore ai 40.000 euro, sei anziano e non autosufficiente (certificato), puoi avere diritto a una detrazione fiscale del 19% sulle spese effettuate per il pagamento del badante.

La detrazione fiscale si applica per spese non superiori a 2.100,00 euro e per calcolare il tuo reddito complessivo devi considerare anche quello derivante da fabbricati locati e in regime di cedolare secca.

Le spese per il pagamento del badante devono essere dimostrabili con documentazione, contenente il codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua il pagamento e di chi sta facendo assistenza.

Se è un tuo familiare che paga le spese al posto tuo, nella ricevuta devono essere indicati anche i dati anagrafici e il codice fiscale del familiare stesso.

Puoi usufruire della detrazione sia a livello domiciliare e sia se sei ricoverato in una struttura ospedaliera. In questo caso, la casa di cura dovrà specificare le spese per l’assistenza e quelle dovute per le prestazioni fornite dall’istituto.

Alle detrazioni sono legate anche le prestazioni relative alla cura e all’assistenza alla persona rese da cooperative di servizi.

Possono godere dell’agevolazione anche i familiari conviventi o figli, anche non conviventi.

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