Come presentare domanda per l’inabilità al lavoro?

Ti spiego in questo post cosa bisogna fare e qual è la procedura corretta per presentare la domanda di riconoscimento della pensione di inabilità al lavoro.

Vediamo in questo articolo come presentare la domanda per l’inabilità al lavoro. L’intera procedura e come deve muoversi il cittadino.  - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

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Cos’è la pensione di inabilità lavorativa?

La pensione di inabilità è la tutela che scatta quando un’assicurata o un assicurato, per infermità fisica o psichica non dipendente da cause di lavoro, viene giudicato “assolutamente e permanentemente impossibilitato a svolgere qualsiasi attività lavorativa”. 

La fisionomia giuridica è rimasta sostanzialmente invariata dal varo della legge 12 giugno 1984 n. 222, che l’ha posta accanto all’assegno ordinario di invalidità: occorrono almeno cinque anni di contribuzione, di cui tre nel quinquennio che precede la domanda, mentre ogni residua capacità di lavoro dev’essere pari a zero. 

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La prestazione decorre dal primo giorno del mese successivo alla domanda, non è cumulabile con redditi da lavoro subordinato o autonomo (divieto ribadito dall’articolo 10 del d.lgs 503/1992) e si trasforma d’ufficio in pensione di vecchiaia al compimento dei requisiti anagrafici. 

Se il titolare muore, i superstiti possono subentrare con la pensione ai superstiti.

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A chi spetta la pensione di inabilità lavorativa?

Possono ottenerla i lavoratori dipendenti, autonomi o parasubordinati iscritti alle gestioni INPS – compresa la Gestione Separata – nonché gli iscritti alla Gestione ex Inpdap, per i quali resta la via specifica prevista dall’articolo 2, comma 12, della legge 335/1995 e riepilogata nella scheda di servizio dedicata. 

Oltre al requisito contributivo serve la certificazione sanitaria di inabilità assoluta e permanente; la riduzione “inferiore a un terzo” che basta per l’assegno ordinario qui non è sufficiente. 

L’INPS ha chiarito con la circolare 57/2025 che, se l’interessato ha già un assegno ordinario, può chiedere la trasformazione in pensione di inabilità quando la patologia – o i suoi esiti – cancelli del tutto la capacità lavorativa, senza attendere la naturale scadenza triennale.

Chi percepisce la pensione di inabilità non può svolgere alcun lavoro, salvo il tentativo terapeutico autorizzato (massimo sei mesi) e perde la prestazione se riprende l’attività o se, in sede di revisione, la Commissione medica accerta il recupero di un residuo lavorativo. 

Come presentare domanda per l’inabilità al lavoro?

Il percorso è interamente telematico. Si parte dal certificato medico SS3: il medico curante, dopo visita, lo compila online indicando la diagnosi e la dicitura “pensione di inabilità” e lo invia all’INPS.

Il sistema genera il numero del certificato che il cittadino – o il patronato delegato – riutilizza entro novanta giorni per la domanda vera e propria, accessibile dal sito con SPID, CIE o CNS. 

Nell’istanza si allegano referti e cartelle cliniche, che dal 2025 possono essere caricati anche dal medico o dal patronato grazie alla funzione di “allegazione sanitaria”. 

Se la patologia è oncologica o comunque rientra tra quelle di particolare gravità, trova applicazione il canale accelerato: la visita medico‑legale viene fissata entro quindici giorni, o – se la documentazione è completa – l’accertamento avviene “agli atti”. Dopo la visita la Commissione INPS esprime il giudizio; l’esito è consultabile in MyINPS e, se positivo, la pensione decorre dal mese successivo. Contro un eventuale rigetto restano aperte prima la via amministrativa – riesame entro novanta giorni – poi, se del caso, il ricorso giudiziario secondo il rito previdenziale.

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Nell’immagine un uomo chiede all’INPS come presentare la domanda per l’inabilità al lavoro.

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