Come funziona la maternità per le badanti

In questo post vediamo come funziona la maternità per le badanti e come assumere una badante in sostituzione di quella in maternità.
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30/05/2024

Come lavoratrice dipendente, una badante ha diritto alle stesse garanzie di maternità di qualsiasi altro lavoratore regolarmente assunto. Vediamo in modo chiaro come funziona la maternità per le badanti (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104categorie protettediritto del lavorosussidiofferte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsAppTelegram e Facebook).

Come funziona la maternità per le badanti

Come funziona la maternità per le badanti? Il Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro Domestico (CCNL) stabilisce regole precise per il congedo di maternità. Questo diritto è riconosciuto solo ai collaboratori domestici che:

  • hanno versato 52 contributi settimanali nei 24 mesi precedenti il periodo di congedo obbligatorio;
  • hanno versato almeno 26 contributi settimanali nei 12 mesi precedenti il periodo di congedo obbligatorio.

Non importa il settore in cui sono stati versati questi contributi.

Se la badante non soddisfa questi requisiti, il datore di lavoro non è obbligato a pagarle né lo stipendio né la tredicesima durante il congedo di maternità.

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Regole per il congedo di maternità per le badanti

Le norme previste dal CCNL per il congedo di maternità delle badanti sono le seguenti:

  • Periodo di astensione: una badante incinta ha il diritto di non lavorare per un totale di 5 mesi. Questo periodo include i 2 mesi prima del parto e i 3 mesi successivi alla nascita del bambino. Se dopo il parto una visita ginecologica presso l’ASL rileva la necessità di un ulteriore riposo, la badante può usufruire di altri mesi di congedo, per un massimo complessivo di 5 mesi.
  • Parto prematuro o ritardato: se il parto avviene prima o dopo la data prevista, il congedo si adatta di conseguenza. Se il bambino nasce prima, la badante recupera i giorni di congedo non goduti prima del parto. Se il bambino nasce dopo la data presunta, l’indennità della badante coprirà anche il periodo aggiuntivo.
  • Ricovero del neonato: se il neonato viene ricoverato dopo la nascita, la badante può richiedere di sospendere il congedo e di utilizzarlo dopo la dimissione del bambino. Questa sospensione può essere richiesta una sola volta per ogni figlio ed è necessaria una certificazione medica che attesti la capacità della badante di riprendere il lavoro.

Eventi particolari: il congedo di maternità è garantito anche in caso di:

  • interruzione della gravidanza dopo il sesto mese;
  • morte del bambino alla nascita o durante il congedo.

La badante non ha diritto all’astensione facoltativa dal lavoro, ma può sospendere l’attività lavorativa in anticipo.

Il padre del bambino può prendere un congedo durante il periodo di maternità della madre in casi specifici come: morte della madre, malattia grave della madre, abbandono, affidamento esclusivo al padre, o rinuncia della madre in caso di adozione o affidamento.

Queste disposizioni sono stabilite per garantire la tutela della salute e del benessere della madre e del bambino durante e dopo la gravidanza, assicurando al tempo stesso i diritti lavorativi della badante.

Chi paga la maternità della badante

Come funziona la maternità per le badanti dal punto di vista del pagamento? Chi paga la maternità delle badanti? La risposta è l’INPS. Questo ente deve versare alla lavoratrice domestica in maternità l’80% della retribuzione giornaliera settimanale prevista per i collaboratori domestici.

Il calcolo dell’indennità considera solo il lavoro svolto come collaboratrice domestica.

Per quanto riguarda la tredicesima, l’INPS copre l’80%, mentre il restante 20% è a carico del datore di lavoro. Il datore deve anche pagare il TFR e le ferie, che continuano a maturare normalmente durante la gravidanza.

Ricordiamo inoltre che tutte le neo-mamme regolarmente iscritte a Cas.sa Colf hanno diritto a un buono di 500 euro per ogni figlio nato e a un rimborso delle spese sanitarie sostenute durante la gravidanza, fino a un massimo di 2000 euro.

Come funziona la maternità per le badanti
Come funziona la maternità per le badanti. Nella foto: una donna anziana con la sua badante incinta.

Domanda maternità per le badanti

Se una badante scopre di essere incinta, decide di adottare un bambino o di farselo affidare, deve fare domanda di congedo all’INPS per poter sospendere il lavoro.

