Entro quanti giorni viene concesso il congedo con Legge 104: vediamo nel dettaglio quanto tempo passa prima che il beneficio possa essere fruito dopo la sua richiesta - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
Indice
Entro quanti giorni viene concesso il congedo con Legge 104 dopo la richiesta?
Con il Decreto Legislativo n. 105 del 2022, è stata introdotta una significativa modifica riguardante i termini di concessione del congedo straordinario retribuito dedicato all’assistenza di familiari con disabilità grave.
Specificatamente, l’articolo 2, comma 1, lettera n, modifica l’articolo 42, comma 5, stabilendo che il coniuge o il partner convivente di una persona riconosciuta gravemente disabile secondo i criteri dell’articolo 4, comma 1, della legge del 5 febbraio 1992, n. 104, può ora richiedere di beneficiare del congedo previsto dall’articolo 4, comma 2, della legge dell’8 marzo 2000, n. 53, entro un periodo di tempo ridotto a 30 giorni dalla data di inoltro della richiesta.
Questa modifica mira a fornire un supporto più tempestivo ai lavoratori che si trovano nella necessità di assistere un congiunto gravemente disabile.
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Che cos’è il congedo con Legge 104 e a chi spetta?
Il congedo straordinario è un diritto per i lavoratori dipendenti che consente di ottenere fino a due anni di assenza retribuita dall’attività lavorativa, calcolata sulla base del salario ricevuto nell’ultimo mese prima dell’inizio del congedo, durante l’intero arco della vita professionale.
I destinatari di questo diritto sono determinati seguendo un ordine di priorità basato sul grado di parentela e sulle condizioni personali, che prevede:
- Il diritto è prioritariamente assegnato al coniuge o partner di un’unione civile convivente con la persona disabile grave.
- In assenza, morte, o a causa di malattie che limitano il coniuge o partner dell’unione civile, il diritto passa ai genitori, inclusi quelli adottivi o affidatari, del disabile grave.
- Qualora anche i genitori non siano disponibili, a causa dei motivi sopra menzionati, il diritto si estende ai figli che convivono con la persona disabile.
- In assenza di coniuge, partner dell’unione civile, e genitori disponibili, i fratelli o le sorelle conviventi possono accedere al congedo.
- Infine, il diritto si estende a parenti o affini fino al terzo grado di parentela, sempre in convivenza con la persona disabile, qualora tutte le altre categorie indicate siano indisponibili.
Le relazioni di affinità includono vari gradi di parentela con i membri della famiglia del coniuge, come specificato all’interno della relativa normativa.
Per determinare la convivenza, è essenziale fare riferimento alla residenza ufficiale, considerando anche coloro che abitano nello stesso edificio come conviventi, a prescindere dall’unità abitativa specifica.
Il congedo straordinario, però, non può essere richiesto da diverse categorie di lavoratori, tra cui quelli impegnati in servizi domestici e familiari, lavoratori a domicilio, lavoratori agricoli giornalieri, autonomi, e parasubordinati.
Altre limitazioni includono periodi di lavoro part-time con sospensione contrattuale e situazioni in cui la persona disabile è ricoverata a tempo pieno, con alcune eccezioni previste dalla legge.
Non è, inoltre, cumulabile con i permessi retribuiti previsti dall’art. 33 della Legge 104/1992.
Cosa spetta con il congedo con Legge 104?
Ai lavoratori viene garantito il diritto a un congedo straordinario retribuito, della durata di due anni nell’intera carriera lavorativa, basato sull’ultima retribuzione mensile ricevuta prima dell’inizio del congedo.
Questo limite si applica collettivamente a tutti i beneficiari per l’assistenza a una singola persona affetta da grave disabilità.
Nel caso in cui ci siano più figli con disabilità grave, il congedo può essere richiesto separatamente per ciascuno di essi, pur rimanendo entro il limite complessivo di due anni concesso a ciascun lavoratore per assistere familiari con gravi condizioni, compresi periodi di congedo non retribuito.
Non è consentito a un lavoratore di ottenere un’estensione del congedo (il cosiddetto “raddoppio”) per assistere più figli disabili gravi simultaneamente.
Un eventuale secondo periodo biennale di congedo può essere richiesto solo dall’altro genitore o, nei casi previsti, da fratelli, sorelle, coniugi o partner di unione civile del disabile, sempre considerando la deduzione di eventuali periodi già fruiti per permessi legati a gravi problemi familiari documentati.

FAQ su entro quanti giorni viene concesso il congedo con Legge 104
Da quando decorre il congedo straordinario 104?
Il periodo di congedo straordinario e i benefici a esso collegati prendono avvio dalla data specificata nella domanda presentata.
Il datore di lavoro ha, però, la facoltà di stabilire un inizio diverso, a condizione che tale decisione venga comunicata sia al lavoratore che all’INPS.
In ogni caso, il datore di lavoro è obbligato a dare riscontro alla richiesta entro un termine massimo di 30 giorni dal suo ricevimento.
Cosa si perde con il congedo biennale?
A differenza del congedo parentale, nel corso del congedo straordinario non si accumula il diritto alle ferie annuali, al Trattamento di Fine Rapporto (TFR) e alla tredicesima mensilità.
Si continua, però, a maturare il diritto pensionistico, il che significa che il genitore che si avvale di questa forma di congedo non è tenuto a effettuare versamenti aggiuntivi all’INPS per mantenere il proprio diritto alla pensione.
Come comunicare al datore di lavoro il congedo straordinario?
La richiesta per il congedo deve essere trasmessa all’INPS esclusivamente attraverso modalità digitali, utilizzando il modulo appositamente fornito. È indispensabile allegare la documentazione che attesti la condizione di disabilità grave.
Dopo aver effettuato l’invio telematico, bisogna fornire al proprio datore di lavoro una copia della domanda inviata, includendo il numero di protocollo relativo all’invio.
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