Congedo 104 per assistere un genitore: cosa devi sapere

Scopri a chi spetta, come funziona e come si richiede il congedo con Legge 104 per assistere un genitore.
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29/05/2024

Vediamo quali sono le condizioni per richiedere il congedo con Legge 104 per assistere un genitore e come fare domanda (scopri le ultime notizie su Legge 104invalidità civilecategorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Quando si può chiedere il congedo con Legge 104 per assistere un genitore

Un figlio può richiedere il congedo con Legge 104 per assistere un genitore disabile grave a condizione che:

  • sia lavoratore dipendente del settore pubblico o privato;
  • i beneficiari che lo precedono nell’ordine di priorità siano deceduti, mancanti o impossibilitati a prendersi cura della persona disabile grave;
  • sia convivente con la madre o presenti una dichiarazione nella quale si impegni a spostare la residenza presso l’abitazione della madre in concomitanza dell’inizio della fruizione dell’agevolazione.

A queste condizioni, è possibile per un dipendente richiedere il congedo con Legge 104 per assistere un genitore.

Vediamo nel dettaglio come funziona l’agevolazione e perché è necessario che siano presenti queste condizioni.

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A chi spetta il congedo con Legge 104 per assistere un genitore: ordine di priorità

Abbiamo detto che un figlio può richiedere il congedo con Legge 104 per assistere un genitore, ma solo nel caso in cui non siano presenti gli altri beneficiari in ordine di priorità, ovvero:

  • il padre o la madre, anche adottivi o affidatari, della persona disabile in situazione di gravità, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti del coniuge convivente /della parte dell’unione civile convivente;
  • uno dei figli conviventi della persona disabile in situazione di gravità, nel caso in cui il coniuge convivente /la parte dell’unione civile convivente ed entrambi i genitori del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente /la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori e i figli conviventi del disabile siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • un parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente /la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • uno dei figli non ancora conviventi con la persona disabile in situazione di gravità, ma che tale convivenza instauri successivamente, nel caso in cui il coniuge convivente /la parte dell’unione civile convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi, i parenti o affini entro il terzo grado conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti.

Chi non può richiedere il congedo con Legge 104 per assistere un genitore

Abbiamo detto che per i dipendenti pubblici e privati è possibile richiedere il congedo con Legge 104 per assistere un genitore.

Ci sono invece delle categorie di lavoratori a cui il congedo 104 non spetta, ovvero:

  • gli addetti ai servizi domestici e familiari;
  • i lavoratori a domicilio;
  • i lavoratori agricoli giornalieri;
  • i lavoratori autonomi;
  • i parasubordinati;
  • i titolari di contratto di lavoro part-time verticale, nei giorni in cui non è prevista attività lavorativa.

Quanto dura il congedo con Legge 104 per assistere un genitore

La durata è indicata nella stessa definizione di congedo biennale con Legge 104. Biennale, quindi, ovvero per massimo due anni nell’arco dell’intera vita lavorativa e, allo stesso modo, di due anni per ciascun disabile.

Cerchiamo di essere più chiari. Mettiamo il caso che a beneficiare della Legge 104/1992 siate, alternativamente, tu e tua sorella.

Volete fruire entrambi del congedo biennale. Prendi prima tu un anno di congedo. Tua sorella, potrà poi richiedere solo un altro anno di congedo: quindi, sommati, fanno due anni.

Non è possibile, in sostanza, che richiediate prima tu un anno e poi tua sorella due anni per assistere lo stesso familiare disabile.

Potete, però, chiedere l’altro anno di congedo per assistere un altro familiare disabile grave. Per esempio, se dovesse averne bisogno successivamente vostra madre, potrete richiederlo (sempre che anche lei sia titolare di Legge 104).

Congedo con Legge 104 per assistere un genitore
Congedo con Legge 104 per assistere un genitore. Nella foto: un figlio assiste il genitore anziano.

Come viene retribuito il congedo con Legge 104 per assistere un genitore

Se richiedi il congedo biennale retribuito hai diritto:

  • a un’indennità di congedo Legge 104, pari all’ultima retribuzione percepita, ma sino a determinati limiti. Per la precisione, l’indennità è pari alla retribuzione percepita nell’ultimo mese di lavoro che precede il congedo, a esclusione delle voci che non risultano fisse e continuative. Il tetto massimo dell’indennità è di 36.645 euro annui, che corrispondono a 100,12 euro al giorno;
  • all’accredito dei contributi figurativi, utili sia ai fini del diritto che della misura della pensione, sino a determinati limiti massimi. Il limite massimo è 12.092 euro annui;
  • l’importo complessivo annuo riconosciuto per il congedo ammonta dunque a 48.737 euro.

