Per il congedo 104 può cambiare residenza l’assistito?

In caso di richiesta per la fruizione del congedo con Legge 104 può cambiare residenza l’assistito o deve cambiarla per forza il caregiver? Facciamo chiarezza.
 - 
25/05/2024

In questo approfondimento ci chiediamo se per il congedo con Legge 104 può cambiare residenza l’assistito oppure no (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Per il congedo con Legge 104 può cambiare residenza l’assistito?

Sì, in caso di richiesta per la fruizione del congedo con Legge 104 può cambiare residenza l’assistito.

Il diritto al congedo straordinario non dipende da chi cambia residenza, ma dall’essenziale concordanza di residenza tra caregiver e persona disabile assistita.

Secondo quanto stabilito dalla Legge 151 del 2001, il congedo retribuito di due anni è garantito a coloro che soddisfano questo requisito. La normativa non specifica chi debba effettuare il cambio di residenza.

Acquista la nostra Guida più dettagliata sull’Invalidità Civile con oltre 150 pagine e le risposte a tutte le domande. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

Acquista la nostra Guida Completa ai Permessi della Legge 104 oppure approfitta del pacchetto premium da 2 guide. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.

In pratica, ciò significa che per ottenere il diritto al congedo non è rilevante chi si trasferisce, ma è fondamentale che il caregiver e la persona disabile vivano nello stesso luogo. Pertanto, è possibile registrare temporaneamente la persona disabile presso il Comune di residenza del caregiver, richiedendo la residenza temporanea.

Entra nella community, informati e fai le tue domande su YouTube e Instagram.

Con il congedo con Legge 104 può cambiare residenza l’assistito chiedendo la dimora temporanea

Per richiedere la dimora temporanea, è necessario presentare domanda di iscrizione nei registri della popolazione temporanea all’anagrafe del Comune dove si vuole risiedere temporaneamente.

In alcuni casi, se la permanenza nel Comune è stata di almeno 4 mesi, l’iscrizione può essere effettuata anche d’ufficio.

La richiesta deve contenere i dati anagrafici del richiedente e l’indirizzo temporaneo, oltre al motivo per cui si richiede la dimora temporanea. È necessario allegare una copia di un documento di identità e del codice fiscale.

Al termine dell’iter, l’ufficio anagrafe provvederà all’inserimento nello schedario delle iscrizioni temporanee e rilascerà un’attestazione di iscrizione.

Trascorsi 12 mesi, se si intende rimanere nel Comune, sarà necessario richiedere l’iscrizione alla popolazione residente.

congedo con Legge 104 può cambiare residenza l’assistito
Congedo con Legge 104 può cambiare residenza l’assistito. In foto un uomo e una donna con due scatole sulla testa.

Limiti della Legge 104 e dimora temporanea

Tuttavia, ci sono delle limitazioni da considerare attentamente. Bisogna infatti considerare che la dimora temporanea ha dei limiti.

Infatti, è concesso solo per un anno, rispetto ai due anni previsti dalla modalità ordinaria di concessione del congedo.

In tale senso, la persona disabile potrà trasferirsi “temporaneamente” presso l’abitazione di chi la assiste.

Questa possibilità, quindi, può essere sfruttata per esempio per chi deve fruire del congedo straordinario per massimo 12 mesi, oppure per il lavoratore o l’assistito che non può spostare subito la residenza per qualche motivo, ma può farlo poi nell’arco di 12 mesi.

Dopo i 12 mesi, se si deve continuare ad assistere il familiare disabile, sarà quindi necessario seguire la procedura ordinaria. Ciò implica spostare la residenza presso la casa del disabile, oppure la persona con disabilità deve spostare la sua in quella di chi la assiste, al fine di soddisfare il requisito della convivenza presso la stessa abitazione.

Chi può chiedere il congedo senza convivenza e senza cambiare residenza

Per coloro che vivono nello stesso Comune del disabile e nello stesso stabile, seppur in alloggi separati, senza essere conviventi, non è necessario richiedere il cambio di residenza o la dimora temporanea, perché in questo caso è possibile richiedere l’agevolazione lavorativa anche se non si vive a casa con il familiare disabile.

Inoltre, nel caso di genitori che devono assistere un figlio disabile, la legge non richiede né la dimora temporanea né la convivenza nel medesimo Comune.

FAQ sul congedo Legge 104

Che cos’è il congedo Legge 104?

Il congedo Legge 104, è un diritto previsto dalla normativa italiana per i lavoratori che si trovano nella situazione di dover assistere un familiare o una persona a loro affidata affetta da una grave disabilità riconosciuta dalla legge.

