Assegno ordinario: come si ricalcola e quando

Come ricalcolare l'Assegno ordinario e quando è possibile? Vediamo come fare, gli importi previsti e come presentare domanda per ottenere la prestazione.

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Come ricalcolare l’Assegno ordinario: requisiti

L’Assegno ordinario di invalidità è una prestazione previdenziale erogata ai lavoratori con una riduzione della capacità lavorativa di 2/3, in possesso dei contributi necessari (5 anni, almeno 3 anni nel quinquennio precedente alla domanda di pensione).

Dunque, se per una malattia, per un incidente sul lavoro o per un intervento chirurgico si è perduta la piena capacità lavorativa, si può richiedere l’Assegno ordinario di invalidità.

Per calcolare l’importo della prestazione è necessario stabilire il periodo temporale in cui sono maturati i contributi. Se questi sono stati versati prima del 1996, si calcolerà l’assegno col sistema misto; se sono stati maturati dal 1996, si calcolerà l’assegno col sistema contributivo.

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Come ricalcolare l’Assegno ordinario: supplemento di pensione

Ma cosa accade se, mentre si percepisce l’Assegno ordinario di invalidità, si continua a lavorare maturando altri mesi o anni di contributi? In questo caso è possibile ricalcolare l’importo dell’Assegno ordinario.

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In che modo? Il supplemento di pensione, ovvero quell’istituto dedicato ai cittadini che continuano a lavorare dopo essere andati in pensione, consentendo loro di aumentare l’importo dell’assegno, spetta anche ai titolari dell’Assegno ordinario di invalidità.

Il supplemento viene calcolato allo stesso modo con cui si valorizzano i contributi della pensione. L’INPS spiega che, la quota di supplemento relativa alle anzianità contributive maturate dal 1° gennaio 2012, viene calcolata con il sistema contributivo, mentre le quote maturate entro il 31 dicembre 2011, con il sistema di calcolo è lo stesso di quello adottato per liquidare la pensione (il misto, generalmente).

Come ricalcolare l’Assegno ordinario: integrazione al minimo

Ricordiamo, inoltre, che i titolari dell’Assegno ordinario di invalidità possono richiedere e ottenere l’integrazione al minimo, nel caso in cui il loro assegno sia inferiore alla soglia minima: nel 2023 è di 563,74 euro al mese.

Per l’integrazione al minimo è necessario dichiarare un reddito personale annuo non superiore a 14.876,68 euro e un reddito da coniugato non superiore a 22.315,02 euro.

Ma attenzione: come per i contributivi puri titolari di pensione, anche chi percepisce l’Assegno ordinario di invalidità con il calcolo contributivo non avrà diritto all’integrazione al minimo. Questa spetta solo a coloro che hanno versato contributi prima del 1996.

Come ricalcolare l’Assegno ordinario: compatibilità col lavoro

Abbiamo visto come ricalcolare l’Assegno ordinario: è possibile quando il titolare della prestazione, continuando a lavorare, matura altri mesi o anni di contributi (supplemento di pensione).

Dunque, c’è compatibilità tra Assegno ordinario e lavoro. Però, se il reddito da lavoro dovesse essere 4 volte superiore l’importo della pensione minima (29.314,48 euro annui), il valore dell’Assegno verrebbe ridotto del 25%.

La riduzione sale al 50% se il reddito lordo da lavoro supera 5 volte l’importo del trattamento minimo annuo (36.643,10 euro).

Inoltre, è prevista un’ulteriore trattenuta legata all’anzianità contributiva. Vale per chi ha meno di 40 anni di contributi versati.

In presenza di un lavoro dipendente, è prevista una riduzione del 50% della quota di Assegno eccedente il trattamento minimo, entro l’importo dei redditi da lavoro percepiti.

Se il reddito da lavoro è autonomo, la riduzione spetta al 30% della quota eccedente il trattamento minimo, ma non può essere superiore al 30% del reddito prodotto.

Come ricalcolare l'Assegno ordinario
Come ricalcolare l’Assegno ordinario: in foto alcune banconote di euro e una calcolatrice.

Come ricalcolare l’Assegno ordinario: come fare domanda

L’Assegno Ordinario di invalidità spetta a chi si è visto ridurre la capacità lavorativa in seguito a un incidente, a un’operazione o a una malattia.

Per richiederlo è necessario presentare una certificazione medica che attesti la sussistenza di una capacità lavorativa inferiore a un terzo. Inoltre, come detto in apertura, occorrono almeno 5 anni di contributi versati, di cui 3 anni negli ultimi 5 anni prima della domanda.

La richiesta va inoltrata sul sito dell’INPS, oppure telefonando al contact center ai numeri 803 164 (rete fissa) o 06 164 164 (rete mobile), oppure tramite Caf o patronati.

L’Assegno spetta per 3 anni, prima della scadenza è possibile richiedere il rinnovo. Dopo 3 rinnovi di fila, la prestazione spetta automaticamente.

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