Requisito della convivenza per il congedo con Legge 104

Per richiedere il congedo biennale retribuito per assistere i genitori è necessario possedere il requisito della convivenza.

Nel caso dei figli, al momento della domanda per il congedo è possibile presentare una dichiarazione in cui ci si impegna a spostare la residenza entro una settimana dall’inizio della fruizione dell’agevolazione.

In alternativa, è possibile richiedere la dimora temporanea, che ti permette di rimandare lo spostamento della residenza per massimo 12 mesi.

Come fare domanda per il congedo con Legge 104

La domanda per il congedo con Legge 104 per assistere un genitore deve essere inviata all’INPS in via telematica, direttamente (accesso al sito web dell’INPS con le proprie credenziali), tramite call center INPS o tramite patronato.

Copia della domanda consegnata all’INPS deve essere consegnata anche al datore di lavoro, che deve verificarne la correttezza sostanziale prima di accettarla.

Ecco il modello per la domanda di congedo con Legge 104 per assistere un genitore:

FAQ sul congedo Legge 104

Perdo le ferie durante il congedo Legge 104?

Durante il congedo Legge 104, il lavoratore non perde il diritto alle ferie maturate. Le ferie accumulate possono essere usufruite prima dell’inizio del congedo o successivamente, nel periodo successivo al ripristino dell’attività lavorativa.

In pratica, le ferie non vengono sottratte o annullate a causa del congedo Legge 104. Tuttavia, è necessario tener conto delle specifiche regole aziendali e delle disposizioni contrattuali che possono variare da caso a caso. È sempre consigliabile consultare il proprio contratto di lavoro o rivolgersi al dipartimento delle risorse umane per ottenere informazioni precise sulle modalità di fruizione delle ferie durante il congedo Legge 104.

Cosa non posso fare durante il congedo Legge 104?

Durante il congedo Legge 104, è importante rispettare alcune regole e limitazioni che disciplinano questa tipologia di assenza dal lavoro. Ecco alcune cose che non è possibile fare durante il congedo Legge 104:

  • Lavorare per un altro datore di lavoro: durante il congedo, non è consentito svolgere un’altra attività lavorativa presso un diverso datore di lavoro. Il congedo per assistenza deve essere dedicato esclusivamente all’assistenza della persona con disabilità.
  • Effettuare viaggi o spostamenti non necessari: il congedo Legge 104 è finalizzato all’assistenza e alla cura della persona con disabilità. Pertanto, è importante limitare gli spostamenti e i viaggi non strettamente necessari durante il periodo di congedo.
  • Abusare del congedo: il congedo Legge 104 deve essere utilizzato in modo responsabile e conforme alle reali esigenze di assistenza. Non è consentito abusare di questa possibilità, poiché potrebbe comportare conseguenze negative sia dal punto di vista legale che lavorativo.

Cosa rischio se abuso della Legge 104?

L’abuso della Legge 104 comporta rischi e conseguenze sia dal punto di vista legale che lavorativo. Le conseguenze possono variare a seconda del contesto specifico e della gravità dell’abuso commesso. Ecco alcuni dei rischi che si possono correre:

  • Sanzioni disciplinari: l’abuso del congedo Legge 104 può essere considerato un comportamento non conforme alle disposizioni aziendali o contrattuali. Ciò potrebbe portare all’applicazione di sanzioni disciplinari, come richiami scritti, sospensioni o addirittura il licenziamento, a seconda della gravità dell’infrazione e delle politiche aziendali.
  • Recupero delle retribuzioni indebitamente percepite: se viene accertato l’abuso del congedo Legge 104, l’azienda potrebbe richiedere il recupero delle retribuzioni corrisposte durante il periodo di congedo non dovuto. Questo può comportare una riduzione delle future retribuzioni o richieste di restituzione delle somme già percepite.

È fondamentale rispettare le norme e le finalità del congedo Legge 104 per evitare problemi e garantire un corretto utilizzo di questa importante tutela prevista dalla legge.

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