Le badanti devono richiedere il congedo di maternità all’INPS tramite il servizio online dedicato.

In alternativa, la domanda può essere fatta:

  • chiamando il Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o al 06 164 164 da rete mobile;
  • rivolgendosi a enti di patronato o intermediari dell’INPS attraverso i servizi telematici che questi offrono.

La richiesta di congedo deve essere presentata prima dell’inizio del periodo di maternità e non oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile, altrimenti si perde il diritto all’indennità.

Inoltre, la lavoratrice deve comunicare la data di nascita del bambino e i suoi dati entro 30 giorni dal parto. Il congedo è previsto anche in caso di adozione o affidamento.

Per adozioni o affidamenti nazionali, sono concessi cinque mesi di congedo (con relativa indennità) dall’ingresso del bambino in famiglia. Per adozioni o affidamenti internazionali, i cinque mesi decorrono dall’ingresso del bambino in Italia.

Come sostituire una badante in maternità

Se un datore di lavoro necessita di assumere una seconda badante per sostituire quella principale assente per ferie, malattia, maternità o aspettativa, può fare un contratto a tempo determinato per sostituzione. Questa causale va indicata sul sito dell’INPS.

Indicando questa motivazione per l’assunzione a tempo determinato, il rapporto di lavoro avrà le stesse aliquote contributive ridotte previste per il contratto a tempo indeterminato della collaboratrice principale.

Di solito, alla collaboratrice sostitutiva si applicano le stesse condizioni contrattuali della collaboratrice principale, quindi stesso orario, livello e retribuzione.

Comunicazione all’INPS della badante sostitutiva

Per comunicare l’assunzione della badante sostitutiva all’INPS, ci sono tre modi:

  • chiamando il Contact Center dell’INPS e fornendo telefonicamente i dati necessari;
  • delegando un CAF o un patronato se il datore non ha PIN o SPID.

Scadenza del contratto a tempo determinato per la badante in sostituzione

Quando il contratto a tempo determinato scade, si conclude automaticamente senza necessità di comunicare nulla all’INPS. Il datore di lavoro dovrà solo versare i contributi di cessazione.

Proroga del contratto della badante sostitutiva

Se la badante principale prolunga la sua assenza, ad esempio per malattia o infortunio, il datore di lavoro potrebbe avere bisogno della collaboratrice sostitutiva per più tempo. In questo caso, può prorogare il contratto a tempo determinato.

Per prorogare il contratto a tempo determinato, il datore deve:

  • comunicare la proroga all’INPS accedendo al sito nel menù “Assunzione | Comunicazione INPS – servizi al cittadino“, cliccando su “Variazione rapporto di lavoro“, indicando la proroga del contratto e stampando la ricevuta;
  • elaborare e inviare alla collaboratrice una lettera di proroga del contratto.

FAQ su come funziona la maternità per le badanti

Quanto si percepisce durante il congedo di maternità?

Durante il congedo di maternità, le lavoratrici dipendenti ricevono un’indennità pari all’80% della retribuzione media giornaliera. Questo importo può essere integrato dal datore di lavoro fino a raggiungere il 100% dello stipendio, a seconda del contratto collettivo applicato.

Il congedo di maternità è obbligatorio?

Sì, il congedo di maternità è obbligatorio per legge, sia per proteggere la salute della madre e del bambino che per garantire il diritto della lavoratrice alla tutela durante la gravidanza e dopo il parto.

Il padre può prendere il congedo di maternità?

No, il congedo di maternità è riservato esclusivamente alle madri. Tuttavia, i padri possono usufruire del congedo di paternità e del congedo parentale, che sono altre forme di astensione dal lavoro previste per assistere il bambino nei primi mesi di vita.

Cosa succede se il datore di lavoro non rispetta il diritto al congedo di maternità?

Il datore di lavoro è obbligato per legge a rispettare il diritto della lavoratrice al congedo di maternità. In caso di violazioni, la lavoratrice può rivolgersi all’ispettorato del lavoro o alle organizzazioni sindacali per tutelare i propri diritti.

È possibile lavorare durante il congedo di maternità?

No, durante il periodo di congedo di maternità è vietato svolgere attività lavorativa. Questo periodo è destinato al recupero e alla cura del neonato.

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