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Come tutelare il patrimonio di un figlio disabile: gli strumenti
Tutelare la salute psico-fisica di un figlio disabile e anche i beni ad esso conferiti sono preoccupazioni lecite per un genitore, soprattutto quando l’età inizia ad avanzare.
La legge sul “dopo di noi”, in vigore dal 2016, è una forma di tutela, un aiuto per i genitori di figli disabili, poiché punta al benessere, alla piena inclusione sociale e all’autonomia della persona disabile oltre a fornire gli strumenti per mettere in pratica tutto questo.
Come tutelare il patrimonio di un figlio disabile lasciato in eredità da un genitore? Gli strumenti messi a disposizione dalla legge “dopo di noi” sono:
- il fondo speciale pubblico per le persone con disabilità prive di sostegno familiare: l’obiettivo è evitare il ricovero presso istituti e strutture e fornire un’adeguata sistemazione abitativa con tanto di cure periodiche necessarie. Lo Stato eroga le risorse alle Regioni;
- il fondo speciale privato, creato direttamente dal genitore del figlio disabile. I beni conferiti vengono destinati al fondo tramite un contratto di affidamento fiduciario, che mette al sicuro i beni da “interventi esterni”;
- l’alternativa al fondo speciale privato è la costituzione di un trust e di un patrimonio separato attraverso un vincolo di destinazione che obbliga l’amministratore a non discostarsi dagli obiettivi prefissati.
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Come tutelare il patrimonio di un figlio disabile: il fondo speciale privato
Come detto una delle possibilità per tutelare il patrimonio di un figlio disabile è creare un fondo speciale privato tramite la sottoscrizione di un contratto o una disposizione testamentaria.
Si tratta di un affidamento fiduciario dei beni affidati dai genitori a un soggetto di fiducia, che dovrà gestire le risorse nell’interesse del figlio con disabilità, attraverso delle linee guida di attuazione del programma, a cui l’affidatario dei beni dovrà attenersi.
La firma sul contratto impone all’amministratore di seguire le disposizioni fornite dai genitori del disabile.
La tutela del patrimonio è data dalla “separazione” del patrimonio familiare da quello affidato all’amministratore. I creditori non potranno avvalersi sul fondo speciale, come previsto dall’articolo 2645 ter del Codice Civile. Il contratto va sottoscritto davanti a un notaio.

Come tutelare il patrimonio di un figlio disabile: il trust
Come tutelare il patrimonio di un figlio disabile con la costituzione di un trust? Parliamo di un fondo dove confluiranno i beni individuati dai genitori al figlio disabile.
Il fiduciario (trustee), il più delle volte è individuato tra le persone appartenenti o comunque vicine alla famiglia (un fratello, una sorella o un familiare), che siano dotati della competenza per amministrare i beni.
Il trustee, quindi, deve avere una buona preparazione in tema di assistenza quotidiana e gestire la presenza di personale medico oppure terapeutico specializzato. Siccome il trust viene costituito, generalmente, con largo anticipo rispetto alla morte dei genitori, il trustee avrà tutto il tempo per imparare.
Sarà lui a gestirà i beni facendo gli interessi della persona disabile. La legge “dopo di noi” prevede la nomina di un’ulteriore figura, il “protector”, che potrà essere anche l’amministratore di sostegno, e dovrà vigilare sul corretto operato del trustee.
Per quanto riguarda i vantaggi fiscali, la legge numero 122 del 2016 ha individuato i requisiti di un trust. Il beneficiario è il disabile grave.
L’atto istitutivo del trust deve essere finalizzato all’assistenza, alla cura e alla protezione del disabile grave, deve indicare i soggetti che ne fanno parte (compreso il protector) e precisare gli obblighi del trustee.
Sempre nel trust, che cessa di esistere alla morte del disabile, vanno descritti i bisogni del disabile, i compiti di cura e assistenza, le terapie periodiche o continuative alle quali deve sottoporsi e la destinazione finale del patrimonio residuo al momento del decesso del beneficiario.
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