Benefici contributivi per gli invalidi, come funziona

Vediamo quali sono i benefici contributivi per gli invalidi, ovvero come puoi andare in pensione prima grazie ai contributi figurativi e alle misure per il prepensionamento a favore degli invalidi.
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20/12/2022

Quali sono i benefici contributivi per gli invalidi? È necessario fare domanda per ottenerli? Chi ne è beneficiario? (entra nella community di Invalidità e Diritti e scopri le ultime notizie sull’invalidità civile. Unisciti al gruppo Telegram, alla chat tematica e a WhatsApp per ricevere tutte le news direttamente sul cellulare. Entra nel gruppo Facebook per parlare con migliaia di persone che hanno i tuoi stessi interessi).

Se sei un lavoratore invalido, sia del settore pubblico che del settore privato, hai la possibilità di andare in pensione prima, grazie ai benefici contributivi per gli invalidi.

In questo approfondimento vediamo quali sono questi benefici, quali requisiti devi avere per ottenerli e se vengono applicati automaticamente o devi farne richiesta.

Indice

Quali sono i benefici contributivi per gli invalidi

Andiamo subito a elencare quali sono i benefici contributivi per gli invalidi, così avrai una panoramica veloce di ciò che potresti ottenere, e poi andremo a dettagliarli uno per uno all’interno di questo approfondimento.

I benefici contributivi per gli invalidi a cui potresti accedere per andare in pensione prima sono:

  • maggiorazione contributiva (due mesi di contribuzione figurativa per un massimo di 5 anni);
  • pensione anticipata di vecchiaia;
  • Ape Sociale e Lavoro precoce.

Come probabilmente saprai, per andare in pensione è necessario aver raggiunto quella che viene chiamata “età pensionabile”, che attualmente è stabilita a 67 anni.

Tuttavia, se sei invalido, oltre alle prestazioni strettamente legate all’invalidità, come ad esempio l’assegno ordinario di invalidità o la pensione di inabilità, puoi aver diritto a delle misure che ti permettono di raggiungere prima la pensione di vecchiaia (67 anni), grazie alle novità introdotte dalla legge 232/2016. Andiamo ad analizzare nel dettaglio ognuna di queste possibilità.

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Benefici contributivi per gli invalidi: come funzione la maggiorazione contributiva

Tra i benefici contributivi per gli invalidi a tua disposizione, analizziamo per primo la maggiorazione contributiva, riconosciuta dall’art. 80 della legge 388/2000 a favore di dipendenti invalidi quali:

  • sordi;
  • invalidi civili con invalidità superiore al 74%;
  • invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio nel rapporto di pubblico impiego con le Amministrazioni statali o gli Enti locali, con invalidità ascritta alle prime quattro categorie della tabella A allegata al testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra (DPR 915/1978).

Questa misura, permette di richiedere, per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di 2 mesi di contribuzione figurativa.

Il beneficio è riconosciuto fino al limite massimo di 5 anni di contribuzione figurativa e risulta utile sia ai fini del diritto alla pensione che alla determinazione della sua misura per le anzianità soggette a calcolo retributivo.

Per le anzianità soggette a calcolo contributivo, invece, la contribuzione figurativa risulta utile solo ai fini del diritto alla pensione.

Per fare un esempio pratico: se hai svolto 12 anni di lavoro effettivo con una percentuale di invalidità superiore al 74%, potrai contare su una contribuzione figurativa di 2 anni, che potrai utilizzare per guadagnare la pensione anticipata con 2 anni di anticipo.

Attenzione: questa maggiorazione ti spetta solo nel caso in cui sia dipendente di pubbliche amministrazioni o di aziende private per i periodi di attività lavorativa non coperti da contribuzione volontaria, figurativa o derivante da riscatto non correlato ad attività lavorativa.

La maggiorazione contributiva, inoltre, non è cumulabile con altre maggiorazioni convenzionali della contribuzione per la stessa menomazione, in particolare con l’abbuono di 4 mesi per ogni anno di lavoro riconosciuto ai lavoratori non vedenti (Circolare Inpdap 36/2003).