Durante il congedo Legge 104, il lavoratore può sospendere, per massimo due anni della propria vita lavorativa, la propria attività lavorativa per dedicarsi all’assistenza e alla cura della persona con disabilità. Questo diritto è finalizzato a garantire il benessere e il supporto necessario alle persone che necessitano di cure e attenzioni particolari.

A chi spetta il congedo Legge 104?

Il congedo Legge 104 spetta ai lavoratori dipendenti che hanno un familiare o una persona a loro affidata affetta da una grave disabilità. In particolare, possono beneficiarne i dipendenti pubblici e privati, sia a tempo determinato che indeterminato.

Il congedo può essere richiesto da coloro che hanno un coniuge, un parente o un affine entro il secondo grado (come genitori, figli, fratelli, suoceri) che presenta una situazione di disabilità grave. È importante precisare che la disabilità deve essere riconosciuta legalmente e certificata.

Perdo le ferie durante il congedo Legge 104?

Durante il congedo Legge 104, il lavoratore non perde il diritto alle ferie maturate. Le ferie accumulate possono essere usufruite prima dell’inizio del congedo o successivamente, nel periodo successivo al ripristino dell’attività lavorativa.

In pratica, le ferie non vengono sottratte o annullate a causa del congedo Legge 104. Tuttavia, è necessario tener conto delle specifiche regole aziendali e delle disposizioni contrattuali che possono variare da caso a caso. È sempre consigliabile consultare il proprio contratto di lavoro o rivolgersi al dipartimento delle risorse umane per ottenere informazioni precise sulle modalità di fruizione delle ferie durante il congedo Legge 104.

Cosa non posso fare durante il congedo Legge 104?

Durante il congedo Legge 104, è importante rispettare alcune regole e limitazioni che disciplinano questa tipologia di assenza dal lavoro. Ecco alcune cose che non è possibile fare durante il congedo Legge 104:

Lavorare per un altro datore di lavoro: durante il congedo, non è consentito svolgere un’altra attività lavorativa presso un diverso datore di lavoro. Il congedo per assistenza deve essere dedicato esclusivamente all’assistenza della persona con disabilità.

  • Effettuare viaggi o spostamenti non necessari: il congedo Legge 104 è finalizzato all’assistenza e alla cura della persona con disabilità. Pertanto, è importante limitare gli spostamenti e i viaggi non strettamente necessari durante il periodo di congedo.
  • Abusare del congedo: il congedo Legge 104 deve essere utilizzato in modo responsabile e conforme alle reali esigenze di assistenza. Non è consentito abusare di questa possibilità, poiché potrebbe comportare conseguenze negative sia dal punto di vista legale che lavorativo.

Cosa rischio se abuso della Legge 104?

L’abuso della Legge 104 comporta rischi e conseguenze sia dal punto di vista legale che lavorativo. Le conseguenze possono variare a seconda del contesto specifico e della gravità dell’abuso commesso. Ecco alcuni dei rischi che si possono correre:

  • Sanzioni disciplinari: l’abuso del congedo Legge 104 può essere considerato un comportamento non conforme alle disposizioni aziendali o contrattuali. Ciò potrebbe portare all’applicazione di sanzioni disciplinari, come richiami scritti, sospensioni o addirittura il licenziamento, a seconda della gravità dell’infrazione e delle politiche aziendali.
  • Recupero delle retribuzioni indebitamente percepite: se viene accertato l’abuso del congedo Legge 104, l’azienda potrebbe richiedere il recupero delle retribuzioni corrisposte durante il periodo di congedo non dovuto. Questo può comportare una riduzione delle future retribuzioni o richieste di restituzione delle somme già percepite.

È fondamentale rispettare le norme e le finalità del congedo Legge 104 per evitare problemi e garantire un corretto utilizzo di questa importante tutela prevista dalla legge.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulla Legge 104:

Your Title Goes Here

Your content goes here. Edit or remove this text inline or in the module Content settings. You can also style every aspect of this content in the module Design settings and even apply custom CSS to this text in the module Advanced settings.

Entra nei gruppi

Ricevi ogni giorno gratis e senza spam i migliori articoli sull’invalidità e sulla Legge 104. Scegli il gruppo che ti interessa:

Telegram (Consigliato) / privacy

WhatsApp / privacy

Facebook

Importante:

  • Sul gruppo Telegram è possibile commentare le notizie e confrontarsi in chat;
  • Sul gruppo WhatsApp non si può scrivere, pubblichiamo noi le notizie due volte al giorno;
  • I post nel gruppo Facebook sono moderati. Pubblichiamo solo quelli utili alla comunità. I commenti sono liberi, ma controllati.

Ci riserviamo di bannare ed escludere dai gruppi persone violente/aggressive o che si comportano contro i nostri valori.

1