Ti spiego in questo articolo come funziona la scala di equivalenza per l’ADI, ovvero la chiave che trasforma importi e soglie. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

Guida sull’Invalidità civile (tutte le agevolazioni + 50 pagine di tabelle incluse)
https://invaliditaediritti.it/invalidita-civile-2024-importi-tabelle-guida/
Indice
Cos’è l’assegno d’inclusione?
L’assegno d’inclusione – meglio noto con la sigla ADI – è la misura nazionale di contrasto alla povertà che ha preso il posto del Reddito di cittadinanza.
Nasce con il decreto-legge 4 maggio 2023 n. 48, poi convertito nella legge 3 luglio 2023 n. 85, ed è disciplinato in dettaglio dal decreto ministeriale n. 154 del 13 dicembre 2023.
Acquista la nostra Guida più dettagliata sull’Invalidità Civile con oltre 150 pagine e le risposte a tutte le domande. Leggi gratis l’indice e il primo capitolo.
Il legislatore l’ha pensato come un sostegno economico, ma soprattutto come la “porta d’ingresso” a un percorso personalizzato di inclusione sociale e lavorativa che passa per la piattaforma pubblica SIISL e per la nuova “Carta di inclusione”, la card elettronica su cui l’INPS accredita mensilmente il beneficio.
Pubblichiamo contenuti sull’invalidità civile anche nella chat Telegram, su YouTube e thewam.net.
A chi spetta l’assegno d’inclusione?
Può presentare domanda – online, oppure tramite patronato – un componente di un nucleo familiare in cui sia presente almeno una persona minorenne, disabile (ai sensi dell’allegato 3 al DPCM 159/2013), ultrasessantenne o in condizione di “svantaggio” certificato dai servizi socio-sanitari.
Occorre inoltre un ISEE inferiore alla nuova soglia di 10.140 euro (innalzata con la legge di bilancio 2025) e un reddito familiare non superiore a 6.500 euro, moltiplicato per il parametro della scala di equivalenza.
Per i nuclei formati solo da over 67 o da over 67 insieme a familiari con disabilità grave la soglia sale a 8.190 euro. Tutti i componenti devono risiedere in Italia da almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in modo continuativo, e non devono possedere patrimoni o beni durevoli oltre i limiti fissati dall’articolo 2 del decreto 48 / 2023.
Come funziona l’assegno d’inclusione?
Il beneficio economico si compone di una quota A – integrazione del reddito fino a 6.500 euro annui (7.560 per i nuclei di anziani o disabili gravi) – e di una quota B che rimborsa l’affitto fino a 3.640 euro annui.
La soglia teorica viene moltiplicata per il parametro della scala di equivalenza e poi, ogni mese, la differenza fra soglia e reddito reale viene accreditata sulla Carta di inclusione. Eventuali arretrati d’affitto arrivano con la stessa card sotto forma di bonifico verso il locatore. Il diritto dura 18 mesi rinnovabili, con un mese di pausa fra un ciclo e l’altro.
Decade se il nucleo non si presenta ai servizi sociali per firmare il patto di attivazione digitale o se un giovane fra i 18 e i 29 anni non completa l’obbligo scolastico.
Per chi assiste minori molto piccoli, disabili o soggetti in cure psico-sociali, l’INPS riconosce d’ufficio il “carico di cura”, evitando che un errore formale penalizzi la famiglia.
Come funziona la scala di equivalenza per l’ADI?
La scala di equivalenza è la chiave che trasforma importi e soglie in valori adatti alla concreta composizione del nucleo. Il parametro di base è 1, attribuito al primo componente.
Da qui si sale, fino a un massimo di 2,2 – elevato a 2,3 se nel nucleo c’è almeno una persona con disabilità grave o non autosufficiente – sommando:
• 0,50 per ogni altro componente con disabilità o non autosufficiente;
• 0,40 per ogni altro componente di almeno 60 anni;
• 0,40 – ma soltanto a un adulto per nucleo – se quel componente ha “carichi di cura” (bimbi under 3, almeno tre figli minori, o conviventi disabili);
• 0,30 per ogni adulto in grave disagio bio-psicosociale seguito dai servizi territoriali;
• 0,15 per ciascuno dei primi due minori;
• 0,10 per ogni minore oltre il secondo.
I valori sono stabiliti dall’articolo 2, comma 4, del decreto 48/2023 e ripresi, con precisazioni operative, dalla circolare INPS 105 / 2023 e dal decreto ministeriale 154/2023.
La stessa circolare specifica che non vanno conteggiati i familiari ospiti di strutture a totale carico pubblico o temporaneamente all’estero, e che il coefficiente legato al carico di cura è riconosciuto a un solo adulto anche se le persone da assistere sono più d’una.
Concretamente, la scala di equivalenza moltiplica sia la soglia di reddito sia l’importo minimo garantito. Se una madre sola con due figli di cui uno disabile (parametro 1 + 0,50 + 0,15) totalizza 1,65, la sua soglia reddituale diventa 10.725 euro (6.500 × 1,65) e il beneficio coprirà la differenza fra questa soglia e il reddito effettivo, fino al plafond massimo annuo, più l’eventuale contributo d’affitto.
Grazie alla scala, dunque, l’ADI non è un sussidio “a taglia unica” ma un vestito su misura che cresce con i bisogni reali del nucleo familiare.

