Con il tumore spetta l’assegno ordinario?

Vediamo in questo articolo se con una diagnosi di tumore si può avere diritto al riconoscimento dell’assegno ordinario di invalidità.

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Cos’è l’assegno ordinario di invalidità?

L’assegno ordinario di invalidità – nato con la legge 12 giugno 1984 n. 222 – è la prestazione previdenziale che l’INPS riconosce a chi, pur restando assicurato e, se vuole, anche occupato, vede la propria capacità lavorativa ridotta a meno di un terzo per qualunque infermità fisica o psichica. 

Servono almeno cinque anni di contribuzione complessiva, di cui tre maturati nell’ultimo quinquennio, e la misura dura tre anni, rinnovabili; al terzo rinnovo diventa definitiva, salvo verifiche sanitarie. È compatibile con un reddito da lavoro (in tal caso si riduce), è personale e non reversibile ai superstiti e si trasforma d’ufficio in pensione di vecchiaia al raggiungimento dell’età anagrafica se i requisiti sono completi. 

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A cosa ha diritto chi ha un tumore?

La normativa italiana considera le malattie oncologiche condizione meritevole di una corsia preferenziale. Sul fronte assistenziale la legge impone che invalidità civile, handicap e legge 104 vengano accertati entro quindici giorni dalla domanda. 

I malati oncologici, quindi, possono ottenere rapidamente verbali di invalidità (spesso superiori al 74%, quindi con diritto all’assegno mensile o alla pensione di inabilità civile), indennità di accompagnamento se non autosufficienti, esenzione dal ticket, permessi e congedi ex legge 104/1992, precedenza nella scelta della sede di lavoro, periodi di comporto più lunghi e, per gli over 67, l’incremento al milione. 

Con il tumore spetta l’assegno ordinario?

La presenza di un tumore, di per sé, non attribuisce automaticamente l’assegno ordinario: occorre che la patologia – inclusi gli effetti delle terapie e delle eventuali recidive – riduca stabilmente la capacità lavorativa sotto la soglia di legge. 

Nella pratica, però, la maggior parte delle neoplasie in fase attiva o con esiti invalidanti raggiunge facilmente quel limite. Il percorso è identico a quello di chi chiede l’assegno per altre patologie: certificato medico telematico (SS3) con indicazione della diagnosi oncologica, domanda online o tramite patronato e visita medico‑legale INPS, che per le neoplasie segue la corsia accelerata già prevista dalla legge 80/2006. 

Se il requisito sanitario è riconosciuto, l’assegno decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda e convive con la possibilità di continuare a lavorare, se le condizioni lo consentono. 

Va ricordato che il riconoscimento dell’invalidità civile non sostituisce l’assegno ordinario né lo garantisce in automatico: sono due tutele autonome, anche se spesso vengono richieste insieme. Infine, quando il quadro clinico peggiora fino a escludere del tutto la capacità lavorativa, l’interessato può chiedere la pensione di inabilità della stessa legge 222/1984, più elevata e incompatibile con il lavoro, oppure, se già titolare di assegno, chiedere la trasformazione anticipata prevista dall’art. 2, comma 12, della medesima norma. 

In conclusione, l’assegno ordinario di invalidità è pienamente accessibile anche a chi affronta un tumore: bastano i requisiti contributivi e la dimostrazione, oggi velocizzata da una filiera normativa dedicata alle patologie oncologiche, che la malattia abbia ridotto di oltre due terzi la capacità di lavoro.

con il tumore spetta l’assegno ordinario
Nell’immagine una donna con il tumore verifica se può avere diritto all’assegno ordinario di invalidità.

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