Per ottenere i contributi figurativi di 2 anni devi presentare apposita domanda, corredata da idonea documentazione (Circolari Inps 29/2002 e 92/2022).

Parliamo adesso della pensione di vecchiaia anticipata. Prima, però, guarda questo video che abbiamo scelto per te e che ti spiega come calcolare la tua pensione:

Benefici contributivi per gli invalidi: come funziona la pensione di vecchiaia anticipata

Anche la pensione di vecchiaia anticipata fa parte dei benefici contributivi per gli invalidi. In particolare, la misura è rivolta ai lavoratori dipendenti del settore privato in possesso di contribuzione al 31.12.1995 (cioè che sono nel sistema misto: Circolare Inps 65/1995) con un’invalidità non inferiore all’80%.

Quindi, non sei beneficiario di questa misura se sei un lavoratore autonomo e nemmeno se sei un pubblico dipendente, ma solo se sei lavoratore dipendente del settore privato

Se sei una lavoratrice donna con un’invalidità non inferiore all’80%puoi andare in pensione a 56 anni (anziché a 67), purché sia in possesso di almeno 20 anni di contributi.

Se, invece, sei lavoratore invalido, sempre con 20 anni di contributi puoi andare in pensione a 61 anni di età.

Per ottenere il primo rateo pensionistico, però, dovrai attendere l’apertura di una finestra mobile di 12 mesi.

Concludiamo con l’Ape Sociale e Lavoro precoce: a chi sono rivolti? Vediamolo nel prossimo paragrafo.

Se hai contratto una malattia a causa del lavoro che svolgi, puoi richiedere la pensione anticipata per malattia professionale: ti spieghiamo come fare.

Benefici contributivi per gli invalidi
Benefici contributivi per gli invalidi, come funziona

Benefici contributivi per gli invalidi: come funziona l’Ape Sociale e Lavoro Precoce

Concludiamo questo elenco di benefici contributivi per gli invalidi con l’Ape Sociale e Lavoro Precoce, riconosciti ai lavoratori con un’invalidità pari o superiore al 74%.

L’Ape Sociale può essere ottenuta a partire dal 63° anno di età. Si tratta, in sostanza, di un sussidio di accompagnamento alla pensione di vecchiaia, il cui valore è pari all’importo della pensione maturata al momento di accesso alla misura entro un massimo di 1.500 euro lordi al mese.

Per accedere all’Ape Sociale, devi possedere un’anzianità contributiva di almeno 30 anni, che puoi far valere anche cumulando la contribuzione sparsa in più gestioni dell’Inps.

Se sei una lavoratrice, questo calcolo contributivo sarà ridotto di un anno per ogni figlio entro un massimo di 2 anni (quindi può ridursi fino a 28 anni). Non è obbligatorio che tuo figlio sia ancora nel tuo nucleo familiare: ti spieghiamo tutto in questo approfondimento.

La misura era stata approvata in via sperimentale fino al 31 dicembre 2022, ma recentemente è stata confermata dal governo anche per il 2023.

Ti informiamo, inoltre, che ai fini del raggiungimento del requisito contributivo, non è utile la maggiorazione contributiva, di cui abbiamo parlato.

Assegno ordinario e Ape sociale: scopri di che prestazioni si parla e se sono cumulabili, cioè se le puoi avere entrambe.

Lavoro Precoce, invece, ti permette di ritirarti con la pensione anticipata a prescindere dall’età anagrafica al raggiungimento di 41 anni di contributi (che tu sia uomo o donna), a condizione di avere almeno 12 mesi di lavoro effettivo prima del 19° anno di età e che tu sia in possesso di contribuzione alla data del 31 dicembre 1995 (cioè ricada nel cosiddetto sistema misto).

In questo caso, per il perfezionamento dell’anzianità contributiva, puoi utilizzare anche la maggiorazione contributiva di cui abbiamo parlato.

Ti ricordiamo che questi benefici contributivi per gli invalidi non ti vengono applicati automaticamente, ma devi essere tu a farne esplicita richiesta all’Inps.

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