Vediamo in questo articolo come e quando scaricare i costi della badante. Quali sono le norme e gli importi che si possono detrarre dalle tasse. - Scopri le nostre guide complete su invalidità, Legge 104 e pensione anticipata. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.

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Indice
Cosa fa la badante?
Nel gergo giuridico si parla di assistente familiare. È la figura che aiuta una persona fragile nella vita quotidiana: igiene, pasti, vestizione, mobilità in casa, assunzione dei farmaci su indicazione medica, sorveglianza.
Non è un’infermiera: quando serve un atto sanitario serve la prescrizione o l’intervento del personale sanitario. Il profilo è disciplinato dal CCNL del lavoro domestico, che inquadra mansioni e livelli (ad esempio CS/DS per l’assistenza a persone non autosufficienti).
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Quanto costa una badante?
Il costo nasce da tre componenti: retribuzione secondo CCNL, contributi INPS a carico del datore di lavoro e oneri accessori (TFR, tredicesima, vitto e alloggio per i conviventi).
Per avere un ordine di grandezza ufficiale: dal 1° gennaio 2025 le minime contrattuali pubblicate da Assindatcolf indicano, tra le altre, CS convivente a circa € 1.137,86 mensili e DS convivente a circa € 1.405,58 più l’indennità di funzione, mentre per i non conviventi la paga minima oraria per profili di assistenza è nell’intorno di € 8–10 a seconda del livello (valori CCNL, esclusi vitto/alloggio e scatti).
I contributi INPS 2025 per il lavoro domestico sono stati aggiornati: incidono a trimestre in base alla paga oraria e alla presenza o meno della CUAF, con l’addizionale 1,4% sui contratti a termine.
Come e quando scaricare i costi della badante?
Qui bisogna distinguere detrazioni e deduzioni, e soprattutto la condizione della persona assistita.
Se l’assistenza è resa a una persona non autosufficiente negli atti della vita quotidiana (condizione attestata da certificazione medica), le spese per l’addetto all’assistenza personale danno diritto a una detrazione del 19% su un massimale di € 2.100 l’anno per ciascun contribuente, a condizione che il reddito complessivo di chi detrae non superi € 40.000.
In pratica, lo “sconto” massimo è € 399. In dichiarazione si indicano nei righi E8-E10 del 730/2025, codice 15 (spese 2024).
Per il limite di reddito si considera anche l’eventuale cedolare secca sui canoni. Dal 2020, per beneficiare delle detrazioni del 19% vale la regola dei pagamenti tracciabili (carte, bonifici, ecc.).
A prescindere dalla detrazione, chi è datore di lavoro domestico può dedurre dal reddito i contributi INPS versati per colf/badante, fino a € 1.549,37 annui per la parte a proprio carico, da riportare nel rigo E23 del 730 (principio di cassa: contano i versamenti effettuati nell’anno d’imposta). Non rientrano nella deduzione i versamenti alla Cassa Colf.
C’è poi un’apertura giurisprudenziale importante: quando l’assistenza è rivolta a un disabile grave ai sensi dell’art. 3, comma 3, della Legge 104/1992, la Corte di cassazione ha riconosciuto che le spese di assistenza “specifica” possono essere dedotte integralmente ex art. 10, comma 1, lett. b) TUIR, anche se l’assistenza è prestata da personale non qualificato (es. collaboratrice domestica), perché conta la condizione del beneficiario e la finalità assistenziale.
Il principio è stato ribadito con Cass., Sez. Trib., ord. 9 gennaio 2025, n. 449. La deduzione è cosa diversa dalla detrazione del 19% dell’art. 15, comma 1, lett. i-septies TUIR, che resta applicabile ai casi di non autosufficienza “non 104 grave”.
Quando si scaricano i costi? Nella dichiarazione relativa all’anno in cui li hai pagati. Le spese sostenute nel 2024 si indicano nel 730/2025 (o nel Redditi PF 2025), da inviare entro il 30 settembre 2025 se usi il 730. La stessa regola vale per i contributi INPS trimestrali.
E quindi: se l’assistenza è “badante” per non autosufficienza, puoi detrarre il 19% entro € 2.100 e dedurre a parte i contributi INPS. Se l’assistenza è resa a un disabile grave (art. 3, c. 3, L. 104), la spesa per l’assistenza può essere dedotta integralmente secondo la Cassazione 449/2025, sempre con documentazione e pagamenti tracciabili; in ogni caso, i contributi restano deducibili entro € 1.549,37. Per i costi vivi, fai riferimento alle tabelle CCNL 2025 e ai contributi INPS 2025.

