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Come calcolare il compenso dell’amministratore di sostegno

Scopri come calcolare il compenso dell'amministratore di sostegno e cosa dice la normativa a riguardo di questa situazione.
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30/05/2024

Come calcolare il compenso dell’amministratore di sostegno: vediamo nel dettaglio come funziona il calcolo di questo importo (scopri le ultime notizie su Invalidità e Legge 104, categorie protette, diritto del lavoro, sussidi, offerte di lavoro e concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Come calcolare il compenso dell’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno svolge atti amministrativi ordinari e straordinari per conto di persone con disabilità fisica o psichica. La sua funzione è generalmente gratuita, in quanto è spesso assunta da un familiare (coniuge, genitore, figlio) per motivi di solidarietà.

Il principio generale della gratuità dell’ufficio tutelare è sancito dall’art. 379, comma 1, c.c., e si applica anche all’amministrazione di sostegno per il richiamo dell’art. 411, comma 1, c.c..

Tuttavia, in casi particolari, il giudice tutelare può riconoscere un equo indennizzo, una somma simbolica che non rappresenta un vero e proprio compenso, al fine di riconoscere l’impegno necessario a svolgere questo tipo di funzione. Questo indennizzo è determinato in base alla complessità delle mansioni e alle condizioni economiche sia dell’amministratore che del beneficiario.

Le spese anticipate dall’amministratore, come i diritti di segreteria e le marche da bollo, devono essere rimborsate e devono essere dettagliate nel rendiconto annuale presentato al giudice.

L’amministratore ha anche l’obbligo di rendicontare le attività svolte annualmente, presentando un modulo con i dati anagrafici, l’estratto bancario o postale e i documenti giustificativi delle spese.

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Come viene calcolata l’equa indennità per l’amministratore di sostegno?

In base a una circolare pubblicata dal Tribunale di Roma, due sono i parametri fondamentali per determinare l’indennità che spetta all’amministratore di sostegno:

  1. Entità del Patrimonio: Questo parametro è di natura oggettiva e si basa sull’obbligo di rendicontazione dell’amministratore ai sensi dell’art. 380 c.c.
  2. Difficoltà della Gestione: Questo parametro è valutato dal giudice tutelare, che considera le difficoltà e gli aspetti non solo patrimoniali della gestione.

L’indennità è riconosciuta per compensare l’impegno dell’amministratore, soprattutto in caso di attività numerose o complesse. La valutazione dell’attività deve considerare non solo la gestione del patrimonio, ma anche la cura degli interessi personali del beneficiario.

È stata, inoltre, elaborata una tabella per la liquidazione dell’indennità basata sui seguenti criteri:

  1. Patrimonio Liquido: Il calcolo dell’indennità si basa sul patrimonio liquido del beneficiario alla data finale del periodo annuale di rendicontazione, considerando il flusso delle entrate e delle uscite.
  2. Complessità dell’Attività: La somma base può essere aumentata fino al 50% in base alla presenza di patrimonio immobiliare, attività di straordinaria amministrazione, conflittualità familiare e difficoltà nella cura della persona.
Patrimonio liquido in euroLiquidazione
Fino a 3.000 euroNessuna indennità
3.001 – 20.000 euroFino al 10% del patrimonio
20.001 – 50.000 euroFino a 3.500 euro
50.001 – 100.000 euroFino a 6.000 euro
100.001 – 300.000 euroFino a 9.000 euro
300.001 – 500.000 euroFino a 12.500 euro
500.001 – 750.000 euroFino a 15.000 euro
750.001 – 1.000.000 euroFino a 18.000 euro
Oltre 1.000.000 euroFino al 2%
Tabella per la Liquidazione dell’Equa Indennità all’Amministratore di Sostegno

L’indennità può essere, inoltre, aumentata fino al 50% in considerazione di:

  • Patrimonio immobiliare.
  • Attività di straordinaria amministrazione.
  • Conflittualità familiare.
  • Difficoltà nella cura della persona.
  • Incremento del patrimonio del beneficiario.
Come calcolare il compenso dell'amministratore di sostegno
Come calcolare il compenso dell’amministratore di sostegno: in foto una ragazza assiste un uomo con disabilità in carrozzina.

Chi può fare l’amministratore di sostegno?

Il Giudice Tutelare sceglie l’amministratore di sostegno considerando esclusivamente la cura e gli interessi del beneficiario, seguendo un ordine preferenziale stabilito dall’art. 408 c.c.:

  • Designazione precedente del beneficiario: Priorità alla persona designata dal beneficiario in previsione della propria futura incapacità, tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata. Anche la preferenza espressa dal beneficiario durante il procedimento, se capace di formulare un giudizio, deve essere considerata.
  • In assenza di designazione o idoneità: Se non esiste una designazione o per gravi motivi, il Giudice può nominare un altro amministratore, preferendo:
  • Il coniuge non separato legalmente.
  • La persona convivente stabilmente.
  • Il padre, la madre, il figlio, il fratello o la sorella.
  • Un parente entro il quarto grado.
  • Una persona designata dal genitore superstite tramite testamento, atto pubblico o scrittura privata autenticata.
  • Nomina di un Terzo: Se opportuno, il Giudice può nominare un terzo di fiducia, scegliendo anche da elenchi di professionisti in materie giuridiche ed economiche disponibili per l’incarico.

Quando può essere sostituito l’amministratore di sostegno?

Secondo l’art. 413 c.c., il Giudice Tutelare può sostituire l’amministratore di sostegno su istanza motivata del beneficiario, del Pubblico Ministero, dell’amministratore stesso o di un soggetto indicato all’art. 406 c.c..

La norma non specifica i presupposti per la sostituzione, lasciando la valutazione alla discrezionalità del Giudice.

La sostituzione può avvenire in caso di:

  • Persistente dissenso con il beneficiario.
  • Decorso del termine decennale previsto dall’art. 410 ultimo comma c.c.
  • Trasferimento dell’amministratore in luogo lontano dalla residenza abituale del beneficiario.

FAQ su come calcolare il compenso dell’amministratore di sostegno

Cosa deve rendicontare l’amministratore di sostegno?

L’amministratore di sostegno è tenuto a mantenere la contabilità della propria gestione e a riferire al Giudice Tutelare riguardo alle attività svolte e alle condizioni di vita del beneficiario, fornendo una relazione dettagliata sulla situazione personale di quest’ultimo.

Cosa succede se l’amministratore di sostegno non presenta il rendiconto annuale?

La mancata presentazione del rendiconto non è sanzionata dal codice, ma può influenzare il giudice nella decisione sull’equo indennizzo e potrebbe portare alla sostituzione dell’amministratore di sostegno.

Chi può controllare l’operato dell’amministratore di sostegno?

Le informazioni riguardanti l’andamento dell’amministrazione di sostegno sono riservate. I familiari o parenti possono richiedere al Giudice Tutelare, che è l’unico organo di controllo, di esaminare i documenti presentati dall’amministratore di sostegno.

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