Come inserire l’invalidità civile nel curriculum

Come inserire l’invalidità civile nel curriculum, quando va inserita e quando si può anche scegliere di non farlo.
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17/07/2023

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Dove inserire l’invalidità civile nel curriculum

Vediamo subito dove inserire l’invalidità civile nel curriculum. L’invalidità civile va inserita all’inizio del curriculum, subito dopo i tuoi dati anagrafici e di contatto (nome, cognome, data di nascita, indirizzo, e-mail e recapito telefonico).

Immediatamente dopo il recapito telefonico, inserisci il riferimento all’invalidità civile. Alla fine del CV, poi, se appartieni alle categorie protette, inserirai anche un campo dal titolo “Certificazioni”, nel quale riporterai la data dell’iscrizione all’elenco del collocamento obbligatorio Legge 68/99.

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Ti spieghiamo quali sono le categorie protette e come iscriversi al Centro per l’impiego per categorie protette.

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Quando va inserita

L’invalidità civile va inserita nel curriculum tutte le volte in cui presenti la tua candidatura per un concorso per categorie protette o per un posto presso un’azienda privata con obbligo di riserva.

Le aziende pubbliche e private con più di 15 dipendenti, infatti, hanno l’obbligo di assumere una o più persone disabili appartenenti alle categorie protette, secondo queste percentuali:

  • il 7% dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti;
  • due lavoratori, se occupano da 36 a 50 dipendenti;
  • un lavoratore, se occupano da 15 a 35 dipendenti.

Le aziende pubbliche assolvono all’obbligo tramite bandi di concorsi pubblici. Quelle private, assumono le categorie protette tramite chiamata nominativa, attingendo alle liste per il collocamento mirato dei centri per l’impiego territoriali.

In questo articolo ti spieghiamo come iscriversi alle categorie protette.

Qual è la dicitura da inserire

Se appartieni alle categorie protette, la dicitura da inserire in alto, subito dopo le informazioni anagrafiche e i recapiti, è la seguente:

Appartenente alle categorie protette in base alla legge 68 del 1999”.

Alla fine del CV, poi, per ribadire l’appartenenza, inserirai questa dicitura:

Iscritto all’elenco del Collocamento Obbligatorio in base alla legge 68 del 1999 il [data di iscrizione all’elenco]”.

Se, invece, non sei iscritto alle categorie protette, ma vuoi comunque inserire l’invalidità civile nel curriculum, scriverai:

“Invalido civile al (percentuale di invalidità) riconosciuto dalla Commissione medica ASL territoriale di (città) con verbale di invalidità rilasciato in data (data di rilascio del verbale).”

Categorie protette e percentuali di invalidità: ti mostriamo con quale percentuale di invalidità puoi iscriverti alle categorie protette, quali sono le agevolazioni a cui hai diritto e cosa cambia in base al diverso grado di invalidità.

Quando può non essere inserita

Anche se fai parte delle categorie protette, puoi rispondere all’annuncio di lavoro di un’azienda non rivolto specificamente alle categorie protette.

Quindi, puoi benissimo presentarti per una posizione lavorativa non riservata alle categorie protette, esibendo un curriculum in cui non c’è alcun riferimento alla tua disabilità.

Ovviamente, questo può essere fatto solo quando la disabilità o l’invalidità non è “visibile”, altrimenti è normale che il datore di lavoro ti farà domande in merito ad essa. Alle quali tu potrai però decidere di rispondere o meno, perché trattandosi di un dato sanitario, è soggetto al diritto sulla privacy.

Colloquio di lavoro e invalidità: è consigliato rivelare la propria disabilità e quali documenti portare al colloquio? Scopri tutto in questo articolo.

Perché si può scegliere

Si può scegliere perché la Legge n. 68 del 1999 agevola in ambito lavorativo le persone che sono in una condizione di svantaggio sociale.

Tuttavia, non sei tenuto a iscriverti alle categorie protette o a dichiarare alle aziende la tua appartenenza a queste categorie, o ancora a dare riferimenti sulla tua disabilità, soprattutto se l’azienda non sta riservando una posizione dedicata per assolvere all’obbligo di assunzione.

Tuttavia, se l’annuncio di lavoro è esplicitamente riservato alle categorie protette, presentare un curriculum in cui avrai inserito il riferimento all’invalidità, di sicuro ti agevolerebbe.

Il riferimento all’invalidità civile nel curriculum, inoltre, serve al datore di lavoro con obbligo o senza obbligo di assunzione, per capire quali sono gli strumenti che può mettere a tua disposizione affinché possa svolgere la tua mansione lavorativa per persone disabili in modo da facilitarti il compito e agevolarti.

Categorie protette e graduatorie: come funziona l’inserimento in graduatoria delle categorie protette, cosa viene considerato per il punteggio e a cosa dà accesso la presenza nelle graduatorie provinciali.

Basta il riferimento all’invalidità civile nel CV?

Diciamolo chiaramente: in alcuni casi il riferimento all’invalidità civile, nel curriculum, può agevolarti, come nel caso in cui stia partecipando a una selezione pubblica riservata alle categorie protette o rispondendo a una chiamata nominativa tramite collocamento mirato.

In altri casi, può essere un’arma a doppio taglio. Da un lato, può “preparare” il datore di lavoro, che sa di aver di fronte una persona che necessita di strumenti adatti allo svolgimento della mansione presso la sua azienda.

Dall’altro, purtroppo, le aziende che non hanno l’obbligo di assunzione sono molto restie ad assumere le persone disabili, in quanto la disabilità viene ancora per lo più considerata come un limite e non come una ricchezza per l’azienda.

Dovevamo fare questa doverosa precisazione, perché purtroppo la situazione, in Italia, nonostante sia uno dei pochi Paesi ad avere una legge per l’inserimento lavorativo delle persone disabili, non è delle più rosee.

In questo articolo abbiamo approfondito la questione: Categorie protette vantaggi e svantaggi.

Chi ha la precedenza nei concorsi? Vediamo insieme cosa sono i titoli di preferenza e quali sono le differenze con le riserve dei posti per categorie protette.

Comunque sia, al di là della partecipazione o meno a un bando o a una chiamata nominativa per categorie protette, il solo riferimento all’invalidità civile nel CV non basta.

Quello che ti darà la possibilità di essere selezionato da un’azienda, non sarà la dicitura specifica inserita nel CV per categorie protette, perché altri appartenenti alla stessa categorie parteciperanno alla selezione.

Chi passerà avanti? Chi ha anche saputo presentarsi meglio. Per questo devi cercare di far capire nel modo migliore quanto potresti essere utile per quell’azienda.

In questo approfondimento ti diamo degli utili consigli su come compilare il CV per categorie protette e quali sono le informazioni che bisogna inserire.

Qui, invece, ti mostriamo un esempio di curriculum categorie protette e ti mettiamo a disposizione un modello scaricabile di CV per categorie protette.

Come inserire l'invalidità civile nel curriculum
Come inserire l’invalidità civile nel curriculum

Come inserire l’invalidità civile nel curriculum in sintesi

Il riferimento all’invalidità civile va inserito subito dopo i dati personali di contatto nel CV.

Inoltre, se appartieni alle categorie protette, è consigliabile includere una sezione denominata “Certificazioni” che indica l’iscrizione all’elenco del collocamento obbligatorio secondo la Legge 68/99.

L’invalidità deve essere menzionata nel curriculum quando ci si candida per concorsi o posizioni lavorative riservate alle categorie protette. Le aziende pubbliche e private con un certo numero di dipendenti hanno l’obbligo di assumere persone disabili in percentuali specifiche.

Tuttavia, anche se si appartiene alle categorie protette, è possibile presentare un curriculum senza menzionare l’invalidità quando si risponde a un annuncio di lavoro non specificatamente rivolto a tali categorie.

La scelta di includere o meno il riferimento all’invalidità civile dipende dalle circostanze e dal fatto che l’azienda stia o meno riservando una posizione per le categorie protette.

Mentre il riferimento all’invalidità civile può agevolare la selezione in alcuni casi, può anche essere un’arma a doppio taglio, poiché alcune aziende sono ancora riluttanti ad assumere persone disabili.

È importante evidenziare le proprie competenze e capacità che rendano l’individuo utile all’azienda nel processo di selezione, oltre a menzionare l’invalidità civile nel CV.

Categorie protette non solo per persone con disabilità: chi rientra in queste categorie e quali sono le tutele previste.

FAQ (domande e risposte)

Come inserire la Legge 104 nel curriculum?

Se, oltre al riconoscimento dell’invalidità civile, hai ottenuto anche quello per la Legge 104, puoi decidere se inserirlo nel CV.

Potresti scrivere: “Riconoscimento della condizione di handicap grave ai sensi della Legge 104/1992 articolo 3, comma3, con verbale di handicap rilasciato dalla Commissione ASL di (città) in data (data di rilascio del verbale)”. In questo modo, il datore di lavoro saprà che hai diritto ai permessi retribuiti e alle altre agevolazioni lavorative con la Legge 104. Se invece sei portatore di handicap senza connotazione di gravità articolo 3 comma 1 Legge 104 e hai accesso solo alle agevolazioni fiscali e non a quelle lavorative, puoi anche omettere questa dicitura, perché in questo caso il datore di lavoro non ha nulla a che fare con le agevolazioni a cui hai diritto.

Posso essere licenziato per non aver dichiarato l’invalidità nel curriculum?

La decisione di licenziare un dipendente per non aver dichiarato l’invalidità nel curriculum dipende da diversi fattori. Tuttavia, è importante considerare quanto segue:

  1. Diritto alla privacy: se appartieni alle categorie protette, come quelle delle persone con disabilità, hai diritto alla privacy riguardo alle tue condizioni personali. Ciò significa che non sei obbligato a divulgare l’invalidità nel curriculum, a meno che essa non sia direttamente collegata alle mansioni che svolgi.
  2. Requisiti lavorativi: tuttavia, in alcune situazioni, potrebbe essere necessario dichiarare l’invalidità se questa influisce sulle tue capacità di svolgere le mansioni richieste. Ad esempio, se il lavoro richiede determinate abilità fisiche o mentali che potrebbero essere influenzate dall’invalidità, potrebbe essere necessario informare il datore di lavoro.
  3. Valutazione delle competenze: il datore di lavoro ha il diritto di valutare le tue competenze e le tue abilità nel contesto lavorativo. Se l’invalidità è rilevante per il lavoro che svolgi, potrebbe essere necessario fornire informazioni aggiuntive per una valutazione accurata.

In conclusione, è importante comprendere i diritti e le responsabilità sia dei dipendenti che dei datori di lavoro in relazione alla dichiarazione dell’invalidità nel curriculum. Categorie protette e licenziamento per inidoneità: quando è possibile e quando, invece, è illegittimo? Scopriamolo in questo approfondimento.

Ho diritto alla privacy se appartengo alle categorie protette?

Se appartieni alle categorie protette, come quelle delle persone con disabilità, hai diritto alla privacy riguardo alle tue condizioni personali. Il diritto alla privacy è riconosciuto dalle leggi e dalle normative che promuovono l’uguaglianza e la non discriminazione.

Ecco alcuni punti importanti da tenere a mente riguardo al tuo diritto alla privacy:

  1. Informazioni riservate: e informazioni personali riguardanti la tua condizione di appartenenza alle categorie protette sono considerate riservate. Queste informazioni non dovrebbero essere divulgate senza il tuo consenso esplicito.
  2. Obblighi di non discriminazione: i datori di lavoro e gli altri soggetti coinvolti nel processo di selezione e di lavoro sono tenuti a rispettare il tuo diritto alla privacy e a non discriminarti a causa della tua appartenenza a una categoria protetta.
  3. Comunicazione selettiva: puoi scegliere di divulgare informazioni sulla tua disabilità solo se necessarie per soddisfare determinati requisiti lavorativi o per richiedere specifici supporti o agevolazioni. La comunicazione selettiva ti consente di proteggere la tua privacy senza compromettere i tuoi diritti o le tue opportunità lavorative.

È importante sottolineare che il diritto alla privacy non significa che non devi dichiarare l’invalidità quando questa è rilevante per il lavoro che svolgi. In alcuni casi, può essere necessario fornire informazioni aggiuntive per garantire una valutazione accurata delle tue competenze e delle tue capacità lavorative. Categorie protette e tutela della privacy nei concorsi. Durante le fasi di convocazione ai concorsi e di comunicazione degli esiti e delle eventuali assunzioni, i dati delle persone disabili appartenenti alle categorie protette non devono essere pubblicati. Ecco perché e come devono comportarsi gli enti banditori di concorso